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Saturno e i suoi anelli - parte 7
Scritto da Pierluigi Panunzi il 18 Giugno 2009 @ 11:14 in Osservazioni | 28 Commenti
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Iniziamo proprio da Saturno: il fatto che la sonda Cassini percorre la sua orbita intorno al pianeta e dunque ad una distanza relativamente vicina, ha permesso di vedere e scoprire particolari inediti della superficie dello strato di nubi che circondano Saturno.
Una caratteristica che era stata scoperta anni fa dalla sonda Voyager (addirittura nel 1980!) e difficilmente riscontrabile da osservatori terrestri o orbitali (HST), è il cosiddetto “Esagono”: fin dalle prime foto del Polo Nord di Saturno, si era scoperta una strana formazione esagonale delle nuvole, che si mantiene stabile negli anni.

Nel filmato a fianco, vediamo una ripresa notturna (realizzata nel 2006) del Polo Nord da parte dello spettrometro ad infrarosso: si vede perfettamente la strana caratteristica esagonale che circonda il Polo di Saturno. Come dicevo è la prima immagine (in realtà una sequenza di immagini raccolte in un filmato) ripresa da un’orbita ad elevata inclinazione, molto vicina ad un’orbita polare. La luminosità delle varie tonalità di grigio indica la quantità di radiazione a 5 micron, generata dal calore ad elevata temperatura proveniente dall’interno di Saturno e che abbandona il pianeta. Alcune nuvole bloccano la luce che irradia da sotto e quindi è possibile vederne la silhouette scura in contrasto con il chiarore del pianeta.
Il filmato è stato realizzato da immagini acquisite nel giro di un’ora, da una distanza di circa 1 milione di km! Un particolare di questa caratteristica inconsueta la vediamo nella foto in basso, dove riconosciamo pure piccoli vortici che sembrano i ribollimenti di un calderone…
Quest’altro filmato è invece uno dei più incredibili e inquietanti tra quelli realizzati a partire dai dati della sonda Cassini: una volta tanto non si può certo dire che si sta svelando un’ennesima meraviglia del signore degli anelli. In questo caso vediamo il primo piano dell’occhio di un ciclone che vortica proprio nel Polo Sud, dove si può notare la struttura verticale e stratiforme delle nuvole, grazie ad un gioco di ombre. L’ampiezza dell’occhio è di circa 8000km, molto di più di un uragano terrestre e il filmato si riferisce ad un intervallo di tempo di tre ore, durante il quale il pianeta ha ruotato su se stesso. Ma il filmato è realizzato mantenendo fermo Saturno e così sembra che sia il sole a muoversi, con il che le ombre delle nuvole si muovono di conserva.
Ma rifacciamoci gli occhi allontanandoci da Saturno: grazie ad un complicato ma casuale gioco di luci e moti satellitari ecco qui una foto spettacolare. Si vede Rea (in realtà la sua silhouette) passare proprio davanti al [2] satellite più grande di Saturno, Titano, che vediamo illumitato da dietro dal Sole, con un effetto di alone circolare dovuto alla spessa coltre di nuvole del [2] satellite.
Nel filmato successivo vediamo lo spugnoso Iperione (una roccia di circa 280km di diametro), ripreso durante un incontro ravvicinato (40 immagini prese nel lasso di tempo di un’ora) da parte della sonda Cassini nel dicembre del 2005, da una distanza di poco più di 200000 km dalla superficie (metà della distanza terra-luna).
In primo piano Rea, dietro al quale passano Mimas ed Encelado
Altro filmato divertente (sopra), dove si vede in primo piano il [2] satellite Rea dietro al quale passano altri due satelliti (Mimas in alto e Encelado in basso): particolarmente evidente, nel caso di Encelado è la “[5] luce cinerea” causata da Saturno, che illumina la faccia scura dei due satelliti più piccoli. Per avere un’idea delle grandezze dei tre satelliti, Mimas ha un diametro di 1500km, Mimas di 400km mentre Encelado di 500km, mentre come paragone la Luna ha un diametro di poco meno di 3500km. In occasione della ripresa di 59 immagini in circa 40 minuti, la sonda si trovava a circa 3 milioni di km dal [2] satellite in primo piano, mentre gli altri due stavano rispettivamente 500000 e 700000 km al di là di Rea, con un complicato meccanismo orbitale.
Iperione
Nell’immagine animata a fianco vediamo ancora una volta Iperione, ma ad una distanza maggiore rispetto al filmato precedente: si tratta di 14 immagini che coprono stavolta circa 12 ore ed il cambiamento di prospettiva è dato dal movimento della sonda, durante uno dei tanti sorvoli del 2006. Ma i colori che vedete sono ovviamente falsi, dato che ogni singolo frame del film è realizzato come sovrapposizione di immagini prese nell’ultravioletto, con un [7] filtro blu e nell’infrarosso, con un complicato meccanismo di postelaborazione di immagini.
Come ultima foto (a fianco) ritorniamo agli splendidi anelli: qui vediamo ancora una volta il fragile Anello F, che mostra il suo aspetto leggiadramente devastato da un recente passaggio del [2] satellite pastore Prometeo. Sulla destra vediamo il sontuso anello A con la Keeler Gap. L’anello F presenta una parte più chiara, che ha subìto gli influssi del passaggio di Prometeo, mentre si possono notare parti leggermente più scure ad andamento spiralifome: è in occasione di queste immagini che si riscopre la dinamica e plastica bellezza del sistema di anelli di Saturno, che stavolta è stata lievemente offuscata da immagini ben al di sotto della soglia dello stupore!
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