Una posizione di favore per osservare un cataclisma cosmico Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Vi sono vari tipi di stelle doppie: da quelle normali a quelle molto esotiche. Quest’ultimo è il caso di QS Virginis. Malgrado adesso sembri un sistema tranquillo, molto presto darà luogo a un’esplosione spaventosa. Qualcuno -o meglio qualcosa- occupa una posizione speciale per ammirare il fenomeno.

Il sistema binario QS Virginis si trova a circa 157 Anni Luce dal Sole. Esso è composto da una fredda nana rossa e da una nana bianca estremamente piccola e densa (proprio ciò che diventerà la nostra stella quando avrà finito il proprio carburante). Le due compagne si trovano a una distanza reciproca di 840000 km, circa due volte la distanza Terra-Luna, girando attorno al proprio baricentro in poco più di tre ore e mezzo. Ovviamente, nessun telescopio terrestre potrebbe “separare” un sistema così stretto. Tuttavia, data l’estrema vicinanza, esse ci mostrano mutue e periodiche eclissi, la cui durata e profondità hanno permesso di descrivere le caratteristiche dei due oggetti celesti.

La figura riporta meno di mezzo periodo della rivoluzione delle due stelle intorno al baricentro del sistema

La figura riporta meno di mezzo periodo della rivoluzione delle due stelle intorno al baricentro del sistema. Si nota molto bene la perdita di luce dovuta all’eclissi della luminosa nana bianca da parte della fredda nana rossa.

Nella maggioranza di questi sistemi la materia della stella più grande e fredda viene “ingoiata” dalla compagna più piccola e massiccia, portando all’esplosione di una spettacolare nova. Sono le cosiddette variabili cataclismiche (CV). Il caso di QS Virginis rappresenta una specie di “ibernazione” di una CV, in quanto i due oggetti sono ancora leggermente troppo distanti perché inizino il travaso di materia che porterà all’esplosione. La stella rossa, però, continua a essere decelerata nel suo moto di rivoluzione a causa del vento solare e del campo magnetico della sorella e sarà costretta molto presto ad andarle più vicino (l’orbita si stringe), fino a cominciare a cederle la sua materia. Non ci vorranno più di poche migliaia di anni. L’idrogeno della stella più grande si accumulerà sulla nana bianca formando un denso e caldissimo strato superfiale, che sarà in grado di innescare una reazione di fusione nucleare e fare letteralmente esplodere il sistema binario che diventerà luminosissimo per un certo periodo. Fenomeni di questa violenza sono spesso visibili da terra, anche con telescopi amatoriali.

In questo caso però ci sarà “qualcuno” che assisterà allo spettacolo pirotecnico da una posizione favorevolissima. Studiando attentamente il moto relativo delle due stelle, si è notata una piccola variazione nel loro periodo di rivoluzione mutua. Un “team” di astronomi cinesi ha scoperto che questo fluttua da valori più grandi a valori più bassi. L’unico modo per spiegare la situazione è ammettere la presenza perturbatrice di un terzo corpo. Questo intruso è un gigantesco pianeta con una massa sei volte più grande di quella di Giove, posto a una distanza dalla coppia centrale pari a poco più di quattro volte quella tra la Terra e il Sole.

E’ la prima volta che si scopre un pianeta attorno ad un sistema stellare di tipo CV. Che spettacolo si vedrebbe da esso: un piccolo sole rosso e una stellina bianca e luminosissima accanto a lui. Ma tra non molto lo spettacolo diventerà ben più emozionante, mostrando prima lo scambio di materia e concludendosi infine con l’immane l’esplosione. E tutto ciò senza pagare alcun biglietto! Tuttavia, non sarebbe una posizione molto … sicura. Almeno per esseri viventi come noi…

rappresentazione artistica

Ecco lo spettacolo che si potrebbe vedere tra non molto dal gigantesco pianeta di QS Virginis. Probabilmente esso è ben diverso da quanto s’illustra nella visione artistica e non ha una superficie solida. Tuttavia… chissà!

