Mentre si parla di riscaldamento globale, di trattati internazionale ben difficilmente realizzabili e comunque di scarso valore, di energie alternative che sembrano miracoli in un mondo disastrato, l’era degli idrocarburi sta finendo… e poi? Cosa possiamo aspettarci per il futuro?

L’energia derivante dalle biomasse è non solo limitata, ma addirittura negativa. Pochi sanno che si consuma più energia a produrla di quanto il processo non ne riesca a regalare. E non facciamoci illudere dai risultati positivi di piccole realtà locali. Sotto particolari condizioni e proprio perché ancora pochissime, sembrano dare un buon risultato. Ma se si pensasse veramente di espandere il metodo a livello regionale e nazionale, ci accorgeremmo che le previsioni pessimistiche sono più che valide. Mancherebbe sempre e comunque la materia prima per allargare la produzione su livelli più vasti ed i prezzi di produzione salirebbero velocemente.

Analogo discorso vale per l’eolico, estremamente caro e non applicabile ad estensioni nazionali. Allora ben venga l’energia solare. Teoricamente è la soluzione migliore. Quanta energia solare va “sprecata” ogni giorno, ogni ora, ogni minuto? Una quantità enorme, ben superiore a quella fornita dal petrolio. Ma siamo capaci di farlo? No, purtroppo non ancora. I pannelli solari esistenti, che funzionano per realtà limitatissime, arrivano a malapena a coprire una decina di chilometri quadrati. Per il fabbisogno mondiale dovrebbero invece arrivare a dimensioni pari all’intera California. Un ordine di grandezza troppo differente. Tutte le possibili alternative (pannelli solari nello spazio, ad esempio) sono stati pensati già negli anni ’50, ma abbandonati per una lunga serie di problemi tecnici, economici e politici. Inoltre gli attuali pannelli solari (relativamente a basso prezzo) hanno una resa ridicola. Dovrebbero essere costruiti con altri materiali, talmente cari che nuovamente si ricadrebbe nel problema della biomassa ingigantito ancora di più. Nuovamente, tutto bene per la singola casa, la singola città, forse anche la singola piccola nazione, ma niente da fare per le esigenze globali.

Ed il nucleare? Sicuramente più interessante, soprattutto ora che si sono studiati metodi per abbreviare enormemente i tempi di dimezzamento dei materiali radioattivi e quindi per superare l’incubo delle scorie. Ma esistono comunque i problemi della sicurezza, in particolare quelli legati a possibili azioni terroristiche. Immaginando pure di risolvere quest’ultimo problema (sembra però ben difficile allo stato attuale), per quanto tempo potremo sopravvivere? L’uranio è limitato, mentre ci vorrebbero almeno diecimila centrali per le esigenze dell’intero mondo. Una stima seria dice che potrebbe mantenerci in “buone condizioni” tecnologiche per circa 50 anni. Quindi una soluzione momentanea, niente di più, anche se da non trascurare come “ponte” verso il futuro energetico.

Ma quale sarà il futuro energetico dell’uomo? La fusione dell’idrogeno e la sua trasformazione in elio? Magnifico, senz’altro, e veramente economico. Ma… non tutti lo vogliono, perché distruggerebbe il potere acquisito delle grandi industrie. Le ricerche sono state confinate in pochissimi centri, ben finanziati, ma che sembrano procedere con una lentezza un po’ ambigua. Si parla di almeno 50 anni per avere i primi risultati. Andrebbe bene con l’esaurimento del nucleare, ma siamo sicuri che l’arroganza e la smania politica ed economica (spesso ottusa nel capire i problemi a lunga scadenza) lo permetterà? Ho i miei dubbi.

Rimane una e una sola soluzione: la più ovvia e la meno finanziata. Parlo della ricerca scientifica di base, quella che ha permesso di visitare il Sistema Solare e di donarci tutti i dispositivi elettronici che oggi nessuno vorrebbe più perdere. Non si possono avere risultati tecnologici eccezionali senza prima investire pesantemente nella ricerca a tavolino e nei laboratori. Purtroppo invece la situazione di questa fondamentale capacità dell’uomo è considerata di serie C, trascurabile e quasi ridicolizzata. Ed invece proprio da essa si potranno ottenere metodi più efficaci per lo sfruttamento del Sole e dell’acqua marina. Non dalle industrie che senza idee di base continuano a rigirare un giocattolo sempre uguale, senza miglioramenti veramente concettuali.

La grande forza della razza umana è l’intelligenza: se non si permetterà che essa lavori tranquillamente e liberamente, forse non si saprà nemmeno più usarla. Cerchiamo di ricordare cosa hanno fatto i nostri antenati da Galileo a Newton a Einstein. Se si cercherà solo di incanalarla su scopi immediati, pratici e momentaneamente redditizi, non sapremo più fronteggiare i veri problemi del futuro. E l’epoca degli idrocarburi resterà un episodio isolato nella storia umana. Poche centinaia di anni di “grande festa”, preceduti e seguiti da un’esistenza ben più banale e sofferente. Chiedete ai dinosauri che cosa hanno significato per loro poche centinaia di anni, rispetto ai 180 milioni di anni di esistenza sul suolo terrestre? Anche noi faremo lo stesso?

