2012? No, grazie. Preferiamo il 2015 Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Altro che il 2012! Uno sconvolgimento ben più importante di quello prospettatoci dai beceri divulgatori di false notizie ci aspetta nel 2015. Saremo costretti a non dar retta alle Cassandre che ci prospettano la fine del mondo e proseguire invece nella nostra volontà di scoprire e di acquisire nuovi e potenti occhi per ammirare il meraviglioso Spazio che ci circonda. Le onde gravitazionali stanno per arrivare!

Già nel 1916 Albert Einstein aveva predetto la formazione delle onde gravitazionali come parte integrante della sua teoria della relatività. Egli descrisse lo spazio e il tempo come differenti aspetti della realtà, in cui materia ed energia rappresentano la stessa identica cosa. Lo spazio-tempo può essere pensato come un unico “tessuto” in cui le distanze si misurano con un righello e il tempo con un orologio.

Ogni oggetto deforma il tessuto spazio-temporale in maggiore o minore misura a seconda della sua massa.

Ogni oggetto deforma il tessuto spazio-temporale in maggiore o minore misura a seconda della sua massa.

La presenza di una massa o di un’energia considerevole deforma questo tessuto spazio-temporale causandogli una curvatura. Noi osserviamo questo fenomeno come gravità. Oggetti liberi di muoversi (stelle, satelliti, fasci di luce) seguono la traiettoria più “corta” lungo queste curvature del tessuto.

Alcune traiettorie descritte in presenza di una deformazione o curvatura del tessuto spazio-temporale.

Alcune traiettorie descritte in presenza di una deformazione o curvatura del tessuto spazio-temporale.

Quando enormi masse si muovono velocemente, la curvatura spazio temporale s’increspa, espandendosi in modo simile a quanto fanno le onde sulla superficie di una pozza d’acqua agitata. Immaginiamo, ad esempio, due stelle di neutroni o due buchi neri che orbitino uno attorno all’altro. Lo spazio-tempo viene agitato così violentemente che si generano onde di energia che si propagano attraverso l’Universo.

Nel 1974 Joseph Taylor e Russel Hulse scoprirono una coppia di stelle di neutroni, di cui una era una pulsar, ossia emetteva pulsazioni di onde radio estremamente regolari che raggiungevano la Terra. I due scienziati usarono questi impulsi come il ticchettio di un orologio ultra preciso per studiare l’evoluzione del movimento orbitale delle due enormi masse. Per più di vent’anni la loro ricerca mostrò chiaramente che vi era un continuo spostamento temporale che indicava chiaramente una perdita di energia da parte del sistema. Energia “portata via” proprio attraverso le onde gravitazionali. La situazione era esattamente quella prevista da Einstein, ma era pur sempre ancora un’ipotesi e poco più. Mancavano le prove sperimentali.

Tutti i tentativi fatti per avere prove più valide dell’esistenza delle onde gravitazionali hanno dato risultati piuttosto elusivi e dubbi. Finalmente, tra circa sei anni, nel 2015, dovremmo essere in grado di non avere più incertezze. Ciò sarà possibile attraverso l’ultima versione del LIGO (Advanced Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory), un sistema molto complesso atto a rivelare proprio questo tipo d’increspatura spazio-temporale.

Pensate che esso misurerà il movimento dei suoi specchi, posti a qualche chilometro di distanza, con una precisione fantastica, paragonabile a un millesimo del diametro di un protone! Per chi vuole saperne di più sulla parte tecnica, posso consigliare Wikipedia (in inglese, però).

Quale sarà il luogo migliore dove cercare le tanto attese onde gravitazionali? Sambaran Banerjee, Alexander von Humboldt, Holger Baumgardt e Pavel Kroupa dell’Università di Bonn, hanno perfezionato un modello al computer che simula il movimento delle stelle all’interno di un ammasso globulare.

Il programma ha mostrato come questi insiemi di diversi milioni di stelle, estremamente vicine tra loro, sono il luogo ideale per causare incontri e scontri tra astri di diversa età e quindi anche di oggetti ormai esplosi e diventati stelle di neutroni e buchi neri. Essi tenderanno a occupare il centro dell’ammasso e sarà facile assistere all’unione, allo scontro e all’accoppiamento di questi mostri supermassicci. Qualche volta formeranno sistemi binari, altre volte collideranno tra loro, altre ancora saranno violentemente espulsi dall’ammasso stesso. Tutti fenomeni molto violenti, adatti a creare agitazione nel tessuto spazio-temporale e quindi a originare onde gravitazionali.

