I progetti della NASA per i robot umanoidi Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Pierluigi Panunzi

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Vi ricordate i simpatici robottini della saga di “Guerre Stellari”? E quello della parodia “Balle Spaziali”? Pura fantascienza… Sì, ma ancora per poco!

Robonaut 2

Qualche anno fa abbiamo conosciuto il loquace ma strano C3PO (da noi noto inizialmente come D-3BO) ed il fischiante R2D2 (da noi noto come C1-P8) nonché la simpaticissima Dorothy, la robottina badante con l’improbabile voce di Tina Pica… Li abbiamo sempre associati alle avventure spaziali dei nostri beniamini nella lotta contro i cattivi di turno, e da quest’anno lo faremo anche per le nostre missioni spaziali!

Gli astronauti della ISS avranno presto a bordo un nuovo compagno di viaggio, un umanoide: a settembre infatti lo Shuttle Discovery porterà a bordo della stazione spaziale il Robonaut 2 (abbreviato con R2) che perciò diventerà il primo robot umanoide a viaggiare e lavorare nello spazio.

Ecco R2 mentre fa allenamento

Ecco R2, mentre fa allenamento.

Sviluppato in maniera congiunta tra la NASA e la General Motors, R2 assomiglia un po’ a C3PO, ma gli manca totalmente la parlantina del suo lontano parente. E questo va bene, perché gli umani a bordo avranno bisogno di un lavoratore che possa maneggiare strumenti utili, piuttosto che di una lingua tagliente…

“Il nostro obiettivo per R2 è di fargli svolgere compiti di routine, liberando così l’equipaggio per lavori più importanti” spiega Ron Diftler, project manager al Johnson Space Center “ecco un robot che sa quello che vuole, conosce l’ambiente e si adatta a seconda delle necessità. E’ molto umano e aprirà la strada ad infinite possibilità”.

Il team spera di riuscire ad insegnare ad R2 a fare qualsiasi cosa all’interno della Stazione Spaziale: per esempio R2 potrebbe svolgere compiti delicati quali ad esempio impostare degli esperimenti scientifici al posto dell’equipaggio oppure altrettanto facilmente potrebbe maneggiare un aspirapolvere.

Ad R2 non sarebbe permesso di muoversi nella stazione: almeno in un primo momento verrebbe ancorato in una locazione nel Laboratorio Destiny. Solo successivamente sarà permesso ad R2 di muoversi: anzi, questo sarà un obiettivo.

“Vogliamo dare a R2 una gamba per agganciarsi ed ancorarsi in posti differenti. Userà le mani per muoversi da un posto all’altro, all’interno della stazione, proprio come fanno gli astronauti”.

Per prima cosa, R2 deve essere testato e validato in condizioni di assenza di peso e di altri effetti tipici dell’ambiente spaziale. Poi piano piano si guadagnerà i galloni procedendo di compito in compito, a cominciare dalla verifica delle proprie condizioni di salute, per arrivare a lavori più complessi.

Il team a Terra e l’equipaggio della ISS controlleranno il robot con sistemi identici, entrambi dotati di una GUI (Graphical User Interface) su di uno schermo di un computer ed una navigazione a pulsanti.

“L’R2 agisce in una sorta di autonomia controllata” dice Diftler “Penserà per conto proprio, all’interno dei limiti che gli imporremo. Gli invieremo delle script e cioè (comunissime!) sequenze di comandi”. (ndr: Proprio come faremmo con il robottino autocostruito in casa, pilotato dal nostro PC)

E’ questo pure il modo con cui vengono controllati ad esempio i rover marziani Spirit e Opportunity. Ma con una differenza sostanziale.

Ciao Mondo!

Hello! R2 mostra la propria

abilità manuale.