Concludo questo articolo dichiarando apertamente che esso è frutto del mio pensiero e delle mie ricerche su testi seri e secondo me veritieri. Posso ovviamente anche sbagliarmi completamente (e lo spererei veramente).

Comunque voi la pensiate, è sempre comunque interessante sentire diverse campane suonare. Non credete? E’ questa la vera democrazia.

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Il suo campo di interesse prevalente è stato ed è quello relativo allo studio del Sistema Solare ed in particolare dei corpi minori, quali comete ed asteroidi. Vanta al suo attivo oltre 250 pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifich ... pagina autore

I 29 commenti di questo articolo sono in sola lettura poichè precedenti al nuovo restyling del portale. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nuova community!

  1. @enzo al tuo lungo ed esauriente articolo bisognerebbe rispondere con un’altrettante e lunga risposta.
    esporrò il mio pensiero per punti:
    - Tra le mie innumerevoli letture mi è capitato di leggere un articolo su una centrale solare in orbita, un grande monumento di pannelli solari che convoglierebbe l’energia del sole sottoforma di laser a terra.
    - La Terra ha conosciuto climi più torridi di questo. in tal senso l’epoca dei dinosauri era priva di calotte polari.
    - Ieri sera ho sentito su raitre a “che tempo che fa” dal meteorologo Mercalli, persona stimatissima, che per sostenere il clima bisognerebbe mantenere il buco dell’ozono di una certa apertura paradossalmente. Mi son trovato alla fine della notizia e il perchè non lo ricordo.
    - L’europa dovrebbe riconoscere il freddo (noi non ci saremo più quando accadrà) a causa di una nuova glaciazione.
    Ho scritto immediatamente ad aver letto il tuo articolo per cui per una profonda analisi mi vado a leggere qualcosa prima di rispondere approfonditamente :mrgreen:

  2. posso prendere posizione con una battuta:
    Finchè il mondo girerà intorno ai soldi e non intorno al Sole ci saranno seri problemi.

    Abbiamo una tecnologia da sviluppare meglio per sfruttare appieno l’energia solare.
    Manca volontà? Si spendono molti soldi? Facciamoci un’esame di coscienza per favore, lo chiedo a chi decide per noi

  3. scusate se ho monopolizzato i commenti,prometto non parlo più volevo solo postare il link riguardo il buco dell’ozono:

  4. @giuseppe,
    innanzitutto occhio alle “persone stimatissime” …
    Ma poi, scusate, il buco dell’ozono non era una catastrofe? E adesso invece… Quando ci diranno la verità, finalmente!?
    In ogni modo, cari amici, NON DOBBIAMO PIU’ AVERE PAURA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE!!! Tra 50 anni non ci sarà più petrolio e così non produrremo più la terribile CO2. Dovremmo essere tutti contenti, non vi pare? Non servirà più Kyoto, Copenaghen, e via dicendo. E nemmeno Al Gore. Tutti a piedi, al freddo, senza luce, ma finalmente felici!!!

  5. @enzo a quanto pare il buco dell’ozono paradossalmente ha protetto l’antartide dal riscaldamento globale…ora che si sta richiudendo sembra essere un problema…al quanto ho capito non sono voci di corridoio ma parole di scienziati.
    io sono uno studente di biotecnologie, di clima me ne intendo ben poco ma mi piace informarmi su tutto ciò che riguarda la scienza. pensa un pò mi sono pentito di non aver scelto astronomia..
    cito da repubblica il pezzo per chiarire meglio:
    In effetti, mentre al Polo Nord, la banchisa artica si restringe ogni anno di più e i ghiacciai della Groenlandia perdono sempre più velocemente volume, a sud, in Antartide, negli ultimi 30 anni, è cambiato assai poco. Per gli scettici dell’effetto serra è la prova che il riscaldamento del pianeta non è un fenomeno globale, onnipresente e continuo. Ma il nuovo studio risolve l’enigma. La cosa più stupefacente, osserva John Turner, che ha coordinato i lavori del rapporto, è la prova di come un impatto causato dall’uomo abbia schermato la maggior parte dell’Antartide da un altro impatto causato dall’uomo. L’eccezione Antartide, infatti, si spiega con un paradosso. A isolare il Polo Sud dal riscaldamento globale è stato, infatti, finora, il buco dell’ozono. Un altro disastro umano: lo strato di ozono dell’atmosfera, compromesso da una serie di prodotti chimici industriali, protegge, infatti, il pianeta dalle pericolose radiazioni ultraviolette della luce solare. Il buco dell’ozono sopra l’Antartide, negli ultimi decenni, ha, tuttavia, prodotto, secondo lo studio, un rafforzamento di circa il 15 per cento dei venti oceanici, che hanno isolato il continente antartico dal riscaldamento globale

  6. @enzo
    a proposito di Al Gore.
    lui si è battuto per il clima ma vi fu una notizia che riportava il fatto che sembrava assurdo un paladino dell’ambiente consumasse un casino per mantenere la sua villa
    cito la notizia da ecoblog..
    Un think tank del Tennessee ha analizzato i consumi energetici della villa di Al Gore e ha scoperto che l’ex “prossimo presidente” degli Stati Uniti consuma tantissimo.

