Mentre si parla di riscaldamento globale, di trattati internazionale ben difficilmente realizzabili e comunque di scarso valore, di energie alternative che sembrano miracoli in un mondo disastrato, l’era degli idrocarburi sta finendo… e poi? Cosa possiamo aspettarci per il futuro?
Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW
La televisione non è tutta da buttare. Solo che per trovare qualcosa di buono e veramente istruttivo bisogna fare una grande fatica ed avere orari molto particolari. Sicuramente uno dei migliori programmi è “La storia siamo noi” che va dall’analisi storica propriamente detta alla storia sociale, alle problematiche civili, scientifiche ed energetiche. E senza pressioni esterne, vista l’ora in cui si trasmette. In questi giorni è stato mandato in onda un documento quasi perfetto per la sua rigorosità e serietà. Non si vedevano i soliti imbonitori, ma vere personalità scientifiche, ovviamente sconosciute ai più, in quanto veri ricercatori e non personaggi essenzialmente televisivi, che da troppo tempo hanno dimenticato cosa sia lo studio per assumere veste di attori mediatici.
L’argomento trattato è quanto di più urgente ed importante ci sia oggi: qual è la situazione energetica attuale e che cosa possiamo aspettarci nei prossimi anni? Sono stato fortunatissimo nell’imbattermi, senza saperlo, in questo splendido brano di pura analisi critica ed aperta. E sono stato molto contento perché ho visto ribadire la maggior parte dei concetti che mi ero costruito personalmente leggendo una selezione mirata dei rapporti tecnici e scientifici che si riescono a trovare, con non poche difficoltà, in alcuni siti veramente seri.
Lasciamo stare l’ormai quasi ridicolo e catastrofico “show” del riscaldamento globale e dei suoi spaventosi risvolti. Tutti coloro che sono nel gruppo decisionale sanno benissimo che non si farà nessun trattato e che le restrizioni punitive richieste ai popoli (specialmente ai più poveri) saranno palliativi irrisori. Fortunatamente il clima ci sta pensando da solo a cambiare ed a riportarci lentamente verso temperature più rigide. Ma le urla dei paladini climatici continueranno ancora per poter raschiare il fondo del barile dei finanziamenti che li hanno ingrassati per anni. No, facciamo un’analisi diversa e ben più seria, indipendente dalle piccole variazioni della temperatura che la nostra Terra sa gestire perfettamente da sola e che sempre ci sono state e sempre ci saranno.
Stiamo vivendo nel picco di quella che è chiamata l’epoca degli idrocarburi o più in generale dei combustibili fossili. Iniziata da non moltissimo tempo (a essere larghi si può parlare di centinaia di anni) è destinata a chiudersi abbastanza in fretta. Simulazioni matematiche la inquadrano come un picco isolato nella storia dell’uomo, che però ha avuto il merito di portarlo a moltiplicarsi, ad abbattere barriere prima insuperabili, a fargli raggiungere un benessere quasi insperato. Ovviamente i paesi ricchi non possono più fare a meno dei privilegi ottenuti, ma molti dei poteri decisionali sanno anche che questi non potranno durare per molto tempo. Forse 10 o forse 50 anni, poi lo sfruttamento del sottosuolo comincerà ad entrare in riserva. Come una miniera d’oro che prima o poi si deve abbandonare perché esaurita.
Il bisogno di petrolio, la fonte energetica più economica benché limitata in zone non politicamente facili, è sempre crescente. Fino a pochi anni fa la quantità annuale che proveniva da nuovi pozzi era ancora superiore alla richiesta. E questo era vero anche se le lotte di potere tra paesi ricchi di petrolio (ma poveri in generale) e paesi poveri di petrolio (ma ricchi) continuavano a portare guerre, morti e distruzioni guidate, su cui si gettava normalmente il velo di battaglie religiose. Il petrolio non mancava, ma si speculava su di esso per varie e poco pulite intenzioni. Oggi le cose stanno veramente cambiando. La quantità estratta è diventata minore della richiesta. E paesi come la Cina e l’India vedono aumentare le proprie esigenze in maniera esponenziale.
Quanti anni ci rimangono prima di crollare verso il passato e perdere la maggior parte dei lussi a cui siamo abituati? C’è chi dice una ventina d’anni, chi arriva a 50, ma non di più. L’era degli idrocarburi sta finendo, è inutile negarlo. Ed allora? Sicuramente bisogna fare qualcosa, che vada oltre agli interessi finanziari e di potere che sono ciechi a questo vero ed enorme problema. La visione più realistica (analizzando i fatti dal di fuori, come farebbe un alieno) è che l’uomo tornerà probabilmente al livello medioevale e continuerà la storia futura con questo picco isolato e fortunato nella sua passata esistenza. Fino a che qualcosa di nuovo verrà in suo aiuto e lui sarà in grado di non farselo scappare.
