La prepotenza lascia spesso soli Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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La storia evolutiva delle galassie non è ancora stata chiarita del tutto. Sappiamo benissimo che esse si uniscono, si scontrano, si fondono insieme, inglobando via via oggetti più piccoli…

Per molto tempo si è pensato che l’aspetto finale di una galassia “cannibale” fosse una gigantesca struttura ellittica. Recenti studi farebbero invece pensare che il risultato dell’unione di due strutture di grandi dimensioni potrebbero anche dare origine a galassie a spirale. Insomma di tutto e di più. Resta comunque il fatto che poco alla volta vige la legge del più forte. La nostra Via Lattea mostra chiari segni di aver “mangiato” parecchie galassie nane e molti ammassi globulari potrebbero essere i resti ancora visibili del nostro “pasto”. Ultimamente abbiamo parlato di queste problematiche in diversi articoli. Vi è poi ancora da stabilire quale e quanto sia il contributo della massa oscura nel modellare e nel dominare la dinamica delle più grandi strutture dell’Universo.

Come in molti casi, per cercare di capire la storia di “qualcosa” è utile studiare i suoi fossili. Vale per il Sistema Solare e per la formazione dei pianeti (asteroidi e comete sono i fossili più interessanti), ma anche per la vita biologica. Lo stesso è sicuramente fondamentale anche per le galassie. E a volte se ne trovano di veramente importanti, come la grande e luminosa galassia ellittica ESO 306-17.

Essa si osserva nel cielo australe e dista da noi circa mezzo miliardo di anni luce. Fa parte di quel gruppo di galassie che vengono appunto chiamate “fossili”. Appaiono completamente isolate in uno spazio apparentemente vuoto. Ma qual è stata la causa di questa solitudine? E’ rimasta da sola perché ultima sopravvissuta di un insieme di colleghe che si sono disperse e l’hanno abbandonata per seguire altre strade o invece è stata essa stessa la causa del proprio isolamento? La seconda sembra la soluzione più probabile. La fame insaziabile l’ha portata a trangugiare tutte le vicine di casa e l’ha costretta alla fine a vivere un’esistenza in completa solitudine.

Quasi sicuramente la ESO 306-17 rappresenta il limite estremo della continua lotta tra galassie. La Via Lattea, ad esempio, ha già inglobato piccole galassie, ma è ancora in compagnia numerosa e sappiamo che prima o poi finirà per unirsi con quella di Andromeda e chissà cos’altro ancora. La ESO 306-17 invece ha completato la sua opera e ha divorato tutto ciò che la circondava. L’immagine che segue la mostra nel suo completo isolamento. Non restate ingannati dall’oggetto luminoso alla sua sinistra. E’ solo prospetticamente vicino. E lo stesso vale per le altre galassie che si possano notare tutt’attorno. Essa è veramente immersa e abbandonata in un oceano di gas caldo e forse di materia oscura.

La gigantesca galassia ellittica ESO 306-17

La gigantesca galassia ellittica ESO 306-17, osservata dallo Space Telescope, è completamente isolata in uno spazio vuoto e immersa nell’alone di gas caldo e forse materia oscura. Le galassie che si notano un po’ ovunque sono solo intrusi “prospettici”.

Sembrerebbe una vittima innocente. Ma se andassimo ad analizzarla più da vicino vedremmo che nel suo alone vi sono ancora i macabri resti dei suoi banchetti: deboli ammassi globulari, segni di antiche piccole galassie inglobate dalla più grande dominatrice. La loro storia ci racconterà anche quella del mostro solitario. Forse, osservazioni ancora più dettagliate potrebbero mostrarci qualche galassia nana ultracompatta ancora presente nelle vicinanze. Esse rappresentano dei fortunati e miseri fuggitivi, che hanno conservato soltanto il loro nucleo centrale, spogliato di tutto il resto. Spesso questi naufraghi si trovano proprio nei pressi delle galassie estremamente isolate e potrebbero confermarne appieno la natura.

Chiedo scusa se ancora una volta ho usato un linguaggio “terra-terra” e molto umanizzato. Magari a qualcuno darà un po’ fastidio che io mi permetta di scherzare in questo modo con le meraviglie dell’Universo. Ma io sono convinto che il Cosmo non si offende di certo a sentirsi descritto in maniera semplice e ironica. Anzi … magari si diverte pure lui! Voi che ne dite?

