Una nuova immagine infrarossa di WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer) ci mostra lo sbocciare di una rosa da un ammasso stellare appena nato.
Berkeley 59 - ingrandisci
L’ammasso stellare si chiama Berkeley 59 ed è rappresentato dalle stelle azzurre poste alla destra del centro dell’immagine. Esse stanno illuminando la nuvola di gas da cui sono nate solo pochi milioni di anni fa. La nube assume la forma di una rosa, riscaldata dal calore emesso dalle stelle. La tenue nebulosità che appare di color verde proviene da idrocarburi aromatici policiclici riscaldati. Essi sono le stesse molecole che possono trovarsi sulla Terra alla fine di una bella grigliata o dentro il fornello di una pipa spenta. Insomma, ovunque vi sia stata una combustione.
Parte della nube è sicuramente un resto di supernova, chiamato NGC 7822. Ciò implica che una stella massiccia ha avuto tempo di esplodere e ha contribuito alla splendida rosa. Le stelle azzurre che si notano un po’ ovunque nella nebulosa sono stelle “intruse che niente hanno a che vedere con Berkeley 59 and NGC 7822. Questi oggetti si trovano nella costellazione di Cefeo e sono a circa 3300 anni luce da noi. I colori che vediamo sono ovviamente codificati. Il blu si riferisce a una lunghezza d’onda di 3,4 micron; il ciano a 4,6 micron; il verde a 12 micron e il rosso a 22 micron. Pur se i colori non sono “veri” l’aspetto è veramente affascinante.
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19 Commenti a “Sboccia una rosa nel Cosmo”
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@Andrea,
intendi per caso il ciano? In realtà esiste anche in italiano e non è proprio l’azzurro, ma gli si avvicina…. ![]()
sbagliato! riprova…
hai ragione Andrea!!!! ah…queste congiunzioni!!!
![]()
Sarebbe interessante vedere la stessa immagine in colori reali….o si vedrebbero solo le stelle? ![]()
@moerno,
eh si… i colori sono normalmente molto spenti e tenui…
@daniele,
intruse significa che sono prospetticamente vicine, ma a distanza ben diversa. ossia non fanno parte dell’ammasso… Nessuno ha sbagliato i conti, ma bisogna valutarne la distanza e non solo la posizione….
Salve! Scusate se mi allontano un po’ dall’argomento tratta in questo articolo. é da un po’ di tempo che mi gironzola in testa una domanda un po’ particolare. E’ possibile, secondo voi correggere l’ottica di un telescopio e collegargli un visore elettronico per la visione 3d (esempio gli occhialini più recenti per gli spettacoli 3d al cinema) al fine di ottenere una visone “full-3D” del cosmo in tempo reale? grazie anticipatamente, per quanto la mia domanda possa sembrare stravagante, ma sono davvero curioso! ![]()
@kyughs,
so che viene comunemente fatto per immagini riprese dalle sonde e ai telescopi…ma penso a posteriori. Non penso oltretutto che abbia interesse scientifico …ma sulla sua realizzazione è meglio far rispondere Pierluigi, il nostro ultra tecnico!!
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Immagine stupenda, come stupenda è la somiglianza con un bocciolo di rosa!
PS c’è un qualcosa non tradotto… chi lo trova?