Ma chi vuole veramente questo assurdo scenario? Penso nessuno, anche se poco si fa per fronteggiarlo. Siamo subissati da parole e parole sulle energie alternative, le uniche che secondo certi signori possono salvarci. Non illudiamoci. Molti tra questi trascinatori mediatici cercano solo di ottenere fondi momentanei che li facciano sopravvivere al meglio, senza guardare il vero futuro. L’importante è essere ricchi oggi, domani si vedrà. Sarà un problema di un’altra generazione. Vi sembrano farneticazioni? Direi proprio di no. Facciamo una breve analisi dei fatti e delle soluzioni che cercano di imporci.
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29 Commenti a “L’epoca degli idrocarburi”
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posso prendere posizione con una battuta:
Finchè il mondo girerà intorno ai soldi e non intorno al Sole ci saranno seri problemi.
Abbiamo una tecnologia da sviluppare meglio per sfruttare appieno l’energia solare.
Manca volontà? Si spendono molti soldi? Facciamoci un’esame di coscienza per favore, lo chiedo a chi decide per noi
scusate se ho monopolizzato i commenti,prometto non parlo più volevo solo postare il link riguardo il buco dell’ozono:
@giuseppe,
innanzitutto occhio alle “persone stimatissime” …
Ma poi, scusate, il buco dell’ozono non era una catastrofe? E adesso invece… Quando ci diranno la verità, finalmente!?
In ogni modo, cari amici, NON DOBBIAMO PIU’ AVERE PAURA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE!!! Tra 50 anni non ci sarà più petrolio e così non produrremo più la terribile CO2. Dovremmo essere tutti contenti, non vi pare? Non servirà più Kyoto, Copenaghen, e via dicendo. E nemmeno Al Gore. Tutti a piedi, al freddo, senza luce, ma finalmente felici!!!
@enzo a quanto pare il buco dell’ozono paradossalmente ha protetto l’antartide dal riscaldamento globale…ora che si sta richiudendo sembra essere un problema…al quanto ho capito non sono voci di corridoio ma parole di scienziati.
io sono uno studente di biotecnologie, di clima me ne intendo ben poco ma mi piace informarmi su tutto ciò che riguarda la scienza. pensa un pò mi sono pentito di non aver scelto astronomia..
cito da repubblica il pezzo per chiarire meglio:
In effetti, mentre al Polo Nord, la banchisa artica si restringe ogni anno di più e i ghiacciai della Groenlandia perdono sempre più velocemente volume, a sud, in Antartide, negli ultimi 30 anni, è cambiato assai poco. Per gli scettici dell’effetto serra è la prova che il riscaldamento del pianeta non è un fenomeno globale, onnipresente e continuo. Ma il nuovo studio risolve l’enigma. La cosa più stupefacente, osserva John Turner, che ha coordinato i lavori del rapporto, è la prova di come un impatto causato dall’uomo abbia schermato la maggior parte dell’Antartide da un altro impatto causato dall’uomo. L’eccezione Antartide, infatti, si spiega con un paradosso. A isolare il Polo Sud dal riscaldamento globale è stato, infatti, finora, il buco dell’ozono. Un altro disastro umano: lo strato di ozono dell’atmosfera, compromesso da una serie di prodotti chimici industriali, protegge, infatti, il pianeta dalle pericolose radiazioni ultraviolette della luce solare. Il buco dell’ozono sopra l’Antartide, negli ultimi decenni, ha, tuttavia, prodotto, secondo lo studio, un rafforzamento di circa il 15 per cento dei venti oceanici, che hanno isolato il continente antartico dal riscaldamento globale
@enzo
a proposito di Al Gore.
lui si è battuto per il clima ma vi fu una notizia che riportava il fatto che sembrava assurdo un paladino dell’ambiente consumasse un casino per mantenere la sua villa
cito la notizia da ecoblog..
Un think tank del Tennessee ha analizzato i consumi energetici della villa di Al Gore e ha scoperto che l’ex “prossimo presidente” degli Stati Uniti consuma tantissimo.
La sua casa consuma in un mese quello che una casa statunitense media consuma in un anno. 221,000 kWh nel 2006 per illuminare, riscaldare e abitare le 20 stanze della villa con piscina a Nashville sono troppi, per uno che va in giro a parlare del riscaldamento globale, dicono al Tennessee Center for Policy Research e addirittura il Wall Street Journal ironizza sul fatto.
