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Il nero più nero del nero

Scritto da Vincenzo Zappalà il 13 Luglio 2009 @ 08:28 in News | 27 Commenti

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Due ricercatori olandesi, E. Driessen e M. de Dood, hanno dimostrato che una lamina o un filamento dello spessore di soli 4,5 nanometri (ossia 4,5 milionesimi di millimetro) riesce ad assorbire praticamente il 100% della luce che arriva. Il materiale usato è il nitruro di niobio, NbN, (il niobio è un elemento estremamente raro in natura, di numero atomico 41). Finora nei casi migliori si superava di poco il 50%. Una pellicola così sottile sarebbe in grado di catturare tutti i fotoni che arrivano da un oggetto celeste, che potranno poi essere trasformati in segnali elettrici elaborabili al computer.

Una scoperta davvero eccezionale. Il problema dei materiali in grado di assorbire una grande quantità di luce è sempre stata quella di rifletterne anche una quantità non trascurabile. Questo rapporto dipende da due fattori: l’angolo di incidenza della luce e lo stato di polarizzazione (ossia la direzione dell’oscillazione delle onde luminose). Un esempio ottimo di applicazione di questo tipo è dato dagli occhiali “Polaroid”. I due ricercatori hanno compiuto il loro studio cercando qualcosa in grado di “vedere” addirittura i singoli fotoni ed hanno predisposto un apparato molto semplice che assorbe il 94% della luce direttamente e poi “recupera” anche il 6% riflesso. I calcoli hanno inoltre mostrato che la lunghezza d’onda della luce incidente (ossia il suo colore) non influisce sull’efficienza del rivelatore. Il nitruro di niobio potrebbe farci fare l’ultimo salto verso l’origine dell’Universo?


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