Utilizzando misure precise degli ammassi galattici e informazioni derivanti dagli oggetti dell’Universo primitivo, un giovane ricercatore australiano (Florian Beutler) è riuscito a calcolare la costante di Hubble con un errore inferiore al 5%. Il nuovo valore concorda con le misure precedenti.
Sappiamo bene che la costante di Hubble è un numero chiave in astronomia in quanto permette di calcolare le dimensioni e l’età dell’Universo. Mentre esso si espande, ogni galassia si allontana da noi e la costante di Hubble lega strettamente la velocità di espansione di un oggetto alla sua distanza.
Analizzando la luce che proviene da una certa galassia è abbastanza semplice misurare la sua direzione e la velocità a cui si allontana. Molto più difficile è calcolare la sua distanza dalla Terra. Essa si ottiene normalmente osservando la luminosità di un singolo oggetto all’interno di una galassia e, conoscendo certe caratteristiche dell’oggetto, risalire alla distanza dell’intera galassia. Questo sistema di misura si base su una legge ben stabilita e verificata, ma subisce non pochi problemi da parte di errori sistematici.
Il lavoro mastodontico di Beutler ha preso in considerazione ben 125000 galassie vicine, tenendo però conto dei loro raggruppamenti in ammassi (i movimenti all’interno di un ammasso non sono legati all’espansione dell’Universo). Con calcoli complicati e riferimenti alle condizioni osservabili nelle galassie più antiche, il giovane ricercatore ha potuto stabilire un nuovo e più preciso valore della costante di Hubble: 67.0 +/- 3.2 km s-1 Mpc-1.
Le galassie utilizzate nella ricerca. Al centro vi è la Terra e ogni punto dell’immagine rappresenta una singola galassia
Allargando l’insieme di galassie si potrà migliorare ancora, per iterazioni successive, il valore ottenuto. Ricordiamo che la costante di Hubble è una costante solo per un certo tempo t, ma varia con esso.
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20 Commenti a “La costante di Hubble sempre più accurata”
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Una domanda: non ho capito bene l’unità di misura della costante di Hubble. Grazie.
@Raffaele,
non essendo cambiato di molto il valore precdente, ma avendo solo aumentato l’accuratezza, l’età stimata è sempère la stessa: 13.7 miliardi di anni, al limite è aumentata di qualcosina…
Per creare qualcosa in laboratorio dovremmo prima sapere come funziona la cosa che si vuole imitare. Direi che per adesso è solo fantascienza pura. Oltretutto costruire qualcosa di cui facciamo parte… Una bolla den tro una bolla? Meglio non pensarci ancora….
@Antonio,
è scritto nel testo: km sec-1 megaparsec-1
@enzo,
se puoi mi spieghi l’ultima frase. Vuole forse dire che oggi la costante è questa (per noi), ma nel passato era diversa e quindi è diversa per le stesse galassie osservate?
esattamente gaetano: la costante è tale per tutti gli oggetti ad un certo tempo t. Al tempo t1 cambia e cambia ovviamernte per tutti…
Grazie, a proposito di bolla (nella risposta a Raffaele) ti posso chiedere cosa pensi del “multiverso o andiamo troppo fuori tema.
cari ragazzi,
ho in archivio sia un articolo sulla costante che sul multiverso… Chiediamo a Stefano che li metta in linea quanto prima… Comunque è vero: la costante di Hubble vale per un certo tempo t, all’inizio era diversa e domani anche… Un pochino di pazienza… ![]()
Domattina inizio con il primo della serie! ![]()
Mi credete se vi dico che era la risposta che speravo di ricevere ![]()
grazie mitico Stefano!!!! ![]()
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Caro enzo,in base al nuovo calcolo della costante di Hubble,adesso che età ha l’universo?
12,15,20 miliardi di anni? di più? di meno? quanti?
Adesso una piccola domandina non proprio attinente alla costante di Hubble,o forse si,Enzo visto che l’espansione determina una diluizione della materia ordinaria (stelle,pianeti,galassie ecc) vorrei sapere se potremo diventare creatori di universi in laboratorio? Non parlo enzo di salvarci le chiappe dalla morte termica del nostro universo,ma potremo garantire che la vita continui anche quando noi non ci saremo più? Potranno gli scenziati diventare simili a Dio?
Ciao a tutti!