Crediti: Mark A. Garlick

A parte gli scherzi, lo studio del moto di un terzo corpo così vicino a un sistema estremamente stretto fornirà informazioni importantissime sulla dinamica e sulla formazione planetaria in condizioni critiche.

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15 Commenti a “Una posizione di favore per osservare un cataclisma cosmico”

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su youtube
dove vi è viaggio nel cosmo di piero angela vi è l’animazione di due stelle in cui una risucchia materia dall’alltra stella.. la puntata è la 5 parte 1
tra l’altro ho avuto una piccola discussione sul seguente fatto:
piero dice che ci sono due stelle la più grande è la più densa e quindi risucchia materia dalla più piccola. e un utente sosteneva che l’animazione è sbagliata. poi vabbe se le persone si fissano lascio perdere.
domanda: densità più grande non vuol dire avere gravità più grande? credo che sia cosi
cmq l’animazione da un’idea di quello che succede tra due stelle troppo vicine

link: cliccate qui

giuseppe scrive il 26 Gennaio 2010 alle 10:51

Mi sorge una domanda: qual è più denso, due litri di acqua o mezzo litro di olio? :grin:

Penso dipenda dalle dimensioni… certo che se i “materiali” sono gli stessi (idrogeno per entrambe le stelle) sarà sicuramente vero quello che dici. Sia ben chiaro… volevo solo fare la battuta sopra, non me ne intendo di certe cose, quindi non prendo alcuna posizione in merito :wink:

Andrea scrive il 26 Gennaio 2010 alle 15:08

xm

giuseppe scrive il 26 Gennaio 2010 alle 15:25

la densità è data da peso/volume quindi non è solo questione di dimensioni ma anche di peso….
riferito alle stelle….essere una stella grande non significa necessariamente che è più densa di una piccola. può succedere il contrario….
pensa a un buco nero, ne esistono di piccoli del sole ma credo che sicuramente sia più denso di una stella normale come il sole

giuseppe scrive il 26 Gennaio 2010 alle 15:30

chiedo scusa non peso ma massa si tratta quindi massa/volume
ragionando con gli stessi materiali…se avranno massa uguale e volume diverso, vuol dire che quello con volume maggiore avrà densità più piccola rispetto a quello con volume minore…. di conseguenza una stella con volume minore sarà più densa di quella con volume maggiore….insomma è facile dimostrare che la densità non dipende solo dalle dimensioni di un corpo :mrgreen:

giuseppe scrive il 26 Gennaio 2010 alle 15:33

un’altra cosa
essendo gas non sottovaluterei il ruolo di pressione e temperatura che sono parametri importanti e che influenzano la densità

giuseppe scrive il 26 Gennaio 2010 alle 15:37

@tutti!
sono tornato!!! :grin:
adesso cercherò di recuperare il tempo perduto. Innanzitutto il filmato di Piero Angela E’ MOLTO PROBABILMENTE SBAGLIATO (i tuttologi non mi hanno mai convinto…). Normalmente è la stella più piccola che cattura il materiale dalla più grande (come dimensioni). Questo perchè la più piccola è quella che ha la massa concentrata in un minimo volume (nana bianca, pulsar, buco nero) ed è lei che comanda la danza e ha la gravità più grande. D’altra parte, il materiale comincia a fluire da una all’altra quando una di esse raggiunge il suo lobo di Roche. Ovviamente è la stella più grande che lo raggiunge per prima… Per saperne di più vi invito a leggere un mio articolo di tempo fa…
http://www.astronomia.com/2009/05/22/lanello-mancante/
http://www.astronomia.com/2008/03/19/luovo-e-il-cosmo/

se volete saperne di più….ditemelo!!

@enzo capito….cmq avevamo paura che al tuo ritorno ci avresti interrogato :mrgreen:

giuseppe scrive il 26 Gennaio 2010 alle 16:51

in generale enzo
il corpo con densità maggiore vince su quello che ha densità minore giusto?

giuseppe scrive il 26 Gennaio 2010 alle 16:52

Sembra una storia inventata da quanto affascinante è!

jegger scrive il 26 Gennaio 2010 alle 17:07

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