“Questo robot è in grado di vedere e ci vogliono da 2 a 6 secondi perché la sua visualizzazione arrivi a noi, che perciò possiamo vedere quasi in tempo reale. (Come paragone la trasmissione video unidirezionale da Marte verso la Terra richiede circa 10 minuti). Se ci accorgiamo che R2 sta facendo qualcosa che non funziona, possiamo comunicarglielo immediatamente: ‘Fermati e prova a fare così invece’ “ (ndr: non bisogna dirgli “fermati!”, ma “prova a fare quest’altra cosa”! bisogna cercare di non urtare la sua suscettibilità. HAL9000 insegna!)

Per Diftler lavorare con R2 è come supervisionare un neo-assunto in un ufficio: “All’inizio gli si danno tantissime informazioni dettagliate, ma una volta che si risolvono tutte le situazioni che possono dare problemi, ecco che lo si può controllare solo di tanto in tanto”.

Il suo team continuerà tuttavia a migliorare le capacità del robot di apprendere “Ad esempio man mano che sviluppiamo le caratteristiche di questo robot, il suo sistema di visione ci permetterà di raffinare i suoi movimenti. Saremo così in grado di aggiustare il modo con cui R2 allunga la mano per agguantare un determinato oggetto”.

Con la semplice (ndr e sottolineo semplice!) aggiunta di gambe o ruote, R2 sarà in grado un domani di esplorare un pianeta o un asteroide dove gli umani potrebbero atterrare oppure potrebbe costruire impianti di lavorazione o anche ambienti abitativi.

Alla fine R2 diventerà un membro così familiare dell’equipaggio, che gli stessi astronauti saranno portati a dirgli “oops, scusami” nel caso lo urtassero: ma in tal caso come risponderà R2? (ndr: non preoccuparti Dave, stai tranquillo! :) )

L’aggiunta della capacità di parlare è relativamente facile, afferma Diftler, ma non è una priorità per il momento. “R2 lavorerà parecchio per conto suo e non avrà bisogno di parlare”.

Altri dettagli

I robot – chiamati Robonaut2, R2 – sono stati impostati per utilizzare gli stessi strumenti degli umani

I robot – chiamati Robonaut2, R2 – sono stati impostati per utilizzare gli stessi strumenti degli umani

La NASA e la General Motors si sono accordati per lo sviluppo di un robot umanoide abile della prossima generazione. I robot – chiamati Robonaut2, R2 – sono stati impostati per utilizzare gli stessi strumenti degli umani, fatto che permetterà loro di lavorare in sicurezza gomito a gomito con gli umani sia sulla Terra che nello spazio.

Chris Ihrke, un tecnico progettista alla General Motors, al lavoro con la nuova creazione

Chris Ihrke, un tecnico progettista alla General Motors, al lavoro con la nuova creazione congiunta con la NASA.

R2 sorpassa di gran lunga i più abili robot finora costruiti

R2 sorpassa di gran lunga i più abili robot finora costruiti, ma è abbastanza sicuro nel lavoro a contatto di gomito con gli umani. E’ in grado di alzare, non solo di tenere, un peso da 20 libbre (ndr circa 9kg, che non è poco!), cioè quattro volte il peso che altri robot finora potevano gestire, sia vicino che lontano dal suo corpo.

Infine, un video:

Articolo in lingua originale

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27 Commenti a “I progetti della NASA per i robot umanoidi”

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noooo che figata :mrgreen:

Che bello! Sembra davvero fantasia che si avvera!
Fa un pò impressione guardarlo in “faccia”… :)
Potranno preparare gli ambienti ostili per permettere il successivo nostro arrivo, potranno lavorare nello spazio a lungo senza problemi, solleveranno da tanti impegni di routine…fatiche in meno…magari un pò di compagnia “intelligente”……….Dave……ho paura……..
:-)

paperottopeppe scrive il 7 Maggio 2010 alle 16:36

perchè queste paure dei robot?
perchè questa perenne paura del mostro?
dobbiamo andare avanti :razz:

alberto scrive il 7 Maggio 2010 alle 22:23

Ho sempre pensato che si protrebbe creare un software opensource per la programmazione di ’sti robot… c’è gente in giro per il mondo che, forse per istinto, riescono a realizzare righe di codice che esperti del settore ci metton anni a scrivere!

