Un pianeta veramente “alieno” Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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Le ricerche sui pianeti di altre stelle hanno ormai messo nel cassetto circa 500 oggetti. E il loro numero crescerà sempre più, in attesa di una nuova Terra. Finora, comunque, si parlava sempre di stelle della Via Lattea. E invece oggi abbiamo un vero alieno, proveniente da un’altra galassia. Un visitatore che ha viaggiato a lungo per venirci a trovare.

Conoscete l’Helmi stream (la corrente di Helmi)? Essa è formata da un gruppo di stelle che appartenevano a una galassia nana che è stata ingoiata dalla nostra da circa 6 a circa 9 miliardi di anni fa. Lo dimostra la loro velocità anomala e comune a tutte.

Su una di queste stelle (HIP 13044) è stato scoperto un pianeta poco più grande di Giove. L’oggetto non è poi tanto distante da noi, circa 2000 anni luce, ed è stato scoperto con il metodo spettroscopico al 2.2 metri dell’ESO. Il pianeta è particolarmente interessante anche perché è riuscito a passare indenne la fase di gigante rossa della sua stella. Essa, infatti, ha esaurito il combustibile del nucleo centrale, si è espansa come gigante rossa e ora si è nuovamente contratta cercando di bruciare l’elio. In altre parole, ciò che farà il nostro Sole tra circa cinque miliardi di anni.

Un pianeta veramente alieno

(Fonte: ESO/L. Calçada)

Il pianeta è oggi molto vicino alla sua stella, circa 0.05 volte la distanza Terra-Sole. La sua orbita si compie in soli 16 giorni. Non stupitevi, però, perché il pianeta era sicuramente più lontano all’inizio, ma si è avvicinato durante la fase di gigante rossa. Sicuramente non sono stati così fortunati i pianeti originariamente più vicini, ingoiati dalla loro madre cannibale. Il nostro pianeta extragalattico potrebbe rappresentare proprio il futuro di Giove. Tuttavia, esso si è salvato ma probabilmente prima o poi sarà ingoiato dalla stella.

Un ulteriore interrogativo legato a HIP 13044 è che essa è estremamente scarsa di elementi più pesanti dell’idrogeno e elio. Come ha fatto allora a formare un pianeta? Le nostre teorie sono in crisi, a meno che non esistano altri metodi di formazione. Abbiamo conosciuto veramente un alieno?

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29 Commenti a “Un pianeta veramente “alieno””

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Caro Enzo
due domande:
-nell’articolo affermi che HIP 13044 “ha esaurito il combustibile del nucleo centrale, si è espansa come gigante rossa e ora si è nuovamente contratta cercando di bruciare l’elio”…
Pensavo che il destino di una gigante rossa fosse quello di trasformarsi in una nana bianca e progressivamente spegnersi!!! Interpreto la tua affermazione nel senso, invece, che terminata la fase della trasformazione dell’idrogeno con l’espansione in gigante rossa, una stella può “ritornare a vivere” attivando la reazione nucleare dell’elio?

- è un pianeta gassoso o terrestre? Se è gassoso perché non potrebbe formarsi intorno ad una stella ricca solo di idrogeno e elio?

Antonio scrive il 28 Dicembre 2010 alle 11:25

Caro Enzo volevo chiederti se è il primo scoperto in questo gruppo “alieno” di stelle, se queste stelle sono tutte più o meno simili o altrimenti, se è altrimenti c’è quindi possibilità (un giorno e con le nuove tecniche in corso di elaborazione)
di trovare quì una nuova Terra…”aliena” naturalmente.
Viste le dimensioni sbaglio o dovrebbe essere gassoso?

Mario Fiori scrive il 28 Dicembre 2010 alle 12:23

avevo trovato un video al riguardo… non un granchè… comunque lo posto:
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nPoj4r5FbeA

elisabetta scrive il 28 Dicembre 2010 alle 12:29

caro Antonio,
la fase di bruciamento dell’elio è molto breve e precede il collasso finale che la farà esplodere in nebulosa planetaria e la formazione di una nana bianca.
Caro mario,
penso sia il primo. E’ di tipo gioviano e quindi sicuramente gassoso. Pianeti terrestri? forse sì, come le “nostre” stelle. Tuttavia, sono stelle molto antiche e potrebbero essere vicine alla loro fine. meglio cercare a casa nostra… :wink:

Scusate una domanda sciocca dovuta alla mia ignoranza.
Una stella quando converte l’idrogeno in elio, se non sbaglio, perde massa e di conseguenza forza di attrazione gravitazionale.
Non è per questo che il suo diametro aumenta?
Per cui un pianeta dovrebbe allontanarsi dal ‘centro’ della stella.
È vero che anche il pianeta, così almeno penso, perde energia e rallenta la sua velocità e tende ad avvicinarsi alla stella ma la perdita di forza di attrazione dovrebbe essere superiore alla perdita di velocità.
Perché allora si avvicina aumentando conseguentemente la velocità ed energia cinetica?

walter scrive il 28 Dicembre 2010 alle 18:14

e’ molto interessante qullo che fai, mi fai viaggiare nello spazio, l’astronomia mi appassionava da piccolo, ora però mi rendo conto come sia una disciplina molto articolata, che mi perdo in tutti i dettagli, nomi cifre che descrivi, chiedo troppo per un linguaggio pi sintetico e semplice a portata dei dilettanti ma tanto ugualmente assetati di sapere? :oops:

@Walter,
nella conversione di idrogeno in elio si produce essenzialmente energia e non vi è perdita di massa significativa. Il diametro aumenta in quanto la stella non ha più idrogeno a sufficienza nel nucleo e inizia a bruciare quello degli strati più esterni. nella fase di gigante rossa si stravolgono i rapporti di distanza tra superficie della stella e pianeta e cambiano le forze mareali oltre che l’emissione di gas che potrebbe “frenare” il moto planetario e fare decadere la sua orbita. Scendere su orbita più bassa vuole perdere energia orbitale ed è quella che conta nel sistema stella-pianeta. Se si frena un oggetto, esso scende di orbita. Se si accelera esso allarga l’orbita, come capita nel sistema di Saturno. OK?

caro Montesi Luca,
tu hai ragione, ma - a volte - se divento troppo divulgativo qualcuno mi chiede di essere più “professionale”. Io cerco di fare entrambe le cose, a volte rimanendo a livelli semplici, a volte dando dettagli più approfonditi.
Probabilmente, bisognerebbe inserire più spesso articoli generali di spiegazione dei fenomeni più importanti del Cosmo. ma sono veramente tanti e dovremmo avere più spazio per non creare confusione. Comunque, terrò presente la tua giusta richiesta! :wink:

Scusate, io non ho ancora capito perche’ rappresenterebbe un problema dei vari modelli teorici l’affermazione “HIP 13044 è estremamente scarsa di elementi più pesanti dell’idrogeno e elio. Come ha fatto allora a formare un pianeta?”

Gianluigi scrive il 29 Dicembre 2010 alle 14:06

@Gianluigi,
i pianeti, compresi quelli gioviani, hanno una composizione chimica che prevede una quantità non scarsa di elementi più pesanti, come carbonio, ossigeno,ammoniaca, ecc.

:roll: Caro Enzo,
faccio un’ipotesi.
Potrebbe essere che la nebulosa originaria, contenesse solo il minimo necessario per creare quel sistema solare.
Altri sistemi solari, ipotiziamo il nostro, si sono originati da una nebulosa con quantita’ maggiori di questi elementi, ma la natura ha creato 9 pianeti ed il resto e’ rimasto nella stella.
spero di essere stato chiaro…..ho mal di testa e la febbre :roll:

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