La scoperta degli esopianeti continua a ritmo incalzante, ma qualcosa sta andando al … contrario! Sei pianeti su un gruppo di ventisette, riosservati recentemente, hanno mostrato di ruotare attorno alla propria stella in senso opposto a quella della rotazione dell’astro centrale. Perbacco!
E’ scoppiata una vera e propria bomba nello studio dei pianeti extrasolari. Le anomalie rispetto al nostro erano già tante, ma questa le supera tutte: alcuni di essi orbitano in senso opposto a quello della rotazione della loro stella.
Le teorie planetarie “normali” stabiliscono che i pianeti si formino all’interno di un disco di gas e polvere esteso attorno alla stella centrale. Questo disco ruota ovviamente nello stesso verso dell’astro dato che si è formato durante il collasso della nube proto stellare. E sembrava più che logico, finora, che i pianeti si accrescessero nel piano del disco e che mantenessero la sua stessa rotazione. Il nostro sistema Solare ce lo aveva insegnato.
I 27 nuovi esopianeti sono stati scoperti con la WASP (Wide Angle Search for Planets) che utilizza un sistema di due osservatori robotizzati, ciascuno formato da otto camere a grande campo che monitorizzano il cielo continuamente, alla ricerca di eventi di transito planetario (“eclissi” della stella da parte del pianeta). Per confermare poi le scoperte degli strumenti automatici gli astronomi usano lo spettrografo HARPS, sistemato al telescopio da 3,6 metri dell’ESO e altri strumenti in giro per il mondo.
Sorprendentemente, quando i dati delle prime osservazioni sono stati confrontati con quelli successivi ci si è accorti che sei su 27 pianeti giravano in senso contrario. Inoltre, in alcuni casi, l’asse di rotazione della stella non era per niente allineato con quello dell’orbita planetaria.
Tutti questi pianeti sono della classe denominata Hot Jupiters (“giovi” caldi), ossia oggetti simili o più grandi di Giove, ma posti a distanze molto piccole rispetto al loro astro. Si pensa che essi si siano formati in posizione molto più periferica, ma che poi l’attrito gravitazionale del disco di polvere li abbia fatti decadere: una specie di “migrazione” dall’esterno verso l’interno. In ogni modo il loro piano orbitale dovrebbe essere sempre simile a quello del disco.
Per tenere conto della rotazione retrograda e lo spostamento del piano orbitale bisognerebbe pensare a un “braccio di ferro” gigantesco tra la sua stella e una vicina o un altro pianeta gigante più lontano, durato centinaia di milioni di anni. Alla fine, il povero pianeta in mezzo a questa battaglia gravitazionale avrebbe cambiato l’obliquità della sua orbita e sarebbe poi stato trascinato verso le parti interne del sistema a causa della perdita di energia. Effetti mareali avrebbero nel frattempo rallentato e invertito il senso di rotazione.
In queste immagini artistiche sono rappresentati cinque dei sei esopianeti che girano “al contrario”. Le stelle sono state disegnate nella giusta scala, con l’asse di rotazione diretto verso l’alto, e i colori corrispondono alla loro classe spettrale. Il sesto oggetto è invece del tutto “normale”. Le dimensioni di ogni quadratino sono di tre diametri solari. (Fonte: ESO/A. C. Cameron) - ingrandisci
Personalmente vedo la spiegazione abbastanza “contorta”, anche se al momento non sembra ci sia niente di meglio sul mercato. In realtà bisogna dire che due dei nuovi esopianeti hanno un compagno molto massiccio e lontano. Ma non può essere certo considerata ancora una vera prova.
Insomma, niente nell’Universo sembra veramente assodato. Al momento si conoscono 452 esopianeti. Sembravano tanti, ma adesso è necessario scoprirne molti di più per capire che vita hanno vissuto questi pianeti “bastian contrari” e quanto possano essere comuni!
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29 Commenti a “Pianeti al contrario”
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@Elisabetta,
non so che dirti…. Il fatto di ruotare intorno al proprio asse in modo retrogrado è forse il problema meno difficile, così come l’inclinazione. Effetti mareali possono riuscirci. Ma essere retrogradi nel moto orbitale è un bel pasticcio… Staremo a vedere. Comunque dici bene: “Gli esami non finiscono mai!” ![]()
Buongiorno
Scusate la domanda, ma all’inizio dell’articolo, si parla di anmalie con il nostro sistema planetario; potreste indicarmi dove trovare maggiori dettagli?
Grazie e complimenti per l’ottimo lavoro.
Io nel mio piccolo, pensavo che tutti gli oggetti dell’Universo rispettavano delle leggi fisiche ben precise e già scoperte, devo ricredermi.
