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a cura di Vincenzo Zappalà

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Un paio di commenti, certamente non banali, di Giuseppe e Vito mi hanno fatto pensare ad una possibile situazione apparentemente assurda, che reputo comunque interessante analizzare e spiegare nel modo più semplice possibile (almeno spero…). In ogni modo male non fa!


Il nostro caro amico Giuseppe, facendo una domanda sull’età delle galassie, ha volontariamente o involontariamente “toccato” un problemino che a qualcuno, magari a molti, potrebbe non sembrare così banale (vedi i primi commenti all’articolo da giovani si fanno più figli). La cosa si è poi in qualche modo accentuata con la risposta di Vito. Sintetizzando, Giuseppe ha sollevato (tra le righe…) il seguente dubbio: “Potrei vedere nello stesso momento la stessa galassia quando era giovane e quando era più vecchia?” In altre parole: “Io oggi vedo una galassia molto antica in un certo punto del cielo. Nel frattempo però lei si è mossa e magari si è avvicinata. Ma se è più vicina potrei vedere la sua luce arrivare nuovamente oggi, ma proveniente da un’altra direzione? E’ possibile questa assurdità?”. La risposta è semplicissima: “NO. Per farlo dovrebbe viaggiare più veloce della luce”. Non ci sarebbe bisogno di dire altro e per molti di voi sarebbe più che sufficiente.

Tuttavia, parecchi lettori sono alle prime armi ed allora, anche a costo di essere preso per pedante o limitato, preferisco affrontare il problemino analizzandolo più a fondo, cercando di descriverlo in maniera estremamente elementare. Per far ciò, sarò costretto a tralasciare alcune cose e commettere alcuni errori (non importanti però per quello che voglio dimostrare). Spero di fare comunque una cosa che possa interessare parecchi. Anche perché, per chi vuole approfondire, il modo con cui descriverò la faccenda (la figura che segue, soprattutto) può aiutare in fretta ad inserire nello schema l’espansione dell’universo e gli effetti che può comportare.

Immaginiamo che l’Universo stia su un piano

Immaginiamo che l’Universo sia su un piano

Semplifichiamo allora il problema, immaginando che l’universo stia su un piano (quello della figura). Noi stiamo osservando oggi, al tempo t0 e ci troviamo in 0 (apparentemente ci sentiamo al centro di tutto, come è giusto che sia). Ogni circonferenza avente centro 0 rappresenta il luogo degli oggetti che stanno ad una certa distanza da noi. Dato che la velocità della luce è una costante, la luce degli oggetti che stanno su una stessa circonferenza e che vediamo all’istante t0, DEVE essere partita allo stesso istante t.

Consideriamo, ad esempio, la circonferenza blu, quella più vicina. Essa sta ad una distanza pari a (t0 - t3) anni luce da noi e la luce di tutti gli oggetti di tale circonferenza che stiamo vedendo DEVE essere partita all’istante t3. Lo stesso discorso vale per la circonferenza che ha emesso la luce nell’istante t2 < t3 < t0 e per quella che la ha emessa in t1 Big Bang e quindi crescono fino ad oggi, ossia t0).

La galassia che ci interessa sia ad esempio la G1. La luce che vediamo è partita all’istante t1. Immaginiamo adesso che essa si sia mossa nell’intervallo di tempo t2-t1. Qualcuno potrebbe dire: “Se, dopo aver emesso la luce in t1, si fosse avvicinata a noi, potrei teoricamente anche vederla in un'altra direzione nello stesso istante t0. Basterebbe ad esempio che nel tempo t2-t1 raggiungesse la circonferenza verde e potrei vederla anche in G1’. Infatti gli oggetti che emettono luce all’istante t2 sulla circonferenza verde si vedono anch’essi all’istante t0. Potremmo perciò vedere la stessa galassia quando era più giovane (t1) e quando era più vecchia (t2). Due immagini dello stesso oggetto relative a epoche diverse. Magnifico!!”. Ed invece è impossibile!

Consideriamo il cerchietto nero a puntini con centro in G1. Esso rappresenta la distanza percorribile dalla luce partita da G1 in t1, nel tempo t2-t1. Accidenti, ma G1’ – G1 è maggiore del percorso che può aver fatto la luce nello stesso intervallo di tempo t2–t1. Affinché la galassia possa arrivare in G1’ nel tempo t2-t1 dovrebbe essere andata più veloce della luce! E questo non può essere vero! Al limite potrebbe muoversi alla velocità della luce, ma allora viaggerebbe lungo la linea G1-0 e quindi si vedrebbe sempre nello stesso punto del cielo. Notate inoltre che tutto ciò lo abbiamo dimostrato senza nemmeno considerare la deformazione dello spazio-tempo che ci insegna la teoria della relatività.

Qualcuno mi potrebbe dire: “Ma tu hai considerato la posizione in G1’ posta sulla circonferenza di G2. Se avessi preso una circonferenza più vicina a quella di partenza poteva funzionare”. No, nemmeno in quel caso. Infatti lo stesso discorso fatto prima si sarebbe potuto fare per qualsiasi circonferenza t tra t2 e t1, bastava considerare un nuovo cerchietto a puntini di raggio t-t1 e non cambiava niente. Accontentiamoci allora di vedere una sola immagine alla volta di ogni galassia.

La rappresentazione può portare a sviluppi anche più interessanti. Lo lascio a voi come esercizio! Ad esempio potreste fare allontanare invece di avvicinare la galassia G1, simulando l’espansione dell’universo. O, addirittura, per i più preparati, considerare l’intervallo t2-t1 (che abbiamo considerato piuttosto ampio per semplicità di figura e di trattazione) sempre più piccolo, fino a considerarlo infinitamente piccolo. In questo modo si capirebbe ancora meglio che la velocità della luce pone un limite invalicabile alla visione “duplice” di uno stesso oggetto.

