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Vivere pericolosamente può fare molto bene

Scritto da Vincenzo Zappalà il 9 Giugno 2009 @ 13:37 in News | 19 Commenti

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Non è detto che si stia tanto male in condizioni estremamente pericolose, come per esempio a poche migliaia di anni luce dal [1] buco nero che domina il centro della [2] Via Lattea. A 25000 anni luce da noi, proprio in quella direzione, si trova un [3] ammasso stellare di astri giovanissimi, nati non più di due milioni e mezzo di anni fa, chiamato “Arches”. Benché a circa 3000 anni luce dal “mostro”, in una zona ricca di gas e di spaventose forze contrastanti tra loro, l’ammasso risulta essere ben più ricco di giovani virgulti di quanto non capiti in qualsiasi altra parte della [4] galassia. Qualche migliaio di stelle si addensano in uno spazio relativamente ristretto, non superiore ai tre anni luce di larghezza. Il che vuol dire che vi sono circa mille stelle per ogni “anno luce cubo”, ossia un densità di corpi celesti milioni di volte superiore a quella che esiste in prossimità del Sole. Riuscite ad immaginare una notte su uno dei loro pianeti? Uno spettacolo fantasmagorico, ricco di astri luminosissimi in ogni punto del cielo, ed il gas che cade vorticosamente verso il [1] buco nero che fa da sfondo. Incredibile! Non è stato facile studiarlo con accuratezza, in quanto quella è una zona ricca di polvere cosmica e di nubi molecolari che ne offuscano la visione. Ma nel vicino infrarosso e utilizzando il Very Large Telescope dell’ESO, si è riusciti a penetrare attraverso quella coltre “nuvolosa”. La massa dell’ammasso è circa 30000 volte quella del Sole e non si sono trovati oggetti singoli superiori a 120 volte la nostra stella. Dato che dovrebbero esistere, si pensa che esse abbiano avuto una vita cortissima e che non siano esplose sotto forma di supernova (se no si vedrebbero i resti). Come al solito: nuove scoperte, nuove informazioni, ma anche nuovi problemi da superare. Questo è l’Universo! Un’ultima considerazione personale. Vi ricordate Jurassic Park (il libro ovviamente, non il film che ne è una pallidissima copia) ed il suo seguito? Ebbene, l’idea di fondo era che le condizioni migliori per una vita attiva, rigogliosa e motivata fosse proprio ai margini del caos. Troppo lontano si cadrebbe nella monotonia e ripetitività. Troppo vicini non si riuscirebbe a sopravvivere. Ci vuole un pericolo costante ed una situazione al limite per innescare le migliori capacità di una razza. Forse è lo stesso che capita anche agli uomini, che esprimono il loro meglio quando le condizioni sono critiche e l’adrenalina risveglia le migliori attitudini. Ma anche l’Universo sembra seguire la stessa legge. La “migliore gioventù” stellare si trova proprio in una situazione quasi insopportabile. Viva la Natura!!

L’ammasso Arches, nella costellazione del Sagittario

L’ammasso “Arches”, nella costellazione del Sagittario. Il campo visivo è di 28 secondi d’arco. L’immagine è stata ottenuta combinando quelle ottenute attraverso tre filtri dell’infrarosso: J, H e K. E’ stata ovviamente necessario utilizzare l’ottica adattiva, ma la non perfetta correzione della turbolenza atmosferica (come capita sempre in questi casi) causa gli aloni che si notano attorno agli astri. Non lamentiamoci però !!


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[1] buco nero: http://www.astronomia.com/glossario/#buco_nero
[2] Via Lattea: http://www.astronomia.com/glossario/#via_lattea
[3] ammasso stellare: http://www.astronomia.com/glossario/#ammasso_stellare
[4] galassia: http://www.astronomia.com/glossario/#galassia
[5] buco nero: http://www.astronomia.com/glossario/#buco_nero

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