Sappiamo tutti che esistono continui dibattiti e condanne sul fatto che il riscaldamento globale stia sciogliendo i ghiacciai della Groenlandia, ma ancora poco si sa sul perché sia arrivata ad essere coperta di ghiaccio. Oggi le cose si stanno chiarendo e mi viene un po’ da ridere…


Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW


Su un recente numero di Nature compare un interessante articolo che getta finalmente luce sui meccanismi che avrebbero portato la Groenlandia a essere coperta da una quasi ininterrotta distesa di ghiaccio. In un momento in cui si sta tremando perché essa sembra sciogliersi, mi sembrava un articolo assurdo e fuori da ogni logica. Poi, leggendolo, ho capito.

Tre milioni di anni fa l’enorme isola era molto probabilmente coperta non dalla bianca coltre, ma da foreste ed erba. Si fanno varie ipotesi su come si sia potuto avere un cambiamento così drastico e alla fine si conclude che quasi sicuramente è stato (udite, udite!) l’abbassamento della percentuale di anidride carbonica che ha raggiunto un minimo proprio all’inizio dell’era industriale. Ma come? Il livello odierno non è un valore mostruoso e mai visto in precedenza? Questi ricercatori (e mica gente da poco) ci dicono, invece, che per milioni di anni la CO2 aveva una concentrazione ben più alta. Siamo matti? Sicuramente tre milioni di anni fa non c’erano industrie, automobili e cose del genere eppure l’anidride carbonica era molto abbondante nell’aria. Tre conclusioni fin troppo banali: 1) la CO2 varia nel tempo anche e soprattutto a causa di fenomeni naturali in cui l’uomo non c’entra un bel niente; 2) la stessa CO2 può anche essere molto abbondante, ma non ha ripercussioni sulla vita (proprio pochi milioni di anni fa è cominciata la scalata dalla scimmia all’uomo); 3) anche una Groenlandia verde e lussureggiante non è un dramma per la vita biologica (malgrado la terribile minaccia dell’innalzamento dei mari e via dicendo).

Modelli simulati al computer

Modelli simulati al computer, dimostrano che partendo da una Groenlandia quasi priva di ghiaccio (com’era tre milioni di anni fa), particolari sollevamenti tettonici (in alto) non portano a grandi variazioni, mentre ben diversa è la situazione se si abbassa drasticamente la CO2 (in basso). (Fonte: Dan Lunt, University of Bristol)

A buon intenditor poche parole…
L’articolo originale si può trovare qui.

Stampa questo articolo
Invia questo articolo Invia questo articolo

ha pubblicato 578 articoli

Il suo campo di interesse prevalente è stato ed è quello relativo allo studio del Sistema Solare ed in particolare dei corpi minori, quali comete ed asteroidi. Vanta al suo attivo oltre 250 pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifich ... pagina autore

I 21 commenti di questo articolo sono in sola lettura poichè precedenti al nuovo restyling del portale. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nuova community!

  1. ciao Enzo
    questo argomento è particolarmente interessante, secondo te si può parlare di cicli che durano millenni o nn so quanto durante i quali la Terra muta…poi ci sono altri signori che lucrano su questo argomento creando solo allarmismo?
    David- l’alieno
    un caro saluto

  2. Ma non potrebbe essere che un tempo la Terra avesse un’atmosfera molto più spessa dell’attuale? Così l’effetto serra sarebbe stato omogeneo portando ad un clima più mite.
    Ipotesi naturalmente…

  3. Giusto Sandro, sbaglio o un po’ di dispersione atmosferica è prevista?
    Sperando che non si disperda a lungo , altrimenti altro che riscaldamento globale.
    Sono daccordo anche sui cicli di mutamento della Terra, sui quali magari si inserisce anche l’uomo ma non in modo così drastico da superare comunque cose che avvengono in natura.
    Comunque comportarsi bene non ci fa’ certamente male, evitare speculazioni anche però.

  4. @David,
    ci sono eccome. Puoi leggere l’articolo che avevo scritto tempo fa che riporta il famoso ciclo di Milankovitch. E poi va anche considerata l’attività solare che subisce massimi e minimi e che influenza la temperatura.
    http://www.astronomia.com/2010/02/05/la-difesa-del-diavolo/
    @Sandro e Mario,
    sicuramente nelle fasi primordiali l’atmosfera terrestre era diversa, ma i cambiamenti sono stati abbastanza veloci e non possono più essere considerati validi negli ultimi due miliardi di anni (in questo periodo le proporzioni e la densità sono rimaste abbatanza stabili, a parte cambiamenti relativamente modesti che hanno appunto influenzato il clima).
    Sicuramente non dobbiamo inquinare, ma vogliamo dati seri e scientifici e non speculazioni dettate da interessi di potere e di soldi. E poi una cosa è l’inquinamento causato da polveri sottili e altre cose del genere e un altro è la variazione della temperatura e della CO2 (esistenti anche senza la presenza dell’uomo).

  5. Non sono ancora disposto a dire che il riscaldamento globale non esiste e che l’uomo non ne è responsabile.
    Come ho già scritto, tuttavia, non mi sento di sostenere un’ipotesi solo perché “fa trend”.
    Mi sembra chiaro che i dati in nostro possesso non ci mettano ancora nella condizione di avere risposte certe sul clima.

