Un approccio finalmente serio sul problema del GW Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Forse, alla lunga, gli studi seri, critici e giustamente dubbiosi stanno uscendo allo scoperto. Ecco un esempio splendido e onesto. Dice le cose come stanno, senza essere influenzato da pressioni politiche e/o ambientaliste e/o economiche. Quello che vogliamo non è, infatti, un NO dogmatico al GW, simile al SI impostoci dalla pressione mediatica e politica, ma una discussione aperta e leale. Niente di più.


Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW


La paura che le temperatura globale possa cambiare velocemente e con effetti drammatici pervade ormai tutta l’umanità ed è stata imposta come un atto di fede. Tuttavia, le cause e la previsione dei possibili effetti catastrofici sono ancora ben lontane dall’essere state identificate. Normalmente si semplifica tutto dando la colpa solo e soltanto alla CO2 prodotta dall’uomo, ma in realtà le problematiche che stanno dietro alle variazioni di temperatura sono ben più complesse e, soprattutto, poco conosciute. Una nuova, accurata ricerca effettuata presso l’Istituto Niels Bohr dell’Università di Copenhagen mostra proprio che i salti rapidi della temperatura sono sempre esistiti e che i più violenti sono probabilmente dipesi da un accumulo di piccoli fenomeni caotici, il cui sviluppo futuro è impossibile da predire.

La situazione “storica” è la seguente: per milioni di anni il clima della Terra ha alternato periodi di freddo e glaciazioni, più o meno della durata di 100.000 anni, a periodi di caldo più corti, non più di 10-15.000 anni, simili a quello odierno o anche ben più intenso. Queste variazioni a medio periodo sono sicuramente legate a fattori astronomici, quali l’orbita terrestre e la sua inclinazione rispetto all’asse di rotazione (ne avevamo già parlato in articolo apparso sul nostro sito). Tuttavia, ben più numerose e imprevedibili sono le variazioni a corto periodo e ben più complesse e sconosciute le loro cause.

I ricercatori di Copenhagen hanno analizzato carote di ghiaccio estratte dai circa tre chilometri di coltre bianca che copre la Groenlandia (un po’ di ghiaccio c’è ancora…) e sono riusciti a descrivere la temperatura degli ultimi 140 000 anni. Il risultato è stato molto simile a quanto mi aveva detto anni fa un climatologo bolognese che aveva analizzato strati dell’Antartide e a cui avevo già accennato precedentemente: verso la fine del periodo glaciale vi sono stati periodi in cui la temperatura ha subito variazioni improvvise di 10-15 gradi (e non frazioni di grado!) in intervalli temporali minori dei 10 anni. Una cosa inaspettata e sconvolgente, soprattutto per noi e per chi ci descrive scenari apocalittici per variazioni di uno o due gradi in un secolo o anche più…

Le osservazioni lo dimostrano, ma i ricercatori dicono chiaramente e onestamente che la causa di questo andamento bizzarro è del tutto sconosciuta e che non sono assolutamente in grado di prevedere se capiterà o no nel futuro più o meno prossimo. I modelli moderni (proprio quelli che indicano senza alcun dubbio il futuro drammatico del nostro pianeta) non sono assolutamente capaci di riprodurlo. E allora come fanno a essere così accurati? 10-15 gradi in 10 anni sono un’enormità che sicuramente avrebbe effetti devastanti sulla biosfera. Signori, questa è la Terra, un pianeta sano, vivo e vivace, altro che malato e febbricitante!

Gli studiosi danesi sono andati oltre, con umiltà e serietà professionale encomiabili: hanno definito due modelli teorici che potrebbero spiegare le osservazioni del nostro passato. Il primo tiene in conto la presenza di un fattore esterno continuo e dominante; il secondo un accumulo di piccole e caotiche fluttuazioni naturali. Questo è il vero dibattito scientifico che vorremmo si facesse ogni giorno senza dogmi e/o atti di fede!

Il primo modello assomiglia a una altalena. Se l’effetto esterno ha sufficiente “peso” e si accentra solo su un lato, tutto il sistema si sposta conseguentemente. L’effetto aggiuntivo potrebbe essere, ad esempio, l’aumento della CO2. Ma i ricercatori affermano che questa ipotesi non è verificata e inoltre - aggiungo io - presente anche in epoche senza le industrie dell’uomo…

Il secondo modello assomiglia invece a una pallina caduta in un buco non troppo profondo. La pallina subisce continui movimenti caotici dovuti a uragani, ondate di calore, violente e continue piogge, scioglimento di ghiacciai, che portano a cambiamenti anche importanti nelle correnti oceaniche. Se alcune di queste piccole spinte si sommano tra loro nella giusta direzione, la pallina può avere uno spostamento tale da uscire al di fuori del buco e cadere in un altro. Ossia produrre un improvviso e notevole cambiamento climatico.

Sembra sicuro che i cambiamenti drastici osservati nel ghiaccio fossile della Groenlandia siano da imputare al secondo modello e quindi praticamente impossibili da prevedere.

