La prima sonda in orbita di Mercurio Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Pierluigi Panunzi

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La sonda Messenger della NASA è entrata felicemente in orbita intorno al pianeta Mercurio: è la prima volta nella storia delle sonde spaziali e proprio da questa sonda ci aspettiamo immagini dettagliatissime del pianetino roccioso.

Il 17 marzo la sonda Messenger è entrata in orbita intorno al pianeta Mercurio, il più vicino al Sole, ponendo così una pietra miliare nella scienza e nella tecnica spaziale.

“Questa missione continuerà a rivoluzionare la nostra conoscenza di Mercurio durante quest’anno” ha affermato l’Amministratore della NASA Charles Borden, presente al centro di controllo della missione Messenger al laboratorio John Hopkins, quando i tecnici hanno ricevuto i dati telemetrici che confermavano l’immissione in orbita, “La scienza della NASA sta riscrivendo i libri di testo. La Messenger è un grande esempio di come i nostri scienziati stanno apportando innovazioni alla conoscenza umana”

La Messenger in orbita

una libera interpretazione artistica della sonda Messenger in orbita intorno a Mercurio

Poco dopo le 9 del mattino locali, i tecnici del Centro Operativo hanno ricevuto gli attesi segnali radiometrici che confermavano lo spegnimento dei motori e il successivo inserimento della sonda Messenger in orbita intorno al pianeta Mercurio. La sonda MESSENGER (ndr: è una sigla! deriva da “MERcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging”) ha ruotato di nuovo per puntare verso la Terra alle 9:45 e ha iniziato a trasmettere dati. Dall’analisi di questi ultimi, i tecnici hanno confermato lo spegnimento dei motori avvenuto correttamente con tutti i sistemi di bordo che confermavano l’evento senza segnalazioni di errori. Il motore principale era stato acceso per circa 15 minuti alle 8:45, rallentando così la sonda e permettendone l’ingresso in orbita. Questo incontro avveniva a circa 144 milioni di km dalla Terra.

“L’immissione in orbita della Messenger è stata di gran lunga l’evento più importante per la sonda da quando è stata lanciata, circa sei anni e mezzo fa” dice Peter Bedini, PM del laboratorio di Fisica Applicata (APL) “Tutto ciò è stato ottenuto grazie al lavoro tremendo durante la navigazione, guida e controllo da parte dei tecnici di volo che hanno accompagnato la sonda nel suo viaggio di più di 7 miliardi di km”. Ed i tecnici dell’APL nei prossimi mesi si occuperanno del compito di assicurarsi che tutto a bordo funzioni bene in quelle condizioni ambientali molto severe. Il 23 marzo gli strumenti di bordo verranno accesi e testati ed il 4 aprile la fase scientifica primaria della missione potrà avere inizio. Il laboratorio APL ha progettato e disegnato la sonda ed opera per conto della NASA a Washington.

“Nonostante Mercurio sia molto vicino alla Terra, per varie decadi è rimasto inesplorato” dice Sean Solomon, scienziato del team Messenger del Carnegie Institution di Washington, “E per la prima volta nella storia un osservatorio scientifico sta orbitando il pianeta più interno del nostro Sistema Solare. Si potranno dunque svelare i segreti di Mercurio e le loro implicazioni sulla formazione ed evoluzione dei pianeti di tipo terrestre“.

Tradotto da “Historic First: A Spacecraft Orbits Mercury”

Piccola appendice fotografica

Mercurio ripreso dalla sonda

Qualche anno fa la sonda Messenger aveva scattato tra le tante una foto stupenda del pianeta roccioso Mercurio, quando ancora era in fase di avvicinamento al pianeta nel suo complesso piano di volo. Ora che è in orbita potrà effettuare una ricognizione fotografica di tutta la superficie del pianeta, che era tutt’altro che completa, ottenuta finora con le sonde che precedentemente l’avevano raggiunto ma per poi abbandonarlo, proseguendo nel loro viaggio.

