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Un volo senza paracadute
Scritto da Pierluigi Panunzi il 9 Dicembre 2009 @ 09:01 in Science@Nasa | 13 Commenti
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Come si fa a volare su un mondo senza atmosfera? Le ali non servono e neanche motori ad elica. Ma non provateci nemmeno con un paracadute!
L’assistente tecnico Brian Mulac della NASA ha la risposta. “Ci vuole pratica, pratica e ancora pratica… E naturalmente ci vogliono gli ugelli (thrusters)!”. L’agenzia spaziale sta perfezionando questa arte, usando un prototipo di modulo d’atterraggio (chiamato lander) lunare al MSFC.
“Abbiamo realizzato un ambiente di prova che ci aiuterà ad imparare come si fa a sorvolare (in inglese hover) e ad atterrare sulla Luna, considerando che il prototipo non è un hovercraft: essere in grado di sorvolare la superficie lunare è un effetto collaterale del sistema che stiamo usando per verificare il controllo di stabilità e orientamento, con l’obiettivo primario della capacità di riuscire ad atterrare”. Mulac sta effettuando i test in collaborazione con tecnici appartenenti alla NASA, al John Hopkins University Applied Physics Laboratory ed al Von Braun Center for Science and Innovation.
I getti di colore blu elettrico che emergono dal lander sembrano una sorta di tecnologia futuristica, mentre in realtà si tratta di banali getti di aria compressa.
“Sembrano blu in questa foto perché l’aria fredda che esce dagli ugelli interagisce con l’umidità che ci ritroviamo in Alabama” spiega Mulac “Questi sbuffi sono una specie di nuvolette e sono i cristalli di ghiaccio all’interno a diffondere una luce blu”.
Nella parte centrale del prototipo c’è un grande ugello che cancella i 5/6 della gravità terrestre, lasciando 1/6 della gravità terrestre, che è proprio il valore che abbiamo sulla Luna.
“Gli altri ugelli sono proprio quelli che troveremmo in un lander lunare robotizzato, così gli algoritmi di controllo e la dinamica sono esattamente gli stessi” ci informa Julie Bassler, Project Manager del progetto.
“Questo fatto è fondamentale” dice il tecnico Danny Harris “in quanto stiamo validando la guidabilità, la navigazione ed i sistemi di controllo, con l’ottica di realizzare un atterraggio sulla Luna”.
Ma se il lander sfuggisse al controllo? Mulac risponde “Non può capitare, ma proprio per l’eventualità remota che ciò accada, abbiamo circondato lo stanzone con una rete molto robusta”: questa rete, che si vede nella foto, è pronta a fermare il prototipo nel caso si perdesse il controllo.
Finora il prototipo ha passato positivamente tutti i test di volo. “Una volta iniziato il test, tutto procede automaticamente” ci dice Mulac “ed il computer di bordo direziona gli ugelli. Il piano di volo viene preprogrammato: diciamo al lander dove deve andare e lui ci arriva per conto proprio”.
“Effettuando questi test, accumuliamo le conoscenze necessarie al progetto di missioni che prevedono l’atterraggio su corpi celesti non dotati di atmosfera” dice Barbara Cohen, planetologa della [1] asteroidi, Europa ed altre mete senza atmosfera. Quello che impariamo qui, potrà avere una grandissima applicabilità altrove”.
“In fondo si tratta di risolvere un problema ingegneristico” ci dice Mulac “e con il nostro ambiente di test stiamo dimostrando che questo si può attuare con successo”.
[2] Articolo in lingua originale
URL articolo: http://www.astronomia.com/2009/12/09/un-volo-senza-paracadute/
URLs in questo articolo:
[1] asteroidi: http://www.astronomia.com/glossario/#asteroidi
[2] Articolo in lingua originale: http://science.nasa.gov/headlines/y2009/15oct_lunarlander.htm
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