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Alla ricerca degli oceani extraterresti
Scritto da Vincenzo Zappalà il 4 Giugno 2009 @ 10:16 in News | 23 Commenti
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Quando Carl Sagan vide l’immagine della Terra ripresa dalla sonda Voyager, ormai ai confini del Sistema Solare, la descrisse come “una pallido punto blu”. Ciò che vedrà la missione Kepler ed altre simili attraverso i telescopi di bordo non differirà molto da questa sintetica espressione. Si potrà accertare che nuovi pianeti sono di dimensioni simili alla Terra e che stanno dentro la zona abitabile, ma ben poco di più. Per fare un passo oltre nella ricerca di “fratelli” galattici è necessario avere informazioni aggiuntive. Una delle più importanti riguarda senza dubbio l’esistenza di oceani d’acqua liquida.
In altre parole, un pianeta simile alla Terra deve per forza stare dentro la cosiddetta “zona abitabile”, ma essere nella zona abitabile non vuol automaticamente dire di possedere dell’acqua e quindi una possibile vita biologica. Nicolas Cowen dell’Università di Washington, insieme ad altri colleghi, ha pensato di fare un test sul nostro stesso pianeta visto da lontano, ossia dalla sonda EPOXI , che dopo aver svolto la missione Deep Impact è in viaggio verso la [1] cometa Hartley 2. Al momento delle osservazioni il velivolo si trovava a circa 50 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Sono state eseguite riprese nel “visibile” in sette lunghezze d’onda, che andavano dall’ultravioletto all’infrarosso, per periodi di 24 ore.
In generale la Terra è apparsa come un dischetto grigio a causa della coltre nuvolosa, ma gli oceani e la terra ferma dominavano rispettivamente nel blu e nel rosso. Durante la [2] rotazione del pianeta si vedeva chiaramente un passaggio da un colore all’altro. Non è stato difficile costruire una approssimativa mappa delle terre emerse e degli oceani. Si pensa che in circa dieci anni la nostra tecnologia sarà in grado di compiere queste osservazioni anche su pianeti a distanza di decine di anni luce. La cosa veramente importante è la variazione di colore con la [2] rotazione. Ad esempio anche Urano appare blu, ma questo colore è uniforme e si può stabilire abbastanza facilmente che sia dovuto all’atmosfera, attraverso altre osservazioni. Qualche problema potrebbe nascere da un pianeta completamente coperto da un oceano, ma sarebbe comunque un bel risultato. Magari potrebbe essere popolato da magnifici ed intelligentissimi delfini!
La Terra e la Luna viste dalla sonda EPOXI attraverso tre filtri centrati nel blu, verde e arancione. La mappa del nostro pianeta è piuttosto ben delineata.
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[3] rotazione: http://www.astronomia.com/glossario/#rotazione
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