- Astronomia.com - http://www.astronomia.com -
La soluzione di tutti i problemi
Scritto da Vincenzo Zappalà il 13 Giugno 2009 @ 10:19 in Racconti | 30 Commenti
Clicca qui per stampare. Nascondi immagini | Mostra immagini
I migliori racconti raccolti in un libro: [1] Racconti di normale assurdità
L’essere umano aspettava con trepidazione che avvenisse il primo contatto con una civiltà extraterrestre. Era una speranza ed una paura che non lo aveva mai lasciato fin dai tempi delle prime società pensanti. Ma mai come adesso, grazie alle eccezionali tecnologie di comunicazione, si pensava di essere così vicini al momento tanto atteso. Si conoscevano ormai un centinaio di pianeti come la Terra che rivolvevano attorno a stelle simili alla nostra e quindi si sapeva anche dove e come inviare i segnali. Il problema più grande era sempre quello del tempo necessario a stabilire il contatto e poi ad ottenere l’eventuale risposta. Tuttavia erano ormai più di cent’anni che i nostri segnali erano stati inviati verso tutte le pseudo-Terre delle decine di stelle relativamente vicine al Sole e la risposta DOVEVA arrivare da un momento all’altro. La [2] formula di Drake era stata applicata e riapplicata inserendo le nuove cognizioni che si erano acquisite e non poteva sbagliare: almeno 3 o 4 civiltà intelligenti, con la giusta finestra di avanzamento tecnologico, erano sicuramente già state raggiunte dalle nostre trasmissioni. Non rimaneva che aspettare. Gli studiosi continuavano a dividersi in varie fazioni: chi non vedeva l’ora che ciò avvenisse, pensando che l’evoluzione necessaria al contatto avrebbe portato senza alcun dubbio ad un pacifico interscambio di nozioni, scoperte, intuizioni, con grande ritorno culturale per entrambe le civiltà. Chi invece temeva, dati alla mano, che ci si doveva aspettare uno sbalzo culturale notevole a favore degli alieni e le conseguenze sarebbero state negative per noi sia intellettualmente che “fisicamente”: potevamo andare incontro alla fine della nostra millenaria evoluzione. Una minoranza aveva ancora il dubbio che saremmo stati noi ad approfittare dei nuovi fratelli cosmici e che si sarebbero potuti ripetere i genocidi seguiti alla conquista dell’America. Tuttavia molti secoli erano passati e la pace mondiale raggiunta da lungo tempo sembrava dare ottime garanzie perché questa eventualità fosse ormai estranea alla nostra mente. Ed oltretutto era la meno probabile nei termini dell’equazione di Drake.
Non passarono nemmeno cinque anni che la risposta arrivò nitida e chiara. Gli alieni si fecero vivi in perfetto inglese e con un rigore intellettuale sopraffino. Avevano già stabilito un programma dettagliato per arrivare fino a noi e gli ambasciatori erano ormai in viaggio da parecchio tempo. Non vi erano dubbi: erano sicuramente superiori, in quanto erano subito passati all’azione (noi non avevamo ancora le stesse capacità). Sorprese un po’ il fatto che non si fossero fatti vivi per primi, ma probabilmente avevano altri mezzi per stabilire il livello di evoluzione di un pianeta e “sapevano” già che la Terra era arrivata al giusto livello senza alcun bisogno di inviare messaggi. Queste considerazioni fecero piacere a chi sperava in un mondo alieno pronto ad insegnarci le loro meravigliose conquiste, ma non eliminò le paure dei pessimisti che temevano comportamenti aberranti. I messaggi che ci arrivavano erano però così gentili, raffinati, semplici, che sembrava davvero impossibile pensare al peggio. La razionalità e la bontà sarebbero state le armi utilizzate nell’incontro epocale. Ne erano ormai sicuri quasi tutti e gli scettici vennero visti come delle “Cassandre”, legati a visioni culturali ormai obsolete. La capacità di dialogo così vicina alla nostra, il linguaggio scelto, l’aver capito esattamente i risvolti della nostra visione intellettuale e scientifica, dimostravano quanto a lungo ci avessero studiato e con quale cura avessero analizzato i nostri pregi ed i nostri difetti. Perché mai l’avrebbero fatto se non avesse avuto buone intenzioni? Fossero stati predatori spaziali non avrebbero avuto certo bisogno di queste finezze comunicative. Gli sarebbe bastata la sorpresa e la forza.