    Questo articolo è interessante, ma si tratta solo di una simulazione, che non fa prova.
    Bisognerebbe vedere se c’è una correlazione con i gas catturati nei ghiacci polari, per capire se la simulazione è corretta.
    Ma temo che ghiacci così antichi non ce ne siano ……

  6. Molto interessante, ma non mi sono chiari alcuni parametri, mi piacerebbe avere qualche dato in piu’ . Ad esempio ho letto da svariate fonti che l’abbondanza di CO2 nell’era preindustriale era certamente variabile a seconda delle epoche, ma sembra non aver superato le 300 ppm (se ricordo bene, ma correggetemi), mantre oggi è arrivata al doppio. Ora nell’articolo si dice che l’abbassamento di tale percentuale ha portato al congelamento di tali terre, per cui mi sembra tanto un discorso alla AL Gore, facendo credere che le temperature terrestri dipendano direttamente dalla Co2, quando invece mi sembrava assodato e dimostrato che fosse esattamente il contrario (cioè che a seguito di variazioni di T si ha successivamente variaz. di CO2)….dunque si tratta di un articolo affidabile o no?? confusion!! :?:
    Grazie per le eventuali delucidazioni.. :smile:

  7. @Bertu,
    condivido i tuoi dubbi. Anch’io non sono affatto sicuro che la CO2 inneschi il riscaldamento in modo automatico, anzi potrebbe essere vero il contrario. Però ho voluto riportare un articolo che ha come scopo proprio quello di confermare le idee (errate e false) di Al Gore e degli altri nobel dell’IPCC, ma che alla fine , anche fosse vero, accetterebbe un periodo molto caldo nell’artico senza effetti di rilievo sulla biosfera. E anche una CO2 molto elevata (in tempi molto precedenti i livelli sono stati ben più alti, vedi il link che ho riportato prima per David). Insomma, ho cercato di non essere accusato di riportare sempre lavori contro il GW, ma ho anche cercato di utilizzarlo come lama a doppio taglio… Forse sono stato un po’ “birbante”, ma in buona fede… :wink:

  8. Che la groenlandia fosse verde in passato è noto e il suo nome lo testimonia, è noto anche quando lo fù. Mi limito in questo frangente a citare il periodo caldo medioevale momento in cui si hanno testimonianze storiche oltre che geomorfologiche. Le conseguenze locali delle variazioni climatiche sono evidenti e molti fattori possono generare effetti contrastanti localmente. Semplificare la situazione prendendo un campione come esempio per scongiurare una causa che guarda caso nasconde notevoli interessi economici non è un atteggiamento corretto. Ai posteri l’ardua sentenza.

  9. L’articolo pubblicato nella rubrica “Letters” di Nature del 28 agosto 2008 vol. 454 degli autori citati impiega un modello matematico sviluppato in Gran Bretagna per valutare quale ipotesi sia la più plausibile per spiegare perchè la glaciazione della Groenlandia (e più in generale dell’emisfero nord, lasciando presumere una situazione di “terra verde”) sia intervenuta all’incirca 3 milioni di anni fa (prima di quel periodo si sono trovate tracce di depositi alluvionali sui fondali oceanici che circondano l’isola). Le ipotesi in questione sono: a) definitiva chiusura del “canale” di Panama; b) fine della persistenza del fenomeno climatico noto come “El Nino”; c) sollevamento tettonico; d) declino dei livelli di CO2; e) combinazione di questi fattori.(nella figura riportata nell’articolo manca la parte a sinistra di quella pubblicata su Nature). Il modello matematico impiegato lascia propendere per la soluzione d). Certo, tutti i modelli matematici hanno il difetto che basta cambiare gli input per avere output differenti, ma non è questo il punto. Lo studio è molto serio, anche se credo non abbiano preso in adeguata considerazione la posizione dell’isola, dato che spesso le certezze di ieri vengono smentite da nuovi ritrovamenti (es. la scoperta di impronte fossili di un certo dinosauro hanno fatto tramontare l’ipotesi che l’area corrispondente all’incirca al Triveneto fosse unita all’Africa anzichè all’Europa). Perchè la concentrazione di CO2 in quel periodo cala ai livelli dell’era preindustriale? Domanda da un milione di dollari, chiosa un commentatore dell’articolo. E’ almeno dalla fine dell’800 che alla domanda delle variazioni climatiche del pianeta non si riesce a dare spiegazioni certe, nè siamo vicini ad averne.
    Chiedo scusa per il lungo commento, ma mi viene da chiedere: perchè le risa? Cosa cambia questo articolo rispetto al problema della crescita della CO2 che potrebbe derivare da attività antropica e dunque determinare un surriscaldamento non (o solo parzialmente) naturale del pianeta?

  10. @Saverio,
    ottimo il tuo lungo approfondimento dell’articolo (non si può sempre andare a fondo di tutto, basta dare l’idea base e poi ognuno va a cercare i dettagli come hai fatto tu), ma non vi sono per niente “risa”. Le mie constatazioni finali derivano da ovvie conclusioni. In particolare, che non vi è necessità della presenza dell’uomo per far crescere o diminuire la CO2 e nemmeno per lo scioglimento del ghiaccio polare. Tutto lì…. E soprattutto che, pur avendolo già vissuto, non vi è stata una catastrofe come quella che alcuni vogliono ipotizzare. Magari sarebbe meglio fare studi più seri e meno controllati da interessi economici. :wink: