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Finalmente la polvere

Scritto da Vincenzo Zappalà il 19 Marzo 2010 @ 08:20 in News | 16 Commenti

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I [1] quasar sono buchi neri molto potenti e in piena attività, situati al centro di galassie molto distanti (ed antiche). Questi oggetti hanno masse che sono da 100 milioni a 10 miliardi di volte quella del Sole. Un disco di gas e polvere ruota velocemente attorno ad essi e viene poi risucchiato al loro interno. Il continuo sfregamento del materiale presente nel disco lo riscalda e gli fa emettere luce. Vicino al [2] buco nero la materia diventa così calda che vengono emessi raggi X. Allontanandosi vi è emissione prima di raggi ultravioletti, poi di luce visibile e infine di luce infrarossa. Tutto ciò avviene in un’area molto piccola, non superiore a quella racchiusa dal Sistema Solare. Malgrado ciò la potenza è tale da renderli visibili attraverso l’intero Universo.

I [1] quasar rappresentano uno stadio molto primitivo delle galassie, una specie di “neonato”. Benché condividano con le altre galassie la presenza di un [2] buco nero al proprio centro, la differenza sta nel fatto che i loro sono attivi e in continua crescita. Essi ingurgitano materia con estrema bramosia e questo pasto pantagruelico li ingrandisce sempre più. Marianne Vestergaard e colleghi dell’Università di Copenhagen hanno analizzato 21 [1] quasar, come apparivano 800 milioni di anni dopo il [6] Big Bang. Essi hanno notato che molti di loro hanno una percentuale elevata di polvere, mentre altri ne hanno pochissima. Hanno anche scoperto che i Buchi Neri con meno polvere sono i più piccoli e divorano gas a ritmo mostruoso, mentre quelli con più polvere sono i più grandi.

Una rappresentazione artistica di un Quasar con il suo ingordo Buco Nero centrale

Una rappresentazione artistica di un [1] quasar con il suo ingordo [2] buco nero centrale

Una possibile spiegazione è che i Buchi Neri crescano in sintonia con la produzione di stelle nella [9] galassia di cui sono ospiti. Infatti maggiore è il numero di stelle e maggiore è la quantità di polvere. La polvere è sicuramente uno dei mezzi migliori per stabilire il momento di nascita delle prime stelle. Probabilmente questa ricerca sta osservando la prima generazione di [1] quasar, nati ancora in un mezzo privo di polvere. Essi potrebbero perciò mostrarci la formazione delle primissime stelle e degli elementi pesanti creati da loro sotto forma di polvere.


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