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Uova
Scritto da Vincenzo Zappalà il 4 Luglio 2009 @ 09:12 in Racconti | 18 Commenti
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I migliori racconti raccolti in un libro: [1] Racconti di normale assurdità
Il brillante giovane ricercatore che stava diventando uno dei punti di forza della Facoltà di Geologia Comparata di Ottawa cominciò a dar fuori di testa … In un momento di grande confusione per il nostro pianeta, martoriato dal riscaldamento globale che cresceva ormai in modo incontrollato, da uragani, tornado, terremoti violentissimi e vulcani che si ridestavano dopo secoli di inattività, la lucidità di giovani veramente preparati e capaci di passare da una disciplina ad un’altra era una risorsa che la Terra non poteva perdere. Tuttavia il nostro giovane genio, dopo un periodo un po’ introverso e strano per il suo carattere sempre aperto ed allegro, cominciò a farneticare ed il Preside della Facoltà fu costretto a farlo ricoverare, con grande segretezza, in un centro psichiatrico.
Se questo fatto fosse stato reso di opinione pubblica, ci sarebbe certo stato un assalto dei Mass Media, dato che il nostro ricercatore era diventato in breve uno dei frequentatori più assidui di tavole rotonde e di dibattiti legati al cambiamento del clima, e quindi uomo ben conosciuto ed apprezzato da tutti. Malgrado le sue idee sulle origini del riscaldamento globale e sui fenomeni estremi a cui era soggetta la Terra andassero un po’ controcorrente, la sua calma espositiva e la sua profonda conoscenza della fisica, riuscivano ad incantare un po’ tutti, dai professoroni più famosi alla moltitudine dei non addetti ai lavori. Non per niente ricopriva un posto di rilievo, malgrado l’età, presso l’ Organo di studio climatologico delle Nazioni Unite. Le frasi sussurrate dal nostro ricercatore al gruppo di psichiatri che lo interrogarono durante la sua degenza furono quindi uno shock del tutto inaspettato.
Si parlò di esaurimento nervoso, di troppo lavoro, di stress da televisione, e così via. Ma i nuovi argomenti sollevati dal giovane non cambiarono di una virgola durante la pur lunga degenza in ospedale e la medicina ufficiale dovette alla fine convenire che qualche “rotella” era andata fuori posto al giovane genio. Farneticava continuamente intorno agli [2] asteroidi e concludeva che erano la prova inconfutabile delle sue teorie. “Guardate quanti pezzi”, diceva, “è ovvio che è stato il primo! Presto toccherà a tutti gli altri”.
Dopo aver sentito centinaia di volte queste frasi sconnesse, l’equipe psichiatrica perse del tutto la sua fiducia iniziale e prescrisse una cura estremamente complessa a base di psico-farmaci, sulla cui validità essi stessi erano più che dubbiosi. Passarono i mesi e poi gli anni. A poco a poco, nessuno si ricordò più del brillantissimo ricercatore impazzito improvvisamente. Nemmeno presero in considerazioni le sue ultime parole dette in stato di estrema eccitazione ed angoscia: “dobbiamo lasciare la Terra ed il Sistema Solare. E’ indispensabile raggiungere le stelle e colonizzare lo Spazio. Il tempo è limitato, ma possiamo ancora farcela”. Poi si chiuse in un ermetico silenzio e divenne lo zimbello dell’istituto psichiatrico in cui era stato internato: pazzo tra i pazzi e per di più sempre così serio e triste …
Trascorsero molti anni, ed il nostro mancato genio era ormai un uomo maturo, solo e dimenticato. L’umanità aveva altro a cui pensare. La Terra era diventata caldissima, il ghiaccio si era completamente sciolto, inondazioni e terremoti catastrofici erano all’ordine del giorno, nuovi vulcani nascevano dal nulla anche nelle zone abitate. All’ospedale psichiatrico in cui il nostro ricercatore spendeva miseramente la propria esistenza lo si sentì un giorno urlare a gran voce: ”ci siamo. Peggio per voi stupidi idioti!”
La situazione climatica era diventata ormai insostenibile la notte in cui i pochi astronomi ancora in attività riportarono una strana e violentissima attività geologica su Marte. Alle 22 e 30 del 10 dicembre 2012, Marte si “aprì” letteralmente ed un bellissimo ed immenso dragone alato, con le piume dorate, si librò nello Spazio, raggiungendo e superando in pochi istanti l’orbita di Nettuno: la mamma ed il suo fratellino più grande, uscito molto prima dal pianeta che aprendosi aveva formato gli [2] asteroidi, lo stavano aspettando con trepidazione.
Poi anche sulla Terra la crosta superficiale cominciò ad incrinarsi …
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[1] Racconti di normale assurdità: http://www.astronomia.com/2009/06/10/racconti-di-normale-assurdita-finalmente-il-libro/
[2] asteroidi: http://www.astronomia.com/glossario/#asteroidi
[3] asteroidi: http://www.astronomia.com/glossario/#asteroidi
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