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11 Commenti a “La prima sonda in orbita di Mercurio”

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quindi la sonda mariner ha fatto solo una toccata e fuga?

peppe scrive il 18 Marzo 2011 alle 14:18

sì, infatti la Mariner 10 ha effettuato tre sorvoli, ma non era previsto che potesse entrare in orbita.
Dunque dopo Giove con la Galileo, Saturno con la Cassini, Marte con varie sonde, ecco che anche Mercurio ha la sua sonda orbitante!

pierluigi scrive il 18 Marzo 2011 alle 18:03

Fantastico! In attesa che anche la New Horizons arrivi su Plutone (mi sembra incredibile da dire hehehe) ne mancano solo 2 all’appello :mrgreen:

stefano - sgrdust scrive il 18 Marzo 2011 alle 21:27

@stefano - sgrdust
Purtroppo però la sonda New Horizons NON entrerà in orbita di Plutone ma lo incrocerà ad altissima velocità per passare oltre… :sad:
Per quanto riguarda Venere e Urano dovrebbe essere previsto il lancio di un orbiter entro i prossimi 20 anni :shock:
Infine per Nettuno… beh niente in vista… :cry:
la situazione non è proprio rosea… ma ci accontentiamo di quello che abbiamo, soprattutto la Cassini e le sonde intorno a Marte!
ed ora la Messenger!!!

pierluigi scrive il 18 Marzo 2011 alle 21:45

Venere ha la Venus express dell’ESA.

Mario Bioletti scrive il 18 Marzo 2011 alle 22:15

@Mario
è vero, hai perfettamente ragione!
non dobbiamo aspettare anni e anni!

pierluigi scrive il 19 Marzo 2011 alle 09:21

visto che ci sono, ricordo pure la sonda Dawn, che alla fine di quest’anno raggiungerà l’asteroide Vesta, in orbita del quale rimarrà per un anno, per dirigersi poi verso Cerere, dove arriverà nel 2015 per rimanere nella sua orbita! Una missione veramente spettacolare!
A suo tempo parlerò estesamente anche di questa sonda! :wink:

pierluigi scrive il 19 Marzo 2011 alle 09:26

La missione della sonda Down è proprio affascinante, non vedo l’ora! E nel 2015 fra Plutone (New Horizons) e Cerere (Dawn) ci sarà da divertirsi coi “pianeti nani”. Incrocio le dita. Chissà cosa scoprirà di nuovo Messenger. Mercurio a prima vista sembra poco interessante, una specie di Luna troppo cresciuta, in realtà è un pianeta curioso, con la sua grande densità, l’ipotizzato grande nucleo di ferro e le teorie sulla sua formazione, il suo campo magnetico, pur piccolo, qualche traccia di “atmosfera” (o forse meglio dire esosfera), e altro ancora. Poi la sua precessione del perielio che ha messo in difficoltà la meccanica Newtoniana finché la piccola discrepanza non l’ha spiegata Einstein. Buona indagine, Messenger!

Al Ien scrive il 21 Marzo 2011 alle 13:28

:mrgreen: ciao a tutti ! sono un ragazzo di 23 anni appassionato di astonomia fin da bambino da quando vidi con mio padre nel 97 la cometa di Hale-Bopp! Ieri cercavo un’immagine di mercurio e mi sono imbattuto in questo articolo! Dopo averlo letto mi sono fatto un giretto in questo sito!! nn ho parole è bellissimo complimenti a chi lo gestisce… grazie a voi con il mio piccolo telescopio potro scoprire meglio la volta celeste :-) grazie di cuore :oops:

Andrea87 scrive il 23 Marzo 2011 alle 02:50

@Andrea87
Benvenuto! Ricordo benissimo anche io la cometa Hale Bopp, ed è stato allora che, come te, mi sono appassionato. Facevo il militare e durante quelle notti di tempo ce n’era per guardare il cielo :lol:

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