Viaggio nella costellazione del Toro – seconda parte
di Pierluigi Panunzi, pubblicato il 4 aprile 2011 alle 09:01
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Stiamo volando negli spazi siderali all’interno della costellazione del Toro. Il nostro viaggio virtuale prevede una tappa in prossimità delle Pleiadi, il famosissimo ammasso stellare aperto, ben visibile nei nostri cieli.
Iniziamo l’analisi da vicino delle Pleiadi ordinando alla nostra astronave di posizionarci dalle parti di Pleione: se guardiamo verso Atlas, la vedremo isolata e luminosissima (magn. -10), davvero un faro nella notte. Questo succede perché la distanza tra le due stelle è 0.7 anni luce, che, se ci pensiamo bene, è appena un sesto della distanza di Proxima Centauri dal Sole (4.2 anni luce).
Se invece da Pleione guardiamo in direzione del “fondo” dell’ammasso e cioé verso la parte più lontana (per intenderci, verso i 400 anni luce e oltre), allora vedremo un gruppetto di stelle (Alcione, Electra, Taygete e 18 Tau) abbastanza vicine nel cielo, seppure dall’altro lato del gruppo. Seguite questo ragionamento spostandovi tra le stelle dell’ammasso con il programmino: sempre nei limiti della sua precisione, potrete verificare che il tutto torna!
Invece se andiamo dalle parti di Taigete (cioè verso il lato più lontano dell’ammasso, a 410 anni luce) e puntiamo verso il lato opposto, vedremo un gruppetto di Pleiadi nella stessa zona del cielo con sullo sfondo altre stelle che ovviamente non vediamo nel programma, perché non fanno parte dell’ammasso. Troviamo infatti la rossa Antares (α Scorpii) da un lato e più sotto a sinistra Achernar (α Eridani), con Agena, Mimosa e Acrux (appartenenti a costellazioni non visibili alle nostre latitudini, rispettivamente β Centauri, β e α Crucis) in un’altra zona. Più in alto verso destra vediamo Spica (α Virginis) che viceversa avevamo già immortalato in altre foto.
Se infine ci rechiamo nei pressi della stella più luminosa dell’ammasso, Alcione, che si trova sempre dalla stessa parte del cielo di Taigete, vedremo più o meno le stesse stelle precedenti, con le stelle lontane sullo sfondo che si saranno un po’ spostate: infatti Antares ora è proprio in mezzo alle stelle dell’ammasso. Ancora una volta il fatto di analizzare in tre dimensioni delle stelle nel cielo ci fa scoprire sempre nuove situazioni, che stando invece sulla Terra non possiamo nemmeno immaginare!
Siamo arrivati all’ultima tappa del nostro viaggio: HIP 17583. Dal programmino sappiamo che da lì potremo vedere (ma non ho scattato foto) le stelle dell’ammasso sparpagliate per il cielo, tutte molto brillanti: il nostro fido navigatore Celestia ci dice che quasi tutte le Pleiadi hanno da qui una magnitudine negativa e la più brillante è Alcione, con un valore pari a -5, dunque più brillante del pianeta Venere.
Un ammasso di stelle simili
Abbiamo già visto che le stelle principali delle Pleiadi, le più brillanti e più note, appartengono tutte alla stessa classe spettrale B e dunque hanno una storia comune. Un’altra caratteristica che possiedono è di essere tutte più grandi del Sole.
Nel diagramma che aggiorno in ogni puntata dei nostri viaggi, ho inserito le nove stelle principali delle Pleiadi per confrontarne la grandezza con le altre stelle fin qui incontrate. Si tratta di stelle tutte più grandi del Sole con una grandezza che parte già da 2.4 volte per Asterope e Celeno, che sale poi a 4, 5 e 6 volte (Atlas) per arrivare ad Alcione che è una bella gigante (39 volte il Sole) : perfino più grande della ancor più famosa Aldebaran!
Non a caso Alcione è la stella principale del gruppo e tutto sommato una capatina dalle sue parti vale la pena di farla: se con la nostra astronave ci posizioniamo ad 1 unità astronomica, la distanza Sole-Terra, avremo di fronte una stella bluastra molto luminosa (quasi -34 di magnitudine) e molto grande. Ricordate che noi vediamo il Sole con un diametro di mezzo grado? Ebbene Alcione da quella distanza ha un diametro di quasi 18°.
Per meglio capire quanto sarebbe grande questa stella seppure da una distanza ragguardevole, pensate che la distanza angolare tra le due stelle Betelgeuse e Rigel (viste dalla Terra e che oramai conosciamo molto bene!) è di poco più di 18°: un problema di non facile soluzione è che un pianeta ad 1 UA da questa fornace bluastra sarebbe assolutamente inadatto alla vita…
Qualche nome
Le stelle che abbiamo incontrato in questa tappa dei nostri viaggi hanno tutti i nomi di personaggi mitologici, trattandosi delle sette figlie di Atlas e Pleione: questo spiega perciò il perché le stelle dell’ammasso che hanno un nome sono effettivamente nove. Le sette figlie più i genitori: una famiglia al completo!
