I “futuri” giganti del cosmo Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Il South Pole Telescope ha scoperto il più grande ammasso di galassie. Posto ad una distanza di 7 miliardi di anni luce contiene una massa pari a ottocentomila miliardi di Soli, distribuiti su centinaia di galassie.


L’ammasso in questione, chiamato SPT-CL J0546-5345 e situato nella costellazione del Pittore, ha circa la metà dell’età dell’Universo e ciò che vediamo oggi è perciò l’aspetto che aveva circa 7 miliardi di anni fa. La massa dovrebbe metterlo alla pari dell’enorme ammasso della Chioma, una specie di vicino di casa essendo a “solo” 350 milioni di anni luce. Tuttavia, lasciandolo evolvere e ingrandirsi, catturando materiale dallo spazio vicino, oggi è almeno quattro volte più grande, conquistando quindi il record assoluto. E’ composto da molte galassie già “vecchie”, di almeno due miliardi di anni, e quindi l’ammasso è sicuramente nato in tempi veramente primordiali. A quei tempi l’Universo era nettamente più piccolo di adesso e quindi la gravità aveva miglior gioco a creare ammassi molto numerosi. Oltretutto più si è grandi e più si cresce, così come più si è ricchi e più è facile diventarlo ancora di più.

Mappa della radiazione cosmica di sfondo

Mappa della radiazione cosmica di sfondo, prova fondamentale della teoria del Big Bang. Essa rappresenta, infatti, il residuo della radiazione elettromagnetica emessa all’atto del Big Bang e che tuttora permea tutto l’Universo.

La ricerca svolta al Polo Sud è solo l’inizio di un ambizioso progetto che dovrebbe investigare ben 2500 gradi quadrati di cielo (al momento ne ha studiati solo 200) attraverso le onde millimetriche. Lo scopo è proprio quello di scoprire giganteschi ammassi di galassie a causa della piccola distorsione che essi causano nella radiazione cosmica di sfondo dell’Universo. L’ammontare della distorsione dona una buona stima della massa dell’intero ammasso. Stiamo all’erta allora. Questo è solo il primo gigante!

Immagine infrarossa dell’ammasso

Un’immagine infrarossa/ottica dell’enorme ammasso citato nell’articolo. Essa è stata ottenuta attraverso lo Spitzer e il telescopio da 4 metri di Cerro Tololo a seguito della scoperta fatta dal South Pole Telescope. Le galassie ellittiche sono contornate in giallo, quelle a spirale in blu. Fonte: NASA/JPL-Caltech/M. Brodwin (Harvard-Smithsonian CfA), ottico: CTIO Blanco 4-m telescope/J. Mohr (LMU Munich)

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10 Commenti a “I “futuri” giganti del cosmo”

ma com’e’ possibile con miliardi miliardi e miliardi di stelle e galassia che non sia arrivato un segnale da una qualsiasi civilta’ extraterrestre? useranno anche altri sistemi non discuto ma la cosa mi preoccupa e mi intriga. ma non c’e’ nessuno?

stefano scrive il 27 Ottobre 2010 alle 21:37

magari trasmettono con sistemi differenti, come ad esempio si potrebbe fare col laser… o magari con le microonde… sistemi in cui si può arginare il segnale per non disperderlo inutilmente e puntare verso un’antenna ricevente. E proprio l’assenza di dispersione lo rende non rintracciabile.

AndreaGG scrive il 28 Ottobre 2010 alle 11:56

o magari sono telepatici e non hanno bisogno di onde elettromagnetiche! :mrgreen:

AndreaGG scrive il 28 Ottobre 2010 alle 11:57

o magari a loro non interessa nulla comunicare con noi :mrgreen:

Le possibilità sono tantissime, anche che non ci siano, possibilità a cui non voglio comunque assolutamente credere, ma non escludere comunque a priori.
L’universo è sempre più confermato che resta ancor di più sconosciuto e altri angoli di esso sono da scoprire.

Mario Fiori scrive il 28 Ottobre 2010 alle 15:58

C’è anche un’altra possibile spiegazione: supponendo, per una qualsiasi civiltà, il periodo tecnologicamente avanzato necessario per l’invio di un qualsiasi segnale, che non sia di fumo, un momento estremamente breve al pari di un battito di ciglia, esso deve coincidere con la distanza da noi. Diversamente, il segnale non potrebbe essere ancora arrivato nel caso di un “attimo tecnologico” troppo lontano o essersi già perso nello spazio, per il nostro punto di vista, nel caso inverso.

Roberto Thouraz scrive il 29 Ottobre 2010 alle 23:46

cmq se e’ vero che trasmissioni televisive terrestri possono arrivare ad anni luce… beh non dico che non hanno anche “loro” la televisione ma su miliardi e miliardi di stelle e’ possibile che tutti siano telepatici, che emettano segnali luminosi ecc? non ci credo. ormai e’ appurato che la materia e’ simile in tutto l’universo. ci possono essere stelle piu’ o meno pesanti nella loro formazione ma una possibile fonte di vita nascera’ non proprio uguale alla nostra ma nemmeno tanto diversa. e proprio per le miliardi di stellle e possibili miliardi di pianeti che possiamo rideurre scartando piu’ che si puo’ anche a milioni beh…. non ci cerdo che nonm si riesce a captare nulla. cio’ mi rende perplesso. non dico che non esistono ma se si, o sono estinti ( ma i segnali arriverebbero anche in ritardo) o sono primitivi oppure semplicemente non c’e’ nessuno.i

stefano scrive il 30 Ottobre 2010 alle 22:52

oppure semplicemente usano il via cavo! :mrgreen:

AndreaGG scrive il 30 Ottobre 2010 alle 23:42

forse qualcosa ci sarà ma lo spazio è troppo grande per tutti, forse nn c’è nessuno o si sono estinti come succederà a noi e dopo davvero forse nn ci sarà nessuno (meglio meno danni).

vincenzo scrive il 1 Novembre 2010 alle 21:43

sono convinta ke tra miliardi d galassie,miliardi d soli e pianeti prima o poi troveranno qlk forma d vita..spero d esserci ancora…e complimenti a tutti quelli ke dedicano la loro vita alla ricerca in questo campo,altrimenti saremmo ancora nel medioevo!!vorrei essere una d loro..ma non ho potuto studiare..uff

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