@Matteo
Secondo me, probabilmente è una serie di eventi che ancora noi sconosciamo, ma comunque assistita dalle nostre amate leggi fisiche ![]()
Ma dai???? Questa cosa non me la sarei mai aspettata! La spiegazione del “braccio di ferro” pare anche a me quasi assurda…davvero improbabile per il mio modesto parere! Se i 6 pianeti fossero stati tutti attorno alla stessa stella ancora ancora avrei poteuto pensare in un colpo dalle probabilità paragonabili al 6 del superenalotto! Ma se sono già sei gli esopianeti e attorno a stelle diverse vuol dire che il fenomeno non è poi così raro…ma sono sicuri di aver fatto bene i calcoli?
O non potrebbero essere pianeti in giro a zonzo nell’universo (dopo la morte della loro stella madre) catturati dal campo gravitazionale di queste stelle?
Se non sbaglio Venere ruota in senso contrario rispetto agli altri pianeti del nostro sistema solare alcune teorie sono state ipotizzate ma non provate,è un bel rompicapo Gli esopianeti soperti seguono una legge fisica ancora sconosciuta. Come sempre gli articoli pubblicati sono molto interessanti
L’argomento è molto interessante cavolo… Sicuramente studiare un modello che permetta di giungere a dare delle spiegazioni a queste configurazioni è molto complesso… bisognerebbe partire (a mio modestissimo parere) dalla stessa nube molecolare ( o nubi molecolari che si incontrano) e dalla sua dinamica fino ad arrivare alla formazione della stella stessa e dei rispettivi pianeti. Ogni volta che si presentano casi di questo genere mi vengono in mente idraulica e fluidodinamica… Basta una piccola anisotropia nella densità del liquido per creare situazioni del tutto inattese (i vortici ad esempio).
Il disco stellare mi pare sia il prodotto di una nube molecolare molto poco “agitata”, che opera con calma nei milioni di anni.
Ma quali sono le variabili che intervengono nel caso in cui la stessa nube molecolare presenta differenti densità fin dall’ inizio, o magari interagisce in maniera complessa gravitazionalmente con un altro corpo stellare o con un’ altra nube?
Si potrebbe supporre ad esempio che il pianeta gassoso (che ambiva a diventar stella) che si muove di moto retrogrado si sia formato mentre la nube molecolare si condensava a formare la stella principale (quasi come un sistema doppio, no?)
Un sistema complesso , anzi , un sistema caotico, e non deterministico, insomma!
Bello però…
Ps fuori tema: per chi interessa, oggi su rainews24 alle ore 12.35 hanno fatto un programma di approfondimento scientifico sullo spazio e sui telescopi in orbita! Si parlava degli specchi in lamina d’oro utilizzati per lo studio dei raggi x, ed era tutta roba italiana! Dovrebbero farlo ogni giorno, e dura circa una mezz’ oretta. Davvero molto interessante e ben fatto!
Non ho capito se intorno alla stessa stella convivono pianeti retrogradi e pianeti “tradizionali”?
il vero problema non è la rotazione retrograda intorno al proprio asse rispetto all rivoluzione intorno alla stella, ma è il fatto che la stessa rivoluzione avviene in verso opposto alla rotazione della stella intorno al proprio asse, come si vede nella figura. In realtà va detto che l’inclinazione dell’orbita rispetto all’asse di rotazione della stella non è 90°, ma diversa. Se questa superasse i 90° avremmo automaticamente un’orbita retrograda. In altre parole, ci vorrebbe qualcosa in grado di inclinare l’orbita e non soltanto l’asse di rotazione (come successo da noi per Urano). Il motivo è questo spostamento o proprio una nascita diversa? No, penso che la cattura sia da escludere per motivi vari: è quasi impossibile catturare qualcosa di quelle masse a meno che non arrivino a velocità relative prossime a zero… Boh…non so.
le leggi fisiche si rispettano finchè non si trova qualcosa che va per conto suo. Sicuramente le ipotesi di formazione planetaria sono giuste, ma può esistere qualcosa che la disturba o che può ottenere lo stesso risultato. Vi ricordate delle nane brune che possono essere sia nate insieme alla stella o anche dal disco planetario? Si, direi che convivono, anche se non so se esistono gli stessi dati per gli altri pianeti delle stesse stelle. ma penso di sì…
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Certo l’universo pone sempre nuove problematiche… ho come l’impressione che mai arriveremo ad avere la conoscenza completa… come si dice : ” Non si finisce mai di imparare” .
@ enzo
Te hai altre idee riguardo questi ” bastian contrari” ?