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a cura di Vincenzo Zappalà

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I Quasar sono buchi neri molto potenti e in piena attività, situati al centro di galassie molto distanti (ed antiche). Questi oggetti hanno masse che sono da 100 milioni a 10 miliardi di volte quella del Sole. Un disco di gas e polvere ruota velocemente attorno ad essi e viene poi risucchiato al loro interno…

I quasar sono buchi neri molto potenti e in piena attività, situati al centro di galassie molto distanti (ed antiche). Questi oggetti hanno masse che sono da 100 milioni a 10 miliardi di volte quella del Sole. Un disco di gas e polvere ruota velocemente attorno ad essi e viene poi risucchiato al loro interno. Il continuo sfregamento del materiale presente nel disco lo riscalda e gli fa emettere luce. Vicino al buco nero la materia diventa così calda che vengono emessi raggi X. Allontanandosi vi è emissione prima di raggi ultravioletti, poi di luce visibile e infine di luce infrarossa. Tutto ciò avviene in un’area molto piccola, non superiore a quella racchiusa dal Sistema Solare. Malgrado ciò la potenza è tale da renderli visibili attraverso l’intero Universo.

I quasar rappresentano uno stadio molto primitivo delle galassie, una specie di “neonato”. Benché condividano con le altre galassie la presenza di un buco nero al proprio centro, la differenza sta nel fatto che i loro sono attivi e in continua crescita. Essi ingurgitano materia con estrema bramosia e questo pasto pantagruelico li ingrandisce sempre più. Marianne Vestergaard e colleghi dell’Università di Copenhagen hanno analizzato 21 quasar, come apparivano 800 milioni di anni dopo il Big Bang. Essi hanno notato che molti di loro hanno una percentuale elevata di polvere, mentre altri ne hanno pochissima. Hanno anche scoperto che i Buchi Neri con meno polvere sono i più piccoli e divorano gas a ritmo mostruoso, mentre quelli con più polvere sono i più grandi.

Una rappresentazione artistica di un Quasar con il suo ingordo Buco Nero centrale

Una rappresentazione artistica di un quasar con il suo ingordo buco nero centrale

Una possibile spiegazione è che i Buchi Neri crescano in sintonia con la produzione di stelle nella galassia di cui sono ospiti. Infatti maggiore è il numero di stelle e maggiore è la quantità di polvere. La polvere è sicuramente uno dei mezzi migliori per stabilire il momento di nascita delle prime stelle. Probabilmente questa ricerca sta osservando la prima generazione di quasar, nati ancora in un mezzo privo di polvere. Essi potrebbero perciò mostrarci la formazione delle primissime stelle e degli elementi pesanti creati da loro sotto forma di polvere.

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16 Commenti a “Finalmente la polvere”

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Se un buco nero si forma dopo che una stella super massiccia ha un collasso
gravitazionale e nell’articolo si parla di quasar come erano 800 milioni dopo
il BIG BEN,c’è parecchio su cui riflettere, per esempio le prime stelle fomatesi
è possibile che erano super massiccie la cui vita era molto breve’?>stò fantasticando naturalmente non ho molta competenza in materia di astrofisica>

Rosanna scrive il 19 Marzo 2010 alle 17:17

@Rosanna,
i buchi neri super massicci al centro delle galassie hanno probabilmente un’origine diverda da quelli stellari. Forse l’innesco è stata l’esplosione di una stella enorme, ma poi si sono ingigantiti catturando altri buchi neri o ingoiando materia dalla galassia in cui risiedevano. E’ un po’ come l’uovo e la gallina… Sono nate prima le galassie o i loro buchi neri?

enzo scrive il 19 Marzo 2010 alle 17:54

Quindi se ho capito bene, si può ipotizzare anche che la possibile futura interazione tra la nostra galassia ed un’altra, potrebbe portare all’aumento dell’attività del nostro buco nero di casa? E dunque la possibilità di generare un quasar che si nutrirebbe di tutta la nuova materia disponibile proveniente dall’incontro delle due galassie? O forse avrei dovuto dire “la possibilità di ri-generare” il nostro quasar? perchè a questo punto mi verrebbe da sospettare che anche la nostra amata Via Lattea sia nata dall’evoluzione in quasar dell’attuale buco nero che vive al centro di essa.

kyughs scrive il 19 Marzo 2010 alle 22:02

Bravo kyughs. Riflessione intelligente ed attendibile sia sul ns passato sia sul ns futuro. E’ probabile che ogni galassia nella sua infanzia abbia passato lo stadio di “quasar” facilmente provocabile in caso di fusione di protogalassie quindi molto comune nei primordi universali. Naturalmente ciò non toglie che in caso di future fusioni il grande mostro che “dorme” nel Sagittario possa tornare famelico e a rispendere generando contemporaneamente morte, ingurgitando materia, e vita comprimendo gas nuovi e vecchi coi suoi getti e provocando la nascita di nuove stelle.

stefano caravaggio scrive il 19 Marzo 2010 alle 22:12

Aspettiamoci grandiosi fuochi d’artificio fra qualche miliardo di anni tra quasar e supernove, quando la Via Lattea si fonderà con Andromeda. :lol:

stefano caravaggio scrive il 19 Marzo 2010 alle 22:14

Spero che qualche gene (di Dna) derivante dai miei spermatozoi sia presente fino a quel momento. Vorrebbe dire che la razza umana avrà vinto la sua scommessa con l’ignoto spargendosi per l’Universo. :evil:

stefano caravaggio scrive il 19 Marzo 2010 alle 22:17

Beh Stefano, ma noi siamo già sparsi per l’universo da miliardi di anni :mrgreen: , solo che casualmente circa 4.4 miliardi di anni fa siamo caduti du questo bel pianetino sito in uno dei più tranquilli e bei quartieri della Via Lattea e magari proprio noi siamo i residui di dna derivati dagli spermatozoi…chissà di chi!!!! :roll: eheh

kyughs scrive il 19 Marzo 2010 alle 22:26

cari Stefano e kyughs,
che bello scambio di commenti! Potrei banalmente dire….polvere eravamo e povere torneremo a essere, che è poi la più grande verità del Cosmo per tutti gli oggetti celesti e non.
L’unione di galassie può ovviamente attivare nuovamente i buchi neri centrali se essi si fondessero. ma i bei tempi dei quasar sono ormai finiti…. Infatti si osservano solo molto lontani nel tempo e nello spazio….dalle fusioni di galassie vicine non si ottengono più mostri di quel genere.
Eh…i quasars di oggi non sono più gli stessi :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

enzo scrive il 20 Marzo 2010 alle 05:34

aspettate…quindi potremmo essere anche noi generazioni di altre forme di vita estinte? :???:
oddio questo mi incute un po di ansia…cioè se il nostro DNA potrebbe essere quello di essere viventi estinti, chi ci dice che quelli che noi chiamiamo “alieni” o “omini verdi” non siano altro che nostri parenti evoluti però con altre condizioni di vita?
mi sa che sto lavorando un po troppo con la fantasia però :mrgreen:

mery scrive il 20 Marzo 2010 alle 12:40

@Mery,
noi siamo SICURAMENTE polvere che ha formato altri oggetti dello Spazio. Il sistema solare e il Sole stesso hanno usato materiale espulso da una supernova precedente per formarsi. Siamo proprio figli delle stelle, anche se magari non proprio di altri omini verdi…. :shock:

enzo scrive il 20 Marzo 2010 alle 13:18

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