C’è da dire che in alcuni casi ovviamente noi utilizziamo i nomi italiani (ad esempio Alcione, Taigete, Elettra, Celeno) che possiamo trovare in dizione inglese (Alcyone, Taygeta, Electra, Celaeno), mentre in altri il nome rimane identico. Inoltre Asterope e 22 Tau si possono anche trovare denominate Asterope I e Asterope II, dove il nome Asterope diventa anche Sterope.
Un arrivederci
Abbiamo concluso il nostro viaggio tra le stelle del Toro: se lo effettuassimo davvero (magari fra qualche migliaio di anni) ci imbatteremmo anche in questo caso in stelle multiple. Recandoci ad esempio a debita distanza da Alcione, sicuramente il nostro navigatore stellare vero ci segnalerà che si tratta di un sistema stellare composto da 5 stelle (almeno secondo le conoscenze attuali), mentre Atlas, Elettra e Taygete sarebbero segnalate come stelle binarie. Non voglio appesantire l’articolo con altre informazioni al riguardo: la promessa è che riparlerò di tutte le stelle multiple incontrate finora (praticamente quasi tutte quelle di cui ho parlato…) in un’appendice ai viaggi virtuali, o forse creerò un articolo che man mano aggiorno. Questo perché sono riuscito a trovare un sito molto ricco di informazioni sulle stelle singole o multiple, di non facile ed immediata comprensione, ma assolutamente fantastiche. Vi posso già anticipare che Alcione è formata da un gruppo assortito di stelle azzurre, bianche e bianco-gialle, di grandezze variabili da giganti a nane: una costellazione nella costellazione nella costellazione …
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@Pierluigi: Bravo!!! Sono sempre più entusiasta del tuo lavoro!!!
Posso solo immaginare la bellezza di un cielo pieno di stelle come quello che si vedrebbe da una qualsiasi stella delle Pleiadi.
Bellezza solitaria, pero! Stelle troppo giovani e calde, sistemi multipli che non permetterebbero la facile esistenza di eventuali pianeti….
Altra cosa bella del tuo articolo (oltre alla favolosa applet, naturalmente), è il confronto delle varie stelle. Da proprio l’idea del fatto che il Sole è una stella nana….
Ma, almeno in questo caso, il “Nano” non “è una carogna, di sicuro” ……
“”un problema di non facile soluzione è che un pianeta ad 1 UA da questa fornace bluastra sarebbe assolutamente inadatto alla vita…”"
Quindi per rendere abitabile la Terra in orbita attorno ad Alcione bisognerebbe porla a 39 u.a. per avere esattamente le stesse condizioni del nostro Sole? Oltre che la stessa dimensione apparente del Sole, anche la temperatura sarebbe uguale?
@Moreno

confesso di non avere le conoscenze adatte per poterti rispondere.
Io ho fatto una valutazione ad occhio…
Magari aspettiamo il grande Enzo che viceversa conosce a fondo l’argomento!
@Red
il paragone tra il Sole e le altre stelle è proprio il file rouge dei miei articoli: io stesso avevo solo una vaga idea di quanto potessero essere grandi e mostruose le stelle!
Non che il Sole, nel suo piccolo, sia da meno!
Basta vedere le bellissime foto fornite quotidianamente dalle sonde SOHO e STEREO…
Ma questo nuovo programma, è gratuito?
@Marco

è un programma originale, progettato e scritto da me!
E’ in evoluzione continua dato che lo sto espandendo a seconda delle esigenze e delle idee, che mi nascono scrivendo gli articoli o progettandone altri…
Già nei prossimi articoli si vedranno altre possibilità!
@gli interessati
rimanete sintonizzati!
@Marco
E’ gratuito
@Moreno: Non sono un’esperto, ma vediamo se riesco ad arrivarci lo stesso.
Approssimiamo (molto brutalmente) la zona di abitabilità con l’orbita in cui un’ipotetico pianeta riceve dalla sua stella la stessa intensità luminosa per metro quadro che riceve la Terra dal Sole.
L’intensità luminosa ricevuta possiamo supporre che vari in relazione alla superficie radiante della stella, alla temperatura superficiale della stessa (stelle più calde irradiano di più) e alla distanza del pianeta dal suo astro.
Supponendo che Alcione abbia la stessa temperatura superficiale del Sole, allora la sua differenza di intensità luminosa con il Sole dipenderebbe solo dalla sua superficie, e quindi varierebbe col quadrato del raggio. Siccome l’intensità della radiazione diminuisce col quadrato della distanza, è facile supporre che con un raggio 39 volte maggiore di quello del Sole, allora l’ipotetica Terra dovrebbe trovarsi a 39 UA.
Ma visto che Alcione è più calda del Sole in superficie, ne deriva che l’ipotetica Terra va allontanata ancora di più delle 39 U.A. che hai proposto….
)
(Spero di non aver scritto cavolate!!! Enzo, se sbaglio, pensaci tu a rimediare….
Ok, grazie. Domani proverò a scaricarlo.
@Marco
Il software è un’applet Java, quindi “gira” sul tuo browser e non occorre scaricare nulla.
Cosa significa ” Applet “?