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a cura di Vincenzo Zappalà

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Non credete a ciò che si dice in giro. Il resoconto che segue è la sola e unica cronaca vera di quello che è stato chiamato il giorno degli alieni. La Scienza ufficiale lo nega, ma questo sito non poteva mancare di descriverne i fatti nella loro dura e impietosa realtà. Dati i contenuti crudi e a volte raccapriccianti, se ne consiglia la lettura ad un pubblico adulto. Qualsiasi riferimento al Secondo Raduno Universale di astronomia.com è del tutto casuale…

Il Sole era già alto e illuminava lo splendido paesaggio collinare della Val d’Orcia quando arrivarono. Pochi segnali, ma chiari e distinti, avrebbero potuto farci capire che qualcosa di sconvolgente stava per accadere. Purtroppo la pace e la quiete del luogo non ci permisero di afferrarli subito e fu troppo tardi. Il Monte Amiata, silenzioso e dormiente da centinaia di migliaia di anni ebbe un sussulto, quasi un fremito di terrore. Ma fu, soprattutto, l’urlo disperato e straziante di Big Joe, un mite cinghiale di 180 chili, che avrebbe dovuto metterci sul chi vive. Ed invece niente. Ignari e innocenti fummo assaliti.

Secondo Raduno Universale, foto di gruppo

Il manipolo di “alieni” assieme ai

terrestri, mimetizzati prima

dell’orgia - ingrandisci

Prima da una coppia di esploratori, che, malgrado gli sforzi, non riuscirono a nascondere il loro aspetto e comportamento disumano. In preda alla frenesia della conquista iniziarono a “montare” una strana apparecchiatura contorta e assurda che assomigliava molto lontanamente ad una tenda terrestre. Che fosse un sistema di comunicazione alieno fu però presto chiaro quando quello che era senza dubbio il tecnico capo si inserì nella stessa struttura e ne diventò parte integrante. Un insieme mostruoso di picchetti, corde, stoffe, cuscini lo collegavano al suo segnalatore iperionico portatile. Ricevette e dette ordini netti e precisi e l’invasione si scatenò. La fatica dell’operazione svolta lo ridussero in uno stato di confusione mentale che nemmeno pochi sorsi di vino riuscirono a celare. A nulla valsero le amorevoli cure del suo “secondo”, ormai liberatosi dei miseri panni che inutilmente avevano cercato di mimetizzarlo tra gli indigeni.

Nel frattempo, una splendida creatura dalle parvenze femminee prese possesso del vicino villaggio e scatenò il panico. La sua veemenza fece barrare ogni porta e i villici si rinchiusero nelle proprie misere case, cercando di evitare ogni contatto diretto. Dopo ore di lotta psicologica, giocata sul filo della trasmissione del pensiero, la creatura aliena scelse il suo giaciglio scardinando la porta d’ingresso di un’antica dimora. Essa si dissolse letteralmente come fosse un fuscello, mentre la creatura muoveva sapientemente strane pietre lucenti che emettevano bagliori di incredibile energia.

Poi furono dieci, venti e non ebbero più pietà. Si scatenarono sui cibi che cercavamo di offrirgli con timore e reverenza. Lo stridore dei loro denti aguzzi e la capacità mostruosa di trangugiare quantità enormi di vino ci mostrarono a che limiti può giungere il terrore puro. E tacemmo in attesa del giorno dopo, quello più critico e decisivo. Cercammo anche di non far caso alle sevizie che il tecnico capo e il suo aiutante fecero a Big Joe durante la notte.

Come temuto, l’indomani gli alieni si scatenarono senza più reticenze e iniziarono a divorare la carne ancora palpitante di decine di animali offerti in sacrificio e a vuotare le cantine di due poveri vignaioli che fuggirono immediatamente, cambiando vita e mestiere. Si dice che stiano già lavorando come tagliatori di pietra nelle lande desolate dello Yukon settentrionale. Le mostruose creature venute dallo spazio si impossessarono in breve della povera casetta e del terreno circostante. Un tipo cupo e maligno si mise al fuoco e, incatenato il padrone di casa ad uno scheletrico e nodoso ulivo, lo costrinse a cuocere decine e decine di tranci di suino, strappati letteralmente a morsi dagli animali ancora vivi. La sua degna compagna lo seguiva senza ritegno nella macabra operazione. Un enorme individuo, rapido come il lampo, e la sua accompagnatrice non si accontentarono di ciò che la benigna natura locale gli offriva e iniziarono a divorare ignobili cibi portati direttamente dallo spazio. Misture disumane passarono davanti ai nostri occhi e finirono nelle loro fauci ingorde. Poi fu orgia completa. Un esemplare più piccolo, dall’apparenza tranquilla, si scatenò distribuendo ai suoi simili specie di focacce dolci dalle forme più assurde. Il più giovane della compagnia sollevò al cielo un’enorme sfera oblunga di color verdastro e alzò una specie di lamento o preghiera. Tememmo un sacrificio umano quando un altro alieno dalle fattezze longilinee prese per mano il più piccolo del nostro sparuto e spaventato gruppuscolo di umani. Fortunatamente intervenne all’ultimo momento un’altra creatura meno giovane e impetuosa, sicuramente un personaggio di alto lignaggio dai modi più urbani e gentili, che interruppe lo scempio.

