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a cura di Vincenzo Zappalà

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La missione Kepler ha confermato il primo sistema planetario in cui almeno due oggetti, delle dimensioni leggermente inferiori a Saturno, transitano entrambi prospetticamente davanti alla loro stella. E forse anche una super-Terra …

Il sistema utilizzato dalla missione Kepler della NASA per la scoperta di esopianeti si basa sul metodo dei transiti davanti alla stella sotto osservazione. Un pianeta che si trovi quasi perfettamente allineato tra il telescopio e la stella passerà davanti al disco dell’astro e quindi causerà una lieve caduta di intensità nella luce emessa dalla stella. La perdita di luminosità è ovviamente molto debole, ma la strumentazione di bordo è in grado di rilevare anche la più piccola variazione.

Più di 700 nuovi possibili pianeti sono stati scoperti nei primi 43 giorni di missione e devono essere ora confermati un po’ alla volta anche con osservazioni da terra. Ma il nuovo “caso” è veramente stato fortunato oltre che complicato. Ben due pianeti sono apparsi transitare davanti alla stella Kepler-9 e hanno avuto il nome di Kepler-9b e Kepler-9c.

Non è stato facile riconoscere il doppio transito, ma i dati sono interessantissimi. Dobbiamo infatti ricordare che la profondità della perdita di luce, la sua durata, il periodo tra un transito e l’altro danno informazioni sulla grandezza del pianeta, la sua distanza dalla stella e il periodo orbitale. Non solo, però. Possibili variazioni nei tempi di passaggio davanti alla stella, indicano anche la presenza di altri pianeti (che non transitano) che perturbano il moto dei loro fratelli. In tal modo si riesce anche ad avere stime della massa degli oggetti.

La geometria dei due (o tre?) possibili transiti davanti alla stella Kepler-9

La geometria dei due (o tre?) possibili transiti davanti alla stella Kepler-9

Tutto molto bello… ma il transito di due oggetti crea molta confusione, anche perché il passaggio può avvenire non centralmente ma ai bordi dell’astro e le durate di transito possono esserne influenzate: un pianeta vicino (e quindi veloce) e “centrale” può causare la stessa perdita di luce di uno lontano (e quindi lento) ma “non centrale”. Insomma un bel rompicapo … In ogni caso, ora si è avuta la certezza del doppio transito e si possono ottenere i primi dati sicuri, come i periodi di rivoluzione che risultano essere di 19 giorni per (b) e 38 per (c). Lo studio delle variazioni negli istanti di transito sono poi stati confermati direttamente dalle osservazioni e quindi hanno dato conferma ai calcoli teorici che si fanno quando il pianeta perturbatore è solo intuito ma non visibile.

Le sorprese non sono, però, ancora finite… Vi sono segni confusi e debolissimi di un terzo transito. Le variazioni di luce sono così deboli che ci vorrà ancora tempo per la conferma finale. Se fosse vero si sarebbe scoperto un pianeta con un raggio grande solo una volta e mezzo quello della Terra. La sua distanza dalla stella sarebbe molto piccola, dato che le girerebbe intorno in soli 1,6 giorni terrestri.

Staremo a vedere…

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14 Commenti a “La danza dei pianeti”

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Ci stiamo avvicinando alla scoperta di pianeti abitabili, in sistemi stellari simili al nostro sole???

Antonio scrive il 1 Settembre 2010 alle 12:03

Per quanto siano interessanti ed avvincenti queste scoperte, sono contrario a denominare “-terra” qualsiasi pianeta che ha una massa più o meno simile a quella del nostro. Sembra quasi che ogni tre-quattro scoperte di esopianeti ci sia sempre una nuova -terra, quando invece non è così: questo in particolare pare pù un super-Mercurio. Di Terra, purtroppo, per ora c’è n’è solo una…

Diego,
tu hai senz’altro ragione… ma, di solito, s’intende come Terra un pianeta che abbia le dimensioni della Terra e nient’altro. Questo ci dice che siamo ormai vicini a scoprire oggetti di dimensioni terrestri. Devi però tenere conto che sia con la spettrografia che con i transiti, pianeti così piccoli saranno ovviamente vicinissimi alla stella (se no, chi li becca?). Il passaggio futuro, quello delle vere Terre, avrà bisogno di tecniche ancora più sofisticate, in grado di scoprire piccole masse anche a distanze tali da cadere nelle zone abitabili. Bisogna avere pazienza, ma pensa che solo pochi anni fa non si conoscevano nemmeno gli esopianeti… :wink:

ma tra qual che anno si potrebbero vedere i pianeti extra solari piu piccoli della terra. con un telescopio potentisimo sulla terra che vede l’atsmospera dei pianeti ?

spaziale 3000 scrive il 1 Settembre 2010 alle 15:55

ma tra qual che anno si potrebbero vedere i pianeti extra solari piu piccoli della terra. con un telescopio potentisimo sulla terra che vede l’atsmospera dei pianeti ????

spaziale 3000 scrive il 1 Settembre 2010 alle 15:56

si Spaziale 3000, credo proprio di si, tra 482 anni però….. :cool:

kyughs scrive il 1 Settembre 2010 alle 17:30

scherzi a parte, se la teoria della Singolarità Tecnologica si dimostrasse veritiera, forse anche tra meno anni, sparo una cifra …nel 2048 (mi piace dare i numeri) ihih

kyughs scrive il 1 Settembre 2010 alle 17:39

@enzo: purtroppo certi titoli servono più per fare effetto, è questo che non mi piace… chi non se ne intende di queste cose, leggendo il titolo è subito portato a pensare che “gli scienziati” abbiano trovato altri pianeti di dimensione e orbita simile a quella terrestre. Però ora smetto di polemizzare :D

@kyughs,
vedere l’atmosfera sarebbe veramente fantascientifico, ma capire se l’atmosfera contiene acqua e altre sostanze organiche fa già parte della tecnologia spettroscopica di domani. Io sarei ottimista: tra un 5-6 anni o forse prima vedremo una Terra (alla Diego) o poco di più e sapremo se l’atmosfera è compatibile con la vita. Mi fido delle nuove missioni e tecnologie… sempre che si finanzi ancora la ricerca scientifica… e non solo le guerre. :???:

Domanda: che sostanza dovrebbe essere scelta come sicuro indice di presenza di vita in un esopianeta? Ossigeno? O, meglio ancora, ozono?
E se dovessimo sceglierne una che indichi presenza di vita “intelligente” che cosa andremmo a cercare nell’atmosfera? Non certo gli idrocarburi….
A parte le onde radio, che altro segnala la presenza di intelligenza su un pianeta?
A voi l’ardua sentenza!!
Red

Red Hanuman scrive il 1 Settembre 2010 alle 19:02

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