Una, cento, mille, miliardi di stelle con un pianeta come la Terra Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Un esame statistico dei dati ottenuti su esopianeti scoperti recentemente indica che dobbiamo aspettarci una stella su quattro, simile al Sole, con un pianeta delle dimensioni terrestri.

Un recente studio su 166 stelle simili al nostro Sole si è rivelato il più statisticamente valido eseguito finora. Le osservazioni sono state ottenute all’Osservatorio Keck delle Hawaii e hanno cercato ogni tipo di pianeta da 1000 a circa 1 masse terrestri. Lo studio spettroscopico si è dedicato, soprattutto per motivi osservativi, a zone relativamente vicine alle stelle e ha concluso che pianeti di tipo terrestre dovrebbero essere ben più comuni di quelli di grandi dimensioni.

La tecnologia odierna non permette ancora di osservare direttamente o indirettamente granelli di roccia simili al nostro pianeta, ma la statistica può venire in aiuto e dare comunque risposte piuttosto valide. Tuttavia, tra pochi anni, la missione Kepler ci mostrerà senz’altro le prime Terre e potrà confermare queste previsioni.

I risultati delle osservazioni sono stati presentati sotto la veste di un semplice diagramma che vede la massa in ascissa e il numero di pianeti corrispondenti in ordinata. Le masse sono state divise in cinque classi che vanno da 1000 volte la massa terrestre (ossia tre volte quella di Giove) a tre volte quella del nostro pianeta.

Un andamento piuttosto chiaro salta subito all’occhio. Scendendo di massa il numero aumenta. Solo l’1.6% delle stelle possiedono pianeti giganti. Il 6.5 % possiede invece pianeti di massa intermedia (tra 10 e 30 volte quella terrestre, tipo Urano e Nettuno). L’11.8% ospita super-Terre, da 3 a 10 masse terrestri.

Gli astronomi hanno allora estrapolato i risultati e hanno stimato che il 23% delle stelle della nostra galassia dovrebbe avere pianeti grandi come la Terra nelle zone più vicine alla stella.

Questi “piccoli” numeri ci dicono, però, che su 200 miliardi di stelle della Via Lattea, ben 46 miliardi dovrebbe possedere una Terra in orbita stretta. Il numero crescerebbe ancora se si considerassero pianeti più lontani (e anche più vivibili). Il risultato, se confermato, sarebbe abbastanza sorprendente e andrebbe contro le comuni teorie che ipotizzano pochi pianeti piccoli nelle zone più “calde” dei sistemi planetari.

Se pensiamo che pianeti anche piccoli si sono trovati anche in stelle più piccole del Sole… Dovremmo far parte di una compagnia molto numerosa. Non ditemi però che ancora non si sono fatti sentire gli alieni. Un secolo e anche meno di telecomunicazioni sono un niente nella possibile storia dei segnali inviati e ricevuti da civiltà intelligenti.

percentuale di stelle con pianeti aventi masse differenti

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86 Commenti a “Una, cento, mille, miliardi di stelle con un pianeta come la Terra”

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se non ricordo male c’è un progetto di un telescopio da lanciare in orbita “langrangiana” che in teoria sarebbe in grado di vedere o cmq intraveddere i segni di pianeti simili alla terra.non chiedetemi il nome che non ricordo :-)..
se qualcuno ha intuito sa a che punto sta sto progetto?

Non è il James Webb Space Telescope? So che quello verrà lanciato in orbita lagrangiana, ma non so se riuscirà a vedere i pianeti…ora mi informo…

Articolo che conferma una cosa che mi sembra ovvia.
Se per una stella di massa enorme ce ne sono una miriade di altre con massa molto inferiore a quella solare, non vedo perché non possa valere la stessa proporzione in merito ai pianeti….

Red Hanuman scrive il 29 Novembre 2010 alle 13:18

Bell’articolo!!
Fà sempre piacere sapere che aumentano gli studi e le conferme di possibili pianeti simili alla terra.
Non dimentichiamoci ,però, che molto vicino a noi, si potrebbero analizzare ed esplorare corpi celesti che potrebbero poter sostenere una forma di vita primordiale o, fantasticando, anche intelligente :roll: .
Mi riferisco ai più grandi satelliti del sistema solare, Europa in primis, che con il suo mare salato sotto una coltre di ghiaccio potrebbe essere il primo candidato,seguito da Encelado e Callisto con caratteristiche simili o altri come Titano che presenta, ( unicità tra i satelliti naturali ) una spessa atmosfera composta di azoto e metano e presenza di laghi e fiumi di Metano ed etano al suolo, che hanno permesso di sviluppare l’ipotesi che su di esso esista un ciclo del metano simile al ciclo dell’acqua sulla terra.
Forza, che prima o poi andremo a bere una pinta di birra Neptuniana, in un pub sulle rive del lago Kraken di Titano!!! o su di un bellissimo pianeta extrasolare!!! :mrgreen:

Interessante articolo come sempre..!
E’ bello pensare a questi dati come una meta sempre più vicina ,ovvero quella di scoprire un pianeta roccioso simile al nostro per non parlare dell’esistenza di altre vite..in forme primordiali o magari in forme complesse.
Il tutto affascina e stimola l’immaginazione aumentardo la consapevolezza del contesto immenso a cui apparteniamo e dove (anche in piccolo) facciamo la nostra parte!

Non è meglio aspettare i segnale di ritorno,di quello lanciato verso M13 parecchi anni nel programma SETI? In fondo se tutto va bena manacano solo 54 mila anni,secolo più , millennio meno.Ruge.

Qui non centra la ricerca di vita aliena dotata di tecnologia… ma solo di pianeti che ne possano ospitare forme viventi simile a quelle presenti sulla Terra.
Al più potremmo pensare di puntare verso quelli “favorevoli” la prossima chiamata dal SETI; tanto, come hai detto tu, tra 54k anni avremo di nuovo la linea libera… :mrgreen:

AndreaGG scrive il 30 Novembre 2010 alle 06:30

Birra neptuniana? Non vale niente, prova la birra romulana marco!!!!!

michele scrive il 1 Dicembre 2010 alle 00:59

Questi dati, per ora di natura statistica, sono importantissimi ma quel che vorrei capire è se il nostro sistema solare con pianeti giganti, di massa intermedia, e rocciosi è o meno un’anomalia. Mi pare che finora di veri e propri sistemi solari( con più di 3 pianeti) ne siano stati scoperti pochi. E’ un limite delle nostre capacità di osservazione? Mi sono perso qualcosa?

michele scrive il 1 Dicembre 2010 alle 13:13

Dai voglio assaggiare anch’io la birra aliena!!
Grazie Enzo per questa stuzzicante news.
Cosa ne pensate del software SETI@home? Porterà mai a qualcosa? Qualcuno lo usa? Io lo avevo disinstallato dal mio vecchio PC perché rallentava tutto e mi sono sempre dimenticata di installarlo sul nuovo! Questo articolo mi ha ricordato che esiste, che bello.
:cool:

Francesca Diodati scrive il 1 Dicembre 2010 alle 19:39

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