Il 24 giugno del 2186 giunsero sulla Terra. Una flotta immensa comparve un po’ ovunque. La bellezza degli scafi, il loro numero incredibile e le facilità di manovra lasciarono i terrestri esterrefatti ed in molti si risvegliò per un attimo la paura atavica dell’ignoto. Poi scesero e non vi furono più dubbi. Erano esseri estremamente simili a noi e mostravano un senso dell’umorismo ed una cordialità che fece sentire tutti a proprio agio. Molti filosofi ne approfittarono per dire: ”come avevamo sempre pensato c’è una sola possibile evoluzione intelligente. La Natura segue regole precise e non va a tentativi”. Gli alieni avevano piccole differenze fisiche rispetto a noi: un po’ più alti, la cassa cranica leggermente più sviluppata, i muscoli meno appariscenti. Per il resto sembravano delle copie quasi esatte, a parte una capacità dialettica e razionale chiaramente più sofisticata. Ci furono incontri, feste, banchetti, discussioni scientifiche un po’ ovunque. Tutto avvenne con grande spirito di convivialità e di rispetto reciproco. Sembrava impossibile che fosse stato così semplice e così perfetto. Le istituzioni religiose gongolavano: era ormai chiarissimo che il Dio dell’Universo era Uno ed Uno solo e non vedevano l’ora di discutere con i rappresentati alieni del clero. Avrebbero trovato nuovi e stimolanti punti d’incontro e avrebbero sicuramente esteso il pensiero religioso attraverso una stretta collaborazione.
Gli scienziati si scambiavano idee e speranze. Erano soprattutto i terrestri che chiedevano possibili soluzioni ai loro problemi più assillanti. Cosa fare per limitare la sovrappopolazione che rendeva sempre più invivibile il nostro mondo? Come riuscire a ridurre o addirittura a sconfiggere l’inquinamento e la crisi delle risorse energetiche del pianeta? Gli alieni avevano sicuramente già superato queste difficoltà e sarebbero stati di enorme aiuto. I fratelli “spaziali” li ascoltarono con attenzione, sorridendo leggermente. “Si”, dissero, “conosciamo bene tutte queste problematiche e abbiamo dovuto affrontarle in modo drastico”. Poi il più anziano continuò: “fummo costretti ad abbandonare il nostro pianeta e trovarne uno nuovo dove ricominciare eliminando gli errori di intere generazioni. Ma eravamo rimasti in pochi, decimati dalle epidemie, dalle guerre, dalla fame e dalla sete. Sul nuovo mondo le condizioni erano fantastiche, ma se si voleva accelerare l’evoluzione e guadagnare il tempo perduto dovevamo essere molti di più. C’era bisogno di lavorare e non solo di pensare.”
La dura esperienza degli amici alieni colpì molto i nostri studiosi che si immedesimarono moltissimo nei loro colleghi. Forse era proprio questo il futuro della Terra e gli alieni ci stavano indicando la via d’uscita. Il premio Nobel per la fisica, Antony Harlington, parlò a nome di tutti: “siamo ovviamente pronti ad aiutarvi con le nostre piccole possibilità, anche se pensiamo che i vostri problemi siano già stati risolti da tempo. In tal caso, vi prego, aiutateci a programmare il nostro futuro nel miglior dei modi”. L’anziano alieno sorrise compiaciuto e rispose: “siamo a buon punto sicuramente, ma il vostro aiuto è fondamentale. Lo accettiamo di buon grado e nel contempo vi aiuteremo a risolvere il vostro”.
Continuò con un sorriso che sembrava ora più una risata: ”perché credete che siamo tornati indietro di cinque secoli nel tempo? E’stato solo per recuperare una massa enorme di mano d’opera, la cui capacità nella fatica più umile conosciamo molto bene avendola vissuta in prima persona”. Solo allora gli scienziati terrestri si accorsero che migliaia e migliaia di loro simili venivano rudemente imbarcati sulle astronavi e che queste avevano reso visibile sul fianco destro il ben noto simbolo della NASA.
URL articolo: http://www.astronomia.com/2009/06/13/la-soluzione-di-tutti-i-problemi/
URLs in questo articolo:
[1] Racconti di normale assurdità: http://www.astronomia.com/2009/06/10/racconti-di-normale-assurdita-finalmente-il-libro/
[2] formula di Drake: http://www.astronomia.com/2009/04/27/gli-ultimi-alieni/
Clicca qui per stampare.