Secondo le accurate simulazioni, il nuovo LIGO sarà in grado di osservare gli effetti di queste interazioni tra giganti anche al ritmo di decine l’anno e fino a una distanza di cinque miliardi di anni luce.

Rappresentazione artistica dell’increspatura del tessuto spazio-temporale che si propaga nell’Universo attraverso le onde gravitazionali, causata da un sistema binario di buchi neri.

Rappresentazione artistica dell’increspatura del tessuto spazio-temporale che si propaga nell’Universo attraverso le onde gravitazionali, causata da un sistema binario di buchi neri.

Quando la strumentazione inizierà a lavorare, nel 2015 appunto, si aprirà quasi certamente una nuova era dell’astrofisica, quella delle onde gravitazionali. Non avremo soltanto la prova definitiva di una parte essenziale della teoria della relatività, ma un nuovo e completamente diverso metodo per studiare I fenomeni dell’Universo.

Non vi sembra il caso di infischiarsene del 2012 e di aspettare il 2015? Sarà sicuramente molto più interessante e la probabilità di assistere a qualcosa di meraviglioso ed esaltante certamente più probabile!

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24 Commenti a “2012? No, grazie. Preferiamo il 2015”

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Già, meglio saltare a piè pari il 2012 e concentrarci sul 2015. :smile:
Bell’articolo!

jegger scrive il 18 Marzo 2010 alle 13:23

bello l’articolo . dove posso trovare notizie più approfondite e chiare , come la vostra rappresentazione grafica dello spazio- tempo? :roll:

Remo scrive il 18 Marzo 2010 alle 14:25

Un millesimo del diametro del protone????????? Ma con una precisione del genere (che già mi sembra inverosimile), mi viene da pensare che anche i piccoli urti dei singoli fotoni/elettroni/protoni del vento solare possano generare errori nella misurazione più grossi dei valori stessi da misurare!

Incredibile…

Lampo scrive il 18 Marzo 2010 alle 14:45

@Caro lampo,
la fantascienza è davvero a due passi….

enzo scrive il 18 Marzo 2010 alle 14:49

Ops…Mi rendo conto solo ora che si sta parlando di un osservatorio terrestre, pensavo fosse una sorta di satellite! Beh il discorso non cambia…al posto del vento solare considero le particelle d’aria…

Lampo scrive il 18 Marzo 2010 alle 14:49

Onda su onda…. il mare è una tavola bluuuuuuu…..
ma sììììì….. alla faccia del 2012…. surfiamo direttamente al 2015….
chi sa che emozione “surfare” sulle onde gravitazionali !!!
:smile: :smile: :smile:

Antonio scrive il 18 Marzo 2010 alle 14:56

@Lampo,
penso che i due specchi siano al chiuso e separati da una grande distanza. Le onde si manfesterebbero attraverso la deformazione della distanza tra essi, ma non verrebbro colpiti da niente che possa perturbarli… Dovrei studiarmi più a fondo la tecnica, ma tu magari lo fai meglio di me… :cry:

enzo scrive il 18 Marzo 2010 alle 15:07

bellissimo!!
eppoi ricordatevi che sempre nel 2015 la sonda New Horizons svelerà i segreti di Plutone, passandogli vicino!!

pierluigi scrive il 18 Marzo 2010 alle 15:34

Condivido appieno l’entusiasmo di Enzo! La gravità è sicuramente la forza più misteriosa. Si potrà anche misurarne la velocità? complimenti per l’articolo.

gaetano scrive il 18 Marzo 2010 alle 15:52

@enzo
non risco ad immaginare i cambiamenti che porterebbero all astrofisica! (ovviamente perchè non sono del mestiere). nuove applicazioni? possibilità di studiare accuratamente gli oggetti celesti più distinti? potremmo anceh risalire con più precisione al Big Bang?

grazie come sempre

francisca scrive il 18 Marzo 2010 alle 17:21

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