Cosa capiterà allora nel futuro? I ricercatori sono molto espliciti nella loro giusta incertezza. Oggi non vi è certamente la percentuale di CO2 che vi era circa 15 milioni di anni fa, quando in Inghilterra vivevano gli alligatori. Ma - attenzione - nel senso che oggi ne abbiamo molta di meno. Forse stiamo iniziando a pesare su un lato dell’altalena (primo modello). Questo vorrebbe dire che vi potrebbe essere un aumento lento della temperatura nei prossimi 1000 anni. D’altra parte, però, la pallina potrebbe nel frattempo subire colpi abbastanza forti (secondo modello) e uscire dal suo buco e innescare cambiamenti rapidissimi verso il caldo o il freddo, ben più sconvolgenti di quello che l’altalena riuscirebbe a fare in centinaia e centinaia di anni. Insomma il ruolo della CO2 sarebbe piuttosto secondario e ben poco valutabile.

Gli scienziati danesi concludono, però, con una frase estremamente onesta e che dovrebbe essere seguita da molti, troppi, catastrofisti e anche, per essere sinceri, dagli scettici per partito preso: “ricordiamoci che questa ricerca si basa solo su analisi accurate del clima del nostro passato e non può contenere nessuna predizione per il nostro futuro”.

A buon intenditor poche parole!

I due modelli descritti nel testo

I due modelli descritti nel testo. Il modello “ad altalena” è rappresentato in alto. Il clima viene cambiato per una causa esterna (CO2 o altro) che si accumula su un lato dell’altalena. Ovviamente l’altalena non è perfettamente lineare, in quanto le variazioni climatiche devono comunque essere legate a piccole e continue fluttuazioni caotiche. In questo caso il futuro sarebbe “abbastanza” prevedibile. Il modello a “pallina nel buco” è rappresentato in basso. Non vi è una causa decisiva, ma solo fluttuazioni caotiche che possono, in casi particolari, sommarsi e causare drastici cambiamenti, anche improvvisi e violenti. Il futuro sarebbe del tutto imprevedibile. Il passato della Terra ci dimostra che sono stati attivi entrambi i modelli e che il secondo ha sicuramente causato svolte drammatiche e sconvolgenti. Tuttavia, la CO2 o altre cause ben individuabili, hanno avuto un ruolo del tutto trascurabile in questo secondo caso. (adattato da: Peter Ditlevsen, PhD. Dr. Scient. Centre for Ice and Climate, Niels Bohr Institute, University of Copenhagen)

Il lavoro originale si può trovare QUI, e altre notizie sulle “carote” QUI

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41 Commenti a “Un approccio finalmente serio sul problema del GW”

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penso che dietro il riscaldamento globale o cmq il clima bizzarro ci siano dietro interessi economici. Credo che quando nelle sedi più opportune quando si parla del clima si da sempre uno sguardo al portafoglio che viene prima dell’interesse di salute dell’umanità.
Tra l’altro, essendo appassionato di scienze della vita, delle sue origini ed evoluzione, ho letto che nel tempo dei dinosauri non c’erano neanchè le calotte polari. Il clima su tutto il pianeta era pressochè tropicale.
anzi modelli spiegano che fra 2 milioni di anni la terra attraverserà una sorte di nube cosmica che farà raffreddare il pianeta cosi tanto da entrare in una sorta di era glaciale perenne(questa notizia l’ho letta in qualche rivista…non ricordo quale).
Pensiamo di domare la natura, ma prima o poi lei chiede il conto

pepppe scrive il 26 Novembre 2010 alle 09:39

Si, basta catastrofismi manipolati e mediati dai Burattinai che mai appaiono, e che fanno solo i loro interessi ( solitamente sporchi e loschi )piegando l’Umanita’ intera con le loro Dottrine !
La Verita’ prima o poi viene a galla per fortuna.

giorgio scrive il 26 Novembre 2010 alle 11:04

Da quello che credo di aver capito il nostro pianeta è governato non solo da leggi certe e conoscibili, ma anche da una somma di fattori imprevedbili ed interagenti. Forse la possibilità di penetrare i suoi tanti e complessi misteri esula un pò dalle nostre capacità umane, a questo punto, almeno, delle nostre conoscenze scientifiche. Nel futuro, non si può prevedere. Ma, attualmente la scienza è ancora assai relativa. Inoltre c’è il dato di fatto incontrovertibile che si tratta di variazioni che avvengono in lassi di tempo enormi. Ci allarmiamo nel prevedere eventi che si evolvono nel decorso di millenni o almeno di secoli! Il che, se pure può rivestire interesse per la scienza, non può essere motivo di allarme per l’uomo comune o le istituzioni pubbliche. Comunque esiste anche un’altra verità che non si può negare. Cioè che siamo noi creature a subire le leggi della natura, almeno quelle che non ci è dato dominare, e non viceversa. La possibilità di sopravvivenza dell’uomo e di tutte le altre forme di vita terrestri è legata alla loro capacità di adattamento all’ambiente. Finchè esistono le condizioni per la sopravvivenza. Se vengono meno vuol dire che il pianeta sarà diventato inospitale. Ma non credo che, per adesso almeno, l’uomo possa cambiare alcunchè. Forse la scienza è un pò presuntuosa. Ma fa bene a non demordere.

