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a cura di Vincenzo Zappalà

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Come faremmo senza Chandra? Se Hubble ci rivela un Universo magnifico e sempre nuovo, Chandra ci permette di vedere l’invisibile e scrutare i segreti più nascosti e violenti. Questa volta è il turno di una coppia di buchi neri, molto vicini (160 milioni di anni luce da noi), situati al centro di una galassia a spirale apparentemente “normale” e simile alla nostra.

La galassia in questione si chiama NGC 3393 e in Fig. 1 la vediamo in una vecchia immagine.

Una vecchia immagine di ngc 3393

Figura 1

Non era difficile pensare che fosse un oggetto estremamente attivo, una galassia detta di “Seyfert”, a causa delle righe spettrali di gas ad alta ionizzazione. Chandra non ha visto l’ora di mettere il suo “naso” all’interno del luminosissimo nucleo ed ecco che la sua capacità di vedere i raggi X ha fatto apparire non uno ma due buchi neri, separati da solo 490 anni luce.

Qual è stata la causa che ha creato questa coppia potentissima e vicina? Quasi sicuramente l’unione di due galassie di massa diversa almeno un miliardo di anni fa. Non è il primo caso del genere. Questo è però il più vicino e ha permesso di separare i due oggetti super massicci quasi a contatto.

Chissà quanti altri ne esistono nelle galassie attive e non si identificano a causa della distanza troppo grande. La NGC 3393 ha però una caratteristica particolare: pur essendo nata dallo scontro tra due sorelle ha mantenuto una forma a spirale quasi perfetta. Nessun segno chiaro di un evento così grandioso, che solitamente lascia strutture piuttosto anomale.

L’unica possibilità è, quindi, che l’unione sia stata tra una galassia grande e una molto piccola, non in grado di perturbare la forma della sorella maggiore. Eppure i loro buchi neri si sono avvinghiati uno all’altro. Si dovrà cambiare il metodo di selezione per trovare altri casi del genere: non più guardare a galassie strane, ma anche a galassie dall’apparenza normale.

I due buchi neri dovrebbero essere, teoricamente, di massa ben diversa tra loro. Non lo possiamo confermare per adesso, anche se entrambi sono sicuramente superiori a milioni di masse solari. Cosa faranno nel futuro? Rimarranno staccati o si uniranno anch’essi?

Quante domande e quanto studio c’è ancora da fare per conoscere l’Universo anche relativamente vicino. Godiamoci, per adesso, in Fig. 2 l’immagine della NGC 3393 composta da luce visibile e da raggi X. In alto a destra il nucleo nell’X, separato in due dall’insostituibile Chandra.

NGC 3393 composta da luce visibile e da raggi X

Figura 2

Nella Fig. 3 riporto, invece, un primo piano della strana coppia.

primo piano della strana coppia

Figura 3

E pensare che fino a pochi anni fa si pensava che i buchi neri fossero un’invenzione dei fisici teorici… Mi ricorda l’acqua nel Sistema Solare, i crateri della Luna e altre idee preconcette che sono cambiate drasticamente senza