Fy Lip, il capo indiscusso

Fy Lip, il capo branco

Infine comparve lui, il terribile Fy Lip, certamente il capo indiscusso del branco selvaggio, che iniziò ringhiando ad aggirarsi tra i poveri resti del banchetto divorando tutto ciò che restava. Una visione mostruosa e raccapricciante, che il militare dedicato alla sua salvaguardia, accompagnava con risate di scherno. Si fece notte e finalmente gli alieni puntarono i loro sofisticati strumenti verso la prossima lontana meta. All’interno della tenda-segnalatore continuarono le sevizie all’affranto Big Joe.

Il Sole dell’indomani riportò la pace, ma un ultimo grido disumano giunse dall’astronave che stava scomparendo, spietato e duro come una condanna: “Ritorneremo!”. Il Monte Amiata fece udire un cupo rimbombo di terrore e Big Joe lanciò il suo ultimo straziante grugnito.

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13 Commenti a “Il giorno degli alieni”

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Complimenti capo degli umani. Ma ora che ci siamo rivelati e che vi abbiamo mostrato di cosa siamo capaci, sono sicura che sarà tutto più semplice. La nostra prossima visita non sarà tanto tranquilla: pretenderemo di più e di più dovrete darci! Vi obbligheremo a rivelarci tutti i segreti che muovono e dominano la vostra galassia: le stelle, i pianeti con i loro satelliti… Vi assoggetteremo alla nostra civiltà assimilando l’intero scibile umano, finchè nulla del vostro mondo ci sarà più sconosciuto; e quel giorno … domineremo sull’universo! … preparatevi le Geminidi sono vicine …. :twisted:

Sabrina De Gaetano scrive il 25 Agosto 2010 alle 22:59

Grande Enzo! :mrgreen:
L’esemplare piccolo ringrazia sentitamente per esservi sottomessi alle nostre orde e ribadisce la minaccia: ritorneremo!!! :lol:
Il nostro capo branco Fy Lip ancora scodinzola sazio….
:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

paperottopeppe scrive il 25 Agosto 2010 alle 23:04

:evil: muahahah!

Il mio viaggio di 450 anni luce mi mette una fame galattica! :mrgreen:

Diego scrive il 25 Agosto 2010 alle 23:38

Jajajajaja!!! Grandeee Enzooo!! Ma come fai a scrivere ste cose?!? Da dove ti vengono!?!? Io nemmeno con l’aiuto del vino riesco ad aver tanta fantasia!! Comunque gli ignobili cibi portati dallo spazio…erano semplici tortillas con tinga de pollo e guacamole! :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Lampo scrive il 26 Agosto 2010 alle 09:38

Fantastico Enzo!!! :razz:

Silvia scrive il 26 Agosto 2010 alle 17:39

Il tipo cupo e maligno crede che il Prof. si sia scolato ben oltre le due casse di vino per scrivere tale fantastico racconto. Perchè non proporlo a Giacobbo? Magari viene a farci pure una puntata speciale di Kazzenger! :razz:

Marco Corso scrive il 26 Agosto 2010 alle 19:18

Alieni ascoltate: ho installato una piccola base sulle montagne vicino alla grande metropoli degli umani. Vediamo se riusciamo ad organizzarci per l’11 e 12 dicembre (tempo terrestre), per aprire un varco ai nostri fratelli! All’interno della base ci sono solo 4 postazioni, ma nei dintorni non dovrebbe essere difficile trovare altri spazi. Il luogo viene chiamato dai terrestri “campo dell’Osso” passato Subiaco, 5 Km dopo Monte Livata (circa 100 Km dalla metropoli), a 1.400 mt slm. La zona è ottima per permetterci di agire indisturbati in quanto priva dei quanti del campo elettromagnetico! C’è un piccolo osservatorio … ma l’ho tenuto sotto controllo e pare inattivo … (chissà se il capo degli umani è in grado di attivarlo???) Alieni, datemi un “GO” per confermare la vostra presenza a questa seconda incursione. Nei prossimi contatti invierò una mappa della zona. MAY THE FORCE BE WITH YOU!!!! :twisted: :twisted:

Sabrina De Gaetano scrive il 28 Agosto 2010 alle 00:12

Ahah, grande Enzo!
Siete incredibili, tutti quanti, le foto meravigliose fanno intendere che giornate stupende avete passato assieme, un bel gruppo affiatato!! :mrgreen:
Mi spiace non esserci stato, prima o poi devo partecipare… :sad:
Grande Astronomia.com!

Ivan

Blaine scrive il 28 Agosto 2010 alle 10:48

@Sabrina
a me va benissimo!

1400m in inverno… prevedo grande utilizzo di carburante brulé per mantenere la temperatura corporea accettabile…. Eno
Cibi caldi saranno i benvenuti … G-
Luna al primo quarto il 14 dicembre, quindi possibilità di osservazioni favorite da cieli (presumibilmente) bui… Astronomico

pierluigi scrive il 28 Agosto 2010 alle 21:31

@pierluigi
splendido! allora inizio a segnare: 1 :razz:
vediamo a quanti arriviamo :grin:

saluti dalla “creatura dalle parvenze femminee” :mrgreen:

Sabrina De Gaetano scrive il 28 Agosto 2010 alle 21:46

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