Andrea scrive il 26 Novembre 2010 alle 12:16

Finalmente si parla seriamente, almeno per una volta, e senza il portafoglio in mano. Catastrofi? Certo che possono accadere ed anche repentine: dobbiamo ricordarci sempre che siamo una piccola astronave che viaggia nel Cosmo con tutto il Sistema Solare e che ci potrebbero aspettare dei naturalissimi e devastanti incontri. Dobbiamo ricordarci che pensiamo di conoscere tutto di questa piccola astronave invece ne dobbiamo fare di strada per conoscere solamente la struttura figuriamoci il motore ed il softwear che lo guida… e con ciò che facciamo alla ricerca oggi forse perderemo anche quel poco che sappiamo. Dobbiamo,poi, fare un bel pieno di umiltà e rimboccarci veramente le maniche, pensando di più a dove siamo (piccoli esserini sballottati che litigano di continuo tra loro, spesso non capendo nemmeno il perchè). Fa’ comunque piacere sapere che c’è chi ragiona ancora e che si può essere ancora ottimisti.

Mario Fiori scrive il 26 Novembre 2010 alle 19:24

Questo articolo mi fa venire in mente la mitologia greca, che diceva che anche Zeus, il dio più potente era sottomesso al fato che era imprevedibile nelle sue decisioni.
Il problema secondo me non sta nel surriscaldamento del paineta causato dall’ uomo, ma nell’ arroganza di questo stesso nel credere di essere un fattore primario nella vita della nostra Terra.

Raffaele scrive il 26 Novembre 2010 alle 21:23

Articolo molto interessante!!
In pratica, lo studio su ghiacciai della Groenlandia dimostrerebbe che le fluttuazioni del clima obbediscono alla teoria del caos (o effetto farfalla)….

Red Hanuman scrive il 26 Novembre 2010 alle 23:27

Buongiorno,
A mio modesto parere, scelgo di stare dalla parte dei catastrofici.
Per l’onore del vero e della scienza, se mi schierassi con gli scettici,sbaglierei di molto poco,ma essere catastrofico può, forse, e dico solo forse, stimolare chi ci governa a studiare e trovare nuove fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti, come ad esempio le centrali a fusione termonucleare ,i motori ad idrogeno o altre soluzioni logiche e corrette, per lasciare un futuro migliore alle nuove generazioni.

La Terra non è un pianeta morente, Lei continuerà ad esistere, con la vita o senza. forse non con la CO2, ma con il petrolio, con le scorie radioattive, con rifiuti tossici, con il poco rispetto, stiamo distruggendo ciò che la rende speciale: la vita. Non sto con i catastrofisti, ma credo sia giusto sensibilizzare le persone, per una vita con meno sprechi, che ognuno di noi si concede con leggerezza.
Questo lo dico perchè ogni volta che spengo una luce dimenticata accesa, o chiudo l’ acqua pensano che lo faccia per evitare uno spreco economico, non sono materialista a tal punto. Credo che tutti abbiano qualche motivo per odiare il Mondo fatto da convenzioni in cui è difficile trovare posto, ma nessuno può avere un motivo valido per non amare la Terra così come la conosciamo.

Quasar scrive il 27 Novembre 2010 alle 20:03

In genere, le interpretazioni che noi diamo, a qualsiasi cosa, sono sempre soggettive.
I post che riguardano questo articolo né sono un esempio lampante.
Cosa dice l’articolo, secondo la mia interpretazione?
Dice: “noi non siamo in grado di prevedere il clima futuro”.
Cosa che è sempre stata arcinota.
Mano a mano che il tempo passa facciamo piccoli progressi, ma appunto piccoli, molto piccoli, troppo piccoli per valutazioni attendibili.
Cosa invece non dice, o perlomeno io non sono stato capace di rintracciare?
NON dice: “possiamo tranquillamente fare un uso dissennato dei combustibili fossili perché l’influenza sul clima è nulla”.
Dice che è imprevedibile, cosa arcinota, non che è nulla.
Anzi le variazioni rapide, e dovute a cause sconosciute, mi sembra dovrebbero indurci a una maggior cautela, e non ad abbandonarci al facile triofalismo che possiamo fare tutto quello che vogliamo.

Bepo Corona scrive il 27 Novembre 2010 alle 21:20

Che in passato vi siano stati periodi freddissimi e caldissimi non vi è dubbio ma questi cambiamenti sono stati sempre molto lenti, oggi invece buttiamo nell’atmosfera milioni tonnellate di CO2 ogni anno e la CO2 è sicuramente un gas serra: Vogliamo far finta che tutto questaCO2 non avrà alcun effetto?Oggi il dibattito non è se c’ è o no il GW ma quanto questo ci metterà a rendere disastrosi ed irreversibili i suoi effetti. Ci metterà 10 anni? 100 anni? Quel che è certo che miliardi di esseri umani e milioni di specie animali sono in grave pericolo. BISOGNA AGIRE ED AGIRE ORA!!!

michele scrive il 27 Novembre 2010 alle 22:27

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