@giuseppe,
scusa se te lo dico…ma stai scoprendo l’acqua calda su Al Gore. Per quanto riguarda il buco d’ozono che è diventato nostro amico….beh…non faccio commenti!!! ![]()
@enzo.
non ti preoccupare, a me piace essere completo nell’informazione affinchè possiamo analizzare il problema avendo più informazioni possibili.
ho postato la mia precisazione su Al Gore per chi non lo sapesse
beh la ricerca scientifica fa i suoi progressi che aiutano a comprendere meglio il problemi.
il problema buco dell’ozono è nato quando si scopri che i cfc erano altamente inquinanti e provocavano l’apertura del buco. all’epoca si conosceva le proprietà dell’ozono di proteggerci dai raggi dannosi del sole, per cui una sua apertura destava preoccupazione. dopo tanti anni lo studio si è approfondito e si è capito che non è solo colpa sua. diciamo che al riscaldamento globale vi era più di un fattore e si è capito quanto il buco potesse partecipare al problema. nella scienza spesso succede questo che si ridimensiona il problema perchè ha contribuirlo ci sono altri fattori.
per farla breve se all’inizi si sapeva poco e c’era poca chiarezza, gli studi degli scienziati ci portano ad avere sempre più chiarezza.
@ tutti…
non vi sembra strano che proprio all’inizio di Copenaghen si tiri fuori la storia dell’Antartico..? A me puzza tanto di bruciato. Creazione di qualche alibi preparato per parare in anticipo il quasi ovvio fallimento già previsto…? Intanto però la conferenza avrà bisogno di miliardi per gli inviti, l’organizzazione, i pranzi, le cene e tante altre belle cose… E noi paghiamo… Anche se tutti sanno che non servirà a niente se non a far fare un po’ di ferie ai poveri salvatori del pianeta…. E soffiare sul fuoco delle previsioni catastrofiche la fanno sempre da padrone! Non era meglio pagare nuovi ricercatori? Alzare i finaziamenti per la ricerca di base? mah… Meno male che il 2012 metterà la parola fine ai tanti problemi scientifici e politici!!!
(scherzo ovviamente….)
leggete queste poche righe, tratte da uno dei tantissimi siti che reclamizzano il grande incontro, che la dicono lunga a riguardo…
“…, paradossalmente, non giova neppure al successo della Conferenza la pubblicazione, avvenuta ieri, di uno studio del Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca Antartica. Lo studio, che è molto più pessimistico di quello dell’Ipcc, prevede per fine secolo un innalzamento dei mari di oltre 1,4 metri. Le previsioni Ipcc si fermavano a 59 centimetri. Ma il paradosso è che questo studio ci dice che l’Anatrtide, finora non colpita dallo scioglimento dei ghiacciai che ha invece colpito il resto del mondo, è stata protetta dal buco dell’ozono. Lo ha spiegato John Turner, il coordinatore dei lavori del rapporto: è la prova di come un impatto causato dall’uomo abbia schermato la maggior parte dell’Antartide da un altro impatto causato dall’uomo. Insomma, se ora i ghiacciai dell’Antartide si scioglieranno e ne avremo conseguenze devastanti la “colpa” sarà di un accordo internazionale, simile a quello che, nei prossimi giorni, si tenterà di raggiungere a Copenaghen sull’effetto serra. Quello che ha messo al bando i CFC, i componenti chimici industriali che attaccano l’ozono.”
ri-no comment!!
(basta non parlo più….)
@enzo…
scusa se te lo dico, ma secondo me hai messo in campo un problema che in un blog rende difficile il confronto.
questo tema è spinoso, abbiamo poche certezze. per far un paragone è come discutere se l’area 51 tiene nascosta una base dove gli usa siano in contatto con gli alieni.
a me piace molto discutere perchè opinioni diverse ci fanno solo crescere culturalmente.
Per fare chiarezza sul buco dell’ozono bisognerebbe intervistare qualcuno che ne capisce di atmosfera e suoi movimenti e sui cambiamenti climatici.
cmq quando si discute su ipotesi o cmq su fatti da provare con certezza possiamo esporre la nostra opinione ponendo sempre dei dubbi.
ricordo che la scienza ha bisogno di conferme per tramutare le ipotesi in teorie.
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@enzo al tuo lungo ed esauriente articolo bisognerebbe rispondere con un’altrettante e lunga risposta.
esporrò il mio pensiero per punti:
- Tra le mie innumerevoli letture mi è capitato di leggere un articolo su una centrale solare in orbita, un grande monumento di pannelli solari che convoglierebbe l’energia del sole sottoforma di laser a terra.
- La Terra ha conosciuto climi più torridi di questo. in tal senso l’epoca dei dinosauri era priva di calotte polari.
- Ieri sera ho sentito su raitre a “che tempo che fa” dal meteorologo Mercalli, persona stimatissima, che per sostenere il clima bisognerebbe mantenere il buco dell’ozono di una certa apertura paradossalmente. Mi son trovato alla fine della notizia e il perchè non lo ricordo.
- L’europa dovrebbe riconoscere il freddo (noi non ci saremo più quando accadrà) a causa di una nuova glaciazione.
Ho scritto immediatamente ad aver letto il tuo articolo per cui per una profonda analisi mi vado a leggere qualcosa prima di rispondere approfonditamente