Un asteroide ha impattato la Terra

L’8 ottobre, un piccolo asteroide di circa una decina di metri è esploso nell’atmosfera terrestre liberando un’energia di circa 50 chilotoni, ben superiore a quella delle bombe nucleari della seconda guerra mondiale.

Anche se i nostri mass media non ne hanno parlato (notizie ben più importanti attraggono l’attenzione, soprattutto adesso che è cominciato il Grande Fratello…), un impatto asteroidale che ha seminato il panico nella popolazione locale è piombato sulla Terra lo scorso 8 ottobre sopra la costa dell’Indonesia, facendo pensare ad un terremoto per il rumore dell’esplosione avvenuta a considerevole altezza. Gli infrasuoni causati dallo scoppio sono stati rivelati fino a 10000 km di distanza. L’oggetto celeste non era noto a causa delle sue limitate dimensioni, stimate in circa 10 m. E’ facile che il corpo celeste si sia disintegrato completamente, anche se è probabile che alcuni frammenti possano avere raggiunto il suole (o il mare).

L’energia liberata al momento dello scoppio è stata terrificante, dell’ordine di 50 chilotoni (ossia equivalente a 50000 tonnellate di tritolo). Si stima che eventi di questo tipo accadano con una frequenza tra i 2 e i 12 anni. Tanto per fare un esempio, la famosa esplosione di Tunguska del 1908 doveva aver coinvolto un oggetto di qualche decina di metri di diametro.

La televisione indonesiana ha ovviamente dato la notizia nei telegiornali, mostrando anche la nube rimasta a lungo in cielo. Essendo l’urto avvenuto verso mezzogiorno, non vi sono video che riprendano gli ultimi istanti prima dell’esplosione. Almeno fino ad adesso non ne sono apparsi.

A questo indirizzo troverete un filmato con le immagini del dopo-esplosione. Chi poi conosce l’indonesiano riuscirà anche a capire cosa sta dicendo la gentile e attraente giornalista…

Informazioni su Vincenzo Zappalà 971 Articoli
Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli anni '70, dedicandosi soprattutto alla determinazione dell'asse di rotazione e, più in generale, all'evoluzione collisionale della fascia principale. I suoi contributi hanno toccato vari risvolti innovativi sia di dinamica che di fisica, portando alla determinazione univoca, ormai globalmente riconosciuta, delle famiglie astroidali. Su queste ha svolto studi molto dettagliati. Ha al suo attivo più di 250 lavori pubblicati sulle maggiori riviste internazionali del settore. E’ stato varie volte membro di Consigli Scientifici di Congressi Internazionali, oltre che Presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerosi discorsi invitati in tutti i maggiori centri di ricerca europei e americani, oltre che in Giappone, in India e in Russia (presso l’Accademia delle Scienze di Mosca). Ha tenuto un corso di planetologia avanzata presso l'Università di Rio de Janeiro. Dal 1997 al 2000 è stato Presidente della Commissione 15 dell’Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro fin dal 1975. E’ stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul Sistema Solare della missione spaziale GAIA. L’asteroide 2813, scoperto nell’Osservatorio Lowell di Flagstaff (Arizona), gli è stato dedicato e porta il suo nome. Ha sempre avuto una grande passione per la divulgazione, cercando di far conoscere l'astrofisica e le sue meraviglie a tutti colloro dotati di volontà di imparare, indipendentemente dal titolo di studio e dall'età. E' autore di diversi libri dedicati all'Universo, che si possono trovare nell'apposita sezione del sito. Da parecchi anni collabora come esperto esterno a questo blog inserendo articoli che spaziano tra i diversi campi dell'astrofisica, sempre, però, condotti a un livello interpretativo comprensibile anche dai neofiti.

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38 Commenti

  1. E’ vero, notizie così importanti non vengono date…adesso è importante Marrazzo!!
    P.S. Potete inserire nel Social Bookmarking anche l’icona di Facebook? Così sarà più facile condividere le notizie 🙂

  2. @enzo

    50 Kton mi sa che sono 50000 tonnellate di tritolo, non chilogrammi…davvero un’energia impressionante!

  3. ops… hai ragione!!! Ho scritto una stupidaggine… Help!! Chiedo a Stefano che corregga l’errore!!! Mi è scivolato…. 😳

  4. Con numeri del genere è facile confondersi Enzo! 50000 tonnellate di tritolo non riesco nemmeno ad immaginarle…

    Peccato sia caduto di giorno, se fosse stato buio chissà che spettacolo!! Avrebbe illuminato a giorno per bellissimi lunghissimi minuti… Ma può definirsi bolide anche una cosa del genere? O i bolidi son + piccoli?

  5. @Lampo,
    in realtà non vi è un limite preciso. Normalmente si chiamano superbolidi quelli che sono più luminosi della -17mag. In questo caso ci saremmo senz’altro stati!!

  6. scusate …ma come mai i potenti radar (o come si chiamano), o attezzature a disposizione della NASA e simili non hanno intercettato l’arrivo di qsto meteorite? 😯

  7. sp: cmq ultimamente le televisioni le si potrebbero tranquillamente buttare via..tanto non servono più a nulla….i programmi sono inguardabili….sono un insulto a quel pò di cervelli umani pensanti ke sono rimasti in giro….ma come mai la gente non trova più interesse cose serie…è prorpio verò ke i media ci comandano a loro piacimento…è spaventoso!!! 😯
    cmq peccato..mi sarebbe piaciuto vedere qlke immagine riguardo qsto asteroide….. 😥

  8. @dany,
    bisognerebbe sapere dove puntare per intercettare. L’oggetto non era conosciuto e nessuno guardava in quella direzione…