Una doccia fredda per i viaggi spaziali Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Un recente studio apparso su una prestigiosa rivista medica internazionale crea non pochi problemi alle speranze di future viaggi spaziali dell’uomo.

Quando l’uomo intraprenderà viaggi spaziali molto lunghi dovrà tenere conto di particolari “autostoppisti” che entreranno con loro nelle astronavi: I batteri terrestri. Le condizioni ambientali favoriranno un’azione estremamente spiacevole. Innanzitutto faranno calare di molto le difese immunitarie dei cosmonauti; inoltre scateneranno la crescita e la virulenza dei microbi.

Questi risultati dimostrano che la vera battaglia da vincere per andare su Marte ed oltre non sarà la tecnologia spaziale, ma il superamento di barriere mediche per adesso irrisolvibili, ricordando inoltre che chi viaggerà verso Marte non potrà essere velocemente ricoverato in un ospedale altamente attrezzato…

Il problema più studiato è quello delle grandi distanze e di come poterle superare psicologicamente e tecnicamente. Pochi considerano il problema delle malattie e di possibili epidemie a bordo. Esso sembra invece il più grave e difficile da vincere. Lo studio è andato in grande dettaglio e ha dimostrato che le alterazioni della gravità stimolano la riproduzione di agenti patogeni anche molto comuni, come la salmonella, l’escherichia (alteratore della flora intestinale) e lo stafilococco. Questo aumento in numero e virulenza viene largamente favorito dall’abbassamento delle difese immunitarie. Un bel pasticcio! E le cose peggiorerebbero ancora se si volesse fare restare astronauti a lungo su corpi celesti come la stessa Luna e, successivamente, Marte. Le colonie spaziali restano ancora un sogno?

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13 Commenti a “Una doccia fredda per i viaggi spaziali”

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Già adesso sulla ISS credo che siano un problema: devo averlo visto in un documentario, una parete interamente ricoperta di muffe e batteri, una cosa mostruosa! Però credo che alla fine si troverà la soluzione: profilassi, disinfezione dura e preparazione atletica e alimentazione adeguate, per esempio. Se abbiamo sconfitto persino Alien! :roll:

Ho trovato un articolo di quasi 10 anni fa che parlava già di questi batteri autostoppisti, allacciandosi anche ai problemi di muffe e funghi sulla Mir e gli accorgimenti usati sulla ISS:
http://science.nasa.gov/headlines/y2000/ast26nov_1.htm

In effetti è un problema che in generale viene poco considerato (magari non dalle agenzie spaziali) e la vedo dura debellarlo, per quanto si possa attenuare. Una colonia spaziale sarebbe meglio se fosse dotata di una sorta di ospedale da campo: può succedere di tutto, oltre le malattie. È un costo in più, ma almeno una colonia non ha problemi di spazio e si può ampliare quanto si vuole. Sulla ISS è possibile riportare a casa gli astronauti relativamente in fretta. Con una piccola navicella interplanetaria invece è un bel problema, che si aggiunge all’esposizione di radiazioni

In effetti si sapeva già da un po’, ma pare che questa gente abbia la memoria corta e così ogni tanto spuntano fuori con ricerche, sicuramente più dettagliate delle precendenti, ma mai del tutto nuove.

Ad ogni modo, il vero problema è quello di riuscire a ricreare la gravità.
In tutti i film di fantascienza, prendete StarTrek per esempio, l’astronave Enterprise, come tutte altre, hanno una loro gravità; questo perchè, oltre ai risaputi problemi fisiologici, diventa estramente scomodo e complicato lavorare e vivere.

Assurdissima la trasmissione mandata in onda da Discovery Channell dove una ricercatrice studiava degli abiti per 2, per permettere a due astronatui di fare l’amore rimanendo attaccati gli uni agli altri tramite velcro e vestiti unibili… :lol:

IMHO, prima di fare qualcosa di veramente serio bisognerà studiare qualcosa di serio partendo dalla tipica domanda di partenza “Perchè non è possibile riprodurre la gravità ?”…
ma temo che una generazione, la prossima, non basterà per arrivare alla soluzione.

Be’ una soluzione all’assenza di gravità ci sarebbe: l’accelerazione gravitazionale è emulabile tramite l’accelerazione centripeta (basta collegare un abitacolo con un lungo cavo al resto e fare roteare il tutto) oltre che dall’accelerazione data dai motori del veicolo spaziale; in questo secondo caso, se fosse possibile, l’astronave verrebbe costantemente accelerata a 9,8 m/s² (1 G) e a metà viaggio verrebbe ruotata di 180°, cosicché la spinta del motore la deceleri fino all’arrivo. Il problema è che gli attuali razzi hanno serbatoi enormi anche per solo pochi minuti di spinta, mentre i motori ionici ci mettono giorni per cambiare la velocità iniziale di qualche chilometro orario.

Scusate forse faccio una domanda sciocca, ma qualcuno ha pensato a come lavare i panni? esiste una lavatrice per questi viaggi..?
anche questo aiuterebbe all’igiene..

cluster scrive il 3 Novembre 2009 alle 22:32

Per ottenere gravità la soluzione mi sembrava già indicata dall’astronave Discovery in “2001 odissea nello spazio”: un grande cestello con corridoio che ruota su sè stesso..et voilà, gravità pronta! Non mi sembra difficile tecnologicamente… :mrgreen:

Moreno scrive il 3 Novembre 2009 alle 22:32

Ecco, questo è quello che dicevo:
http://www.marssociety.org/portal/c/TEMPO3
Soluzione semplice da realizzare e che non richiede troppo spazio e massa aggiuntiva.

@tutti,
può darsi, ma io ho i miei dubbi che una gravità simulata da rotazione possa sopperire a quella naturale. Come risponde l’organismo soggetto ad un tipo di forza diverso anche se porta agli stessi effetti? Ed i batteri? :???:

Profe, perlomeno agli astronauti in mesi e mesi di viaggio interplanetario, tipo Marte, i “bisogni” :oops: andranno dove devono andare, e non in giro x l’abitacolo :twisted: :mrgreen:

Moreno scrive il 4 Novembre 2009 alle 14:24

Data l’ora mi permetto di sparararne qualcuna… :mrgreen:
batteri come questi resisterebbero a brevi pariodi di vuoto interplanetario? Chissà, magari progettando ambienti che possano resistere all’assenza di pressurizzazione temporanea, si potrebbe utilizzare il vuoto come un battericida efficace…
o utilizzare lo stesso vuoto per rallentare la loro proliferazione…
Magari resisterebbero, ma sicuramente qualche effetto inibitorio su di essi il vuoto l’avrà…
(chiaramente durante l’igenizzazione l’astronauta dovrebbe gentilmente accomodarsi in un altro ambiente :mrgreen: )
buonanotte a tutti!

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