AndreaGG scrive il 7 Maggio 2010 alle 23:26

Ma siii cerrrrto! Scherzavo. Sono invece entusiasta della notizia, meravigliato al punto di accostare la realtà ai film che più amo (i fantasy ma quelli più “seri”). Penso che non vedo l’ora che R2 arrivi su “base alpha”, sarà l’inizio di un’era o almeno di qualcosa che tanti aspettavamo: macchine con cui “interfacciarci” a misura d’uomo e che ci accompagnano anche verso le stelle. Che bello!
:D

paperottopeppe scrive il 7 Maggio 2010 alle 23:38

Dannati robot! Rubano il lavoro all’ uomo! :twisted: ci andrei io, gratis, a fare il suo lavoro lassù… :mrgreen:

vito scrive il 8 Maggio 2010 alle 00:09

Spettacolare!

davvero questo robot rappresenta un’ esagerata evoluzione concettuale nel nostro modo di esplorare lo spazio… tutt’ a un tratto vengono in mente un milione di applicazioni pratiche cui lo si potrebbe dedicare! viene quasi da dire: “perchè alla NASA non ci hanno pensato prima?”

Comunque una notizia così dovrebbe avere il suo bel rilievo anche nella stampa ordinaria, voglio proprio vedere se le grande testate giornalistiche daranno a questa notizia il rilievo che merita.

Zilesio scrive il 8 Maggio 2010 alle 08:10

Davvero spettacolare! E pensare che Asimov ci aveva pensato negli anni ‘40…
Se vi interessa potete andare a leggere qualcosa di suo, è veramente sorprendente la storia futura dell’umanità che è stato capace di immaginare… e sono previsti tutti i problemi di cui si è parlato in questi commenti, compreso il “complesso di Frankenstein” e la paura che possano rubare il lavoro agli esseri umani…
Due sole cose mancano ancora: il cervello positronico (o qualcosa di simile) e l’applicazione delle “Leggi della robotica”… diamo tempo al tempo, per ora godiamoci gli aiuti che ci possono dare nei più svariati campi.
In bocca al lupo alla NASA e a tutti coloro che lavorano a questi progetti.
Un saluto a tutti :wink:

Totore da Napoli scrive il 8 Maggio 2010 alle 18:41

Certo che se fosse già stato montato su un certo lander marziano si sarebbe potuto risolvere il problemino “dell’impantanamento”…. Su R2, lancia un rampino e tirati fuori dalla sabbia! Oppure afferra quella pietra ed infilala davanti la ruota per far presa. Peccato

AndreaGG scrive il 8 Maggio 2010 alle 21:22

A mio parere fare un robot umanoide è proprio la cosa più sbagliata possibile. Non esiste una forma più errata di quella umanoide: ha solo due gambe per cui se si dovesse rompere una sarebbe immobilizzata mentre i quadrupedi comunque camminano figurati con sei o otto,la schiena è sempre soggetta alla gravità e si rompe con relativa faciltà mentre gli animali con esoscheletro possono resistere a gravità eccezionali( le blatte resistono ad accelerazioni di più di cento G), possiamo portare scarsi pesi e di dimensioni ridotte, le articolazioni sono fragilissime. L’unica ragione per un robot umanoide è per usare strumenti fatti apposta per gli uomini ma gli strumenti scientifici possono essere fatti in qualunque forma con un costo limitato. in fondo Asimov aveva previsto robot umanoidi perchè la sua visione della tecnologia era servile come ad es. camerieri o autisti non scienziati( raccoglitori di dati) ed ecco perchè nessuno ha previsto internet.

michele scrive il 9 Maggio 2010 alle 21:08

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