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20 Commenti a “La prepotenza lascia spesso soli”

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bellissimo articolo complimenti.
penso che questo processo sia uguale per tutte le galassie, proprio come i pianeti del nostro sistema solare, che girando attorno al sole sono cresciuti inglobando tutti i frammenti presenti nella loro orbita fino stabilizzarsi proprio come li vediamo oggi, lo stesso succede per le galassie, la loro forza di gravità incide sulle compagne vicine, inglobandole o lanciandole nel vuoto interstellare.
penso inoltre che in futuro si vedranno meno galassie di oggi ma più grandi e massicce, proprio per questo processo di accrescimento…
e saremo sempre più vicini alla fine di tutto a causa della morte entropica.
ma chissà, magari la M teoria riuscirà a farci trovare un’universo parallelo dove poter stabilirci di nuovo e ricominciare a studiare un nuovo universo… :lol: sperem… :wink:

stefano scrive il 26 Marzo 2010 alle 10:55

si, si, non riesco a credere a un brodo entropico. Durerà un attimo e poi si ricomincia!! :mrgreen:

enzo scrive il 26 Marzo 2010 alle 11:04

in che senso enzo??? cosa intendi per bordo entropico?
non capisco…perchè dovrebbe durare un attimo?
forse mi sono sbagliato ad espirmermi, io parlavo della morte termica di tutto e della “sgretolazione” (permettimi il termine) degli atomi in particelle subatomiche che non si ricombinano più, non è questa la morte entropica?

stefano scrive il 26 Marzo 2010 alle 11:15

scusa Stefano…volevo dire “brodo” non bordo… Volevo dire che quando tutto si sarà sgretolato sono convinto che ricomincerà ad aggregarsi verso un nuovo Universo. Non so come e perchè, ma non credo a una morte termica finale… ma è solo un atto di fede laica…. :wink:

enzo scrive il 26 Marzo 2010 alle 11:24

capisco questa tua teoria, sarebbe molto bello pensare che anche l’intero universo viva un ciclo di nascita-morte-rinascita, ma rimango scettico considerando la velocità e l’accelazzione a cui sono soggetto tutte le galassie…a mio parere sarebbe troppo immenso lo spazio tra le numerose “zuppe” :mrgreen: che una volta formavano le galassie, per avere un’attrazzione gravitazionale che permetta il riformarsi di tutto…ma io per natura sono pessimista :wink: quindi che ben venga una rinascità :lol:

stefano scrive il 26 Marzo 2010 alle 11:37

comunque cambiando argomento, l’altra sera guardando un documentario di history channel che si intitolava “viaggio al centro della terra” sono venuto a conoscenza che l’acqua contenuta nelle zolle tettoniche una volta “ricadute” nel mantello terrestre si riscalda e torna in superficie con le eruzioni vulcaniche, rilasciando un questo modo vapore acqueo nell’atmosfera.
andato a letto e pensando al modo in cui l’acqua è arrivata sul nostro pianeta, la solita teoria delle comete, ho avuto un flash, normalmente quando pensiamo a questa teoria, ci viene automatico pensare che prima si sia formata la terra, la roccia, e solo in seguito sia arrivata l’acqua con le comete, il “flash” è stato il seguente: non è possibile che l’acqua si sia formata contemporaneamente al nostro pianeta, nel senso che quando le polveri presenti del nostro sistema solare si sono unite formando la “terra” l’acqua presente sottoforma di ghiaccio sia stata già presente, e quindi l’accensione del nucleo terrestre ha causato il rilascio sulla superficie di vapore acqueo, formando un’atmosphera e delle precipitazioni che hanno formato gli oceani. praticamente la terra era un’enorme “cometa” ma con un nucleo che nel tempo si è riscaldato formando il pianeta su cui oggi viviamo.
cosa ne pensi enzo? è una teoria strampalata secondo te? :lol:
grazie mille comunque, è un piacere parlare con te! :razz:

stefano scrive il 26 Marzo 2010 alle 11:49

@Stefano,
ciò che dici è l’alternativa all’origine cometaria. Non è strampalata e solo questione di abbondanza di H2O nelle fasi originarie. Sembra che non possa essere stata sufficiente nella nostra posizione. D’altra parte se guardiamo gli asteroidi più vicini a Marte (e quindi specchio della materia primitiva della nebulosa solare della nostra zona) l’acqua è molto scarsa. Le comete sembrano proprio essenziali per raggiungere la quantità osservabile oggi. Ma c’è ancora chi confuta questa ipotesi, anche se accoglie sempre più favori.

enzo scrive il 26 Marzo 2010 alle 14:31

Molto interessante questo “cannibalismo” tra galassie, davvero un bell’articolo. Io tempo fa ho sentito che La Via Lattea sarà inghiottita dalla galassia di Andromeda, è vero oppure in base a quanto scritto sopra le de Galassie semplicemente si uniranno? :smile:

Stefano scrive il 26 Marzo 2010 alle 17:52

@Stefano,
tra Andromeda e la nostra vi sarà una fusione. Anche se più piccola, la Via Lattea è sempre una “grande” galassia e quindi sarà uno scontro quasi alla pari…

enzo scrive il 26 Marzo 2010 alle 18:02

bello, però cosa succede alle stelle di quelle galassie nel lungo momento temporale di fagocitosi cioè ad esempio: il ns sistema solare come ed in che modo subirà trasformazioni, o meglio la terrà che fine farebbe?

vincenzo scrive il 26 Marzo 2010 alle 19:14

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