    La sua casa consuma in un mese quello che una casa statunitense media consuma in un anno. 221,000 kWh nel 2006 per illuminare, riscaldare e abitare le 20 stanze della villa con piscina a Nashville sono troppi, per uno che va in giro a parlare del riscaldamento globale, dicono al Tennessee Center for Policy Research e addirittura il Wall Street Journal ironizza sul fatto.

  7. @giuseppe,
    scusa se te lo dico…ma stai scoprendo l’acqua calda su Al Gore. Per quanto riguarda il buco d’ozono che è diventato nostro amico….beh…non faccio commenti!!! :sad:

  8. @enzo.
    non ti preoccupare, a me piace essere completo nell’informazione affinchè possiamo analizzare il problema avendo più informazioni possibili.
    ho postato la mia precisazione su Al Gore per chi non lo sapesse :wink:

    beh la ricerca scientifica fa i suoi progressi che aiutano a comprendere meglio il problemi.
    il problema buco dell’ozono è nato quando si scopri che i cfc erano altamente inquinanti e provocavano l’apertura del buco. all’epoca si conosceva le proprietà dell’ozono di proteggerci dai raggi dannosi del sole, per cui una sua apertura destava preoccupazione. dopo tanti anni lo studio si è approfondito e si è capito che non è solo colpa sua. diciamo che al riscaldamento globale vi era più di un fattore e si è capito quanto il buco potesse partecipare al problema. nella scienza spesso succede questo che si ridimensiona il problema perchè ha contribuirlo ci sono altri fattori.
    per farla breve se all’inizi si sapeva poco e c’era poca chiarezza, gli studi degli scienziati ci portano ad avere sempre più chiarezza.

  9. @ tutti…
    non vi sembra strano che proprio all’inizio di Copenaghen si tiri fuori la storia dell’Antartico..? A me puzza tanto di bruciato. Creazione di qualche alibi preparato per parare in anticipo il quasi ovvio fallimento già previsto…? Intanto però la conferenza avrà bisogno di miliardi per gli inviti, l’organizzazione, i pranzi, le cene e tante altre belle cose… E noi paghiamo… Anche se tutti sanno che non servirà a niente se non a far fare un po’ di ferie ai poveri salvatori del pianeta…. E soffiare sul fuoco delle previsioni catastrofiche la fanno sempre da padrone! Non era meglio pagare nuovi ricercatori? Alzare i finaziamenti per la ricerca di base? mah… Meno male che il 2012 metterà la parola fine ai tanti problemi scientifici e politici!!! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen: (scherzo ovviamente….)

    leggete queste poche righe, tratte da uno dei tantissimi siti che reclamizzano il grande incontro, che la dicono lunga a riguardo…

    “…, paradossalmente, non giova neppure al successo della Conferenza la pubblicazione, avvenuta ieri, di uno studio del Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca Antartica. Lo studio, che è molto più pessimistico di quello dell’Ipcc, prevede per fine secolo un innalzamento dei mari di oltre 1,4 metri. Le previsioni Ipcc si fermavano a 59 centimetri. Ma il paradosso è che questo studio ci dice che l’Anatrtide, finora non colpita dallo scioglimento dei ghiacciai che ha invece colpito il resto del mondo, è stata protetta dal buco dell’ozono. Lo ha spiegato John Turner, il coordinatore dei lavori del rapporto: è la prova di come un impatto causato dall’uomo abbia schermato la maggior parte dell’Antartide da un altro impatto causato dall’uomo. Insomma, se ora i ghiacciai dell’Antartide si scioglieranno e ne avremo conseguenze devastanti la “colpa” sarà di un accordo internazionale, simile a quello che, nei prossimi giorni, si tenterà di raggiungere a Copenaghen sull’effetto serra. Quello che ha messo al bando i CFC, i componenti chimici industriali che attaccano l’ozono.”

    ri-no comment!! :wink: (basta non parlo più….)

  10. @enzo…
    scusa se te lo dico, ma secondo me hai messo in campo un problema che in un blog rende difficile il confronto.
    questo tema è spinoso, abbiamo poche certezze. per far un paragone è come discutere se l’area 51 tiene nascosta una base dove gli usa siano in contatto con gli alieni.
    a me piace molto discutere perchè opinioni diverse ci fanno solo crescere culturalmente.
    Per fare chiarezza sul buco dell’ozono bisognerebbe intervistare qualcuno che ne capisce di atmosfera e suoi movimenti e sui cambiamenti climatici.

    cmq quando si discute su ipotesi o cmq su fatti da provare con certezza possiamo esporre la nostra opinione ponendo sempre dei dubbi.
    ricordo che la scienza ha bisogno di conferme per tramutare le ipotesi in teorie.