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a cura di Vincenzo Zappalà

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Scoperte due supernove formatesi 11 miliardi di anni fa. Mai si era vista una morte stellare più antica.

Jeff Cooke, un ricercatore dell’Università della California (Irvine), ha ideato un semplice e potente metodo per evidenziare oggetti debolissimi e lontanissimi. Il concetto è molto facile da spiegare. Quando si vogliono scoprire delle supernove su lontane galassie non si fa altro che confrontare immagini prese in tempi diversi e vedere se improvvisamente è apparsa una nuova “luce”. Quasi sicuramente essa rappresenta la morte di una stella che aveva una massa superiore a otto volte quella del Sole, ossia una supernova. In questo modo il limite raggiunto finora era stato di 6 miliardi di anni. Tuttavia, se si “sommano” una sull’altra molte immagini della stessa galassia si riesce ovviamente a evidenziare oggetti ancora più deboli, come se si fosse esposta la camera fotografica per tempi lunghissimi.

Un’idea che sembrerebbe ovvia, ma che in realtà nessuno aveva mai messo in pratica per questo scopo. Cooke lo ha fatto ed è riuscito a localizzare due luci improvvise in un ammasso galattico lontanissimo. Probabilmente stelle esplose con massa da 50 a 100 volte superiore a quella del Sole. A quel punto, attraverso il telescopio Franco-Canadese delle Hawaii, ha potuto ottenere lo spettro delle due debolissime sorgenti e avere conferma che si trattava proprio di supernove.

Sapendo che l’Universo ha un’età di circa 13,7 miliardi di anni, probabilmente stiamo vedendo l’ultimo stadio delle prime stelle apparse dopo il Big Bang. Forse proprio le stelle di popolazione III, come raccontatoci poco tempo fa da Francesca. E poi la gente pensa al 2012 … Non sarebbe meglio pensare a queste stelle la cui luce arriva a noi solo oggi, dopo 11 miliardi di anni? Un pensiero che mette realmente i brividi.

La freccia indica una supernova scoperta su una lontana galassia. Esplosioni di questo tipo creano oggetti talmente luminosi da competere addirittura con la luce dell’intera struttura che li contiene

La freccia indica una supernova scoperta su una lontana galassia. Esplosioni di questo tipo creano oggetti talmente luminosi da competere addirittura con la luce dell’intera struttura che li contiene

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26 Commenti a “Le supernove più antiche”

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11 miliardi di anni!!!! Potrebbero raccontarci la verità sul Big Bang peccato che non abbiamo gli strumenti adatti ad una giusta osservazione ma chissa che in futturo non si riesca ad osservale meglio. Altro che il programma Mistero con i suoi servizi spazzatura sulla sacra sindone…

Raffaele scrive il 16 Luglio 2009 alle 14:40

@enzo,

ma nel momento in cui si scopre una nuova luce, e quindi presumibilmente una nuona supernova, quanto tempo si ha a disposizione più o meno prima che la luce riscompaia? Giorni? Mesi?

Lampo scrive il 16 Luglio 2009 alle 14:47

@Lampo,
direi di si. Si va da pochi giorni a mesi. Quindi bisogna essere abbastanza fortunati.

@Raffele,
eh si, hai proprio ragione! Pensare di vedere la morte (anche se poi ha ridato vita ad altre stelle) delle prime stelle apparse nell’Universo fa proprio venire la pelle d’oca… :shock:

@Ezo
hai proprio ragione quelle stelle lì sono le nostre madri e le nostre origini e se non fosse stato per loro noi non saremmo mai esistiti

Raffaele scrive il 16 Luglio 2009 alle 16:35

Saranno all’estremità dell’universo… mi chiedo se c’è una estremità nell’universo…cosa ci sarà dopo queste stelle… e dopo quello che viene dopo…? :?: :?: :?:

elisabetta scrive il 16 Luglio 2009 alle 22:15

11 miliardi di anni luce, 13,7 miliardi…. grandezze inimmaginabili che da sole ci danno l’esatta dimensione di noi stessi…….. ma al contempo ci regalano la meraviglia di come degli esseri così infinitamente piccoli siano riusciti a spingere così lontano il loro sguardo! :shock:
semprepiùpersanell’universo :shock: :grin:

paola scrive il 17 Luglio 2009 alle 01:41

elisabetta dice che saranno all’estremità dell’ Uni-verso…le estremità che noi andiamo via via conoscendo.. :roll:

…paola ..saremo anche piccoli rispetto all’Universo, ma lo sguardo lontano e le tante capacità di ricerca e scoperta, sono frutto di grande potenza: la mente umana….( ehm ..ehm…naturalmente..a parte la mia …che in graduatoria sta ancora molto messa male :lol: )

…però voglia di conoscere ed il piacere di leggervi c’è…quindi ancora non dispero :lol: :wink:

11 miliardi di anni luce, 13,7 miliardi….Mamma che numeri….mi viene mal di testa solo a pensarci :shock: … Che bello!!! :lol:

Roberta scrive il 17 Luglio 2009 alle 17:13

@Enzo
Ce la faremo a breve (umanamente paralando) a spingerci ancora più in là?
E se scoprissimo che l’età dell’Universo è maggiore? io ho questo presentimento.
Comunque è affascinante in un modo pazzesco quello che ci racconti caro Enzo.

Mario Fiori scrive il 17 Luglio 2009 alle 17:19

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