Spero di aver chiarito, piuttosto che aver complicato la faccenda… Magari qualche lettore troverà un modo ancora migliore di questo per spiegare l’apparente paradosso, o meglio dubbio. Esponetelo senza paura! Questo è un sito dove non solo si cerca di spiegare, ma anche di collaborare reciprocamente. E’ o non è il SITO PIU’ BELLO DEL MONDO????!!!!

In ogni caso, grazie a Giuseppe ed a Vito per aver sollevato l’interessante problemino!

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35 Commenti a “Una alla volta per carità!”

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Di sicuro più bello.. :grin: Una domanda io l’avrei… la velocità della luce è costante, ma lo è per tutti i componenti di colori che compongono la luce ? ossia c’è un colore che arriverebbe un attimo prima di tutti gli altri ? … grazie per la risposta ciao.

ci ho messo un pò per capirlo ma alla fine ho capito..speriamo che non mi prendiate a pedate :mrgreen:

giuseppe scrive il 25 Novembre 2009 alle 10:18

di certo se fosse vero vedere l’evoluzione di una galassia, tutto l’universo sarebbe una finzione nel senso quello che in realtà vediamo non sono 100 miliardi digalassie distinte ma 100 miliardi di immagini della Via Lattea in 100 miliardi di istanti del tempo dell’universo :mrgreen:

ora mi cacciate dal sito vero :mrgreen:

giuseppe scrive il 25 Novembre 2009 alle 10:24

@Giuseppe,
no, non ti cacciamo di certo!! La tua immagine fantasiosa mi ha dato lo spunto per un possibile raccontino di fantascienza… E’ molto suggestivo!! Continua purè così :wink:

@mauro,
in realtà non è giusto dire che una arriva prima dell’altra. Le varie lunghezze d’onda sono legate alla velocità della luce dalla relazione

c=LOxF

dove c è la velocità della luce, LO la lunghezza d’onda e F la frequenza, ossia il numero di picchi d’onda in un certo tempo. c deve restare costante ed allora se aumentiamo LO dobbiamo diminuire F.

Enzo prima di tutto sono io che dovrei ringraziarti. E un piacere commentare su astronomia.com, soprattutto perchè si interagisce con Persone piacevoli come voi!
L’articolo ha reso più nitide le nozioni apprese fino ad ora.
Quindi colgo un’ occasione (perchè forse i ragionamenti alla base sono li stessi) per esporti un ragionamento che ho iniziato a frullare da quando (non so se ricordi) parlammo delle velocità periferiche delle galassie, troppo alte per la massa della galassia stessa.
il ragionamento è questo: noi di una galassia lontana 13 mld di A.L. da noi riusciamo a rilevarne la luce (emessa a suo tempo). Se gli esperimenti sul rilevamento delle onde gravitazionali avranno seguito, si avrà la conferma che anche la forza di gravità si trasmette alla velocità della luce. quindi noi risentiamo della galassia a 13 mld di anni luce da noi come se appunto fosse ancora a quella distanza.
Possiamo applicare questo ragionamento anche “localmente”(si fa per dire) alla nostra galassia? e quindi ti chiedo, a che conclusioni possiamo giungere?
è difficile chiaramente parlare di queste cosa da parte mia, perchè non ho dati sufficienti per capire se quel che dico è scontato o meno, ma una cosa del genere sui moti a grandi distanze (anche galattiche) qualche effetto dovrà averlo!
Forse nella mia testa tutto appare più complicato di quanto poi nella realtà non sia, ma pensare in quest’ottica (nel senso che la gravità presuppone una azione, ma anche una reazione tra due o più corpi) mi disorienta un attimino.
saluti!!!

bello e intrigante questo articolo! fa riflettere come delle cose che noi diamo per scontate non lo siano poi tanto.
aspetto di conoscere la risposta all’interessante domanda di vito :wink:
grazie enzo :grin:

@Vito,
non so se ho capito molto bene dove vuoi arrivare. Mi sorge però il dubbio (fermami se sbaglio…) che tu stia confondendo onde gravitazionali e gravitoni… Le onde gravitazionali si producono solo in eventi di eccezionale intensità (formazione di galassie, nascita di stelle a neutroni, collasso di stelle doppie, ecc.), ossia in tutti quei fenomeni che presentino masse enormi accelerate. Non è ancora del tutto chiaro come si possano originare, anche perchè mai sono state misurate direttamente, a causa della loro debolissima intensità. I gravitoni invece sarebbero le particelle elementari che dovrebbero trasmettere la forza di gravità. Sono però completamente ipotetici e svolgerebbero un lavoro simile a quello dei fotoni nell’elettromagnetismo.
A quale ti riferisci? E cosa intendi esattamente con: “applicare il ragionamento localmente”? Cercherò di aiutarti come posso….(se riesco…) :wink:

Sai, enzo, in questo articolo si nota una cosa che mi piace di te. Non parlo tanto del contenuto (quindi scusate “l’off topic”), ma di come citi negli articoli le persone che commentano e con cui dialoghi. Altri articolisti e blogger in altri siti, magari pescano idee per un articolo dai commenti dei lettori e fanno cadere semplicemente tutto dall’alto, invece qui è tutto un bel dialogo :) Pensa che stavo per scriverlo prima ancora di arrivare in fondo all’articolo, perciò non posso che dire: non so se è il sito più bello del mondo, perché è soggettivo, ma sicuramente è il mio preferito come persone :)

grazie n.b. !!
E’ il miglior complimento che potevi fare a me ed al sito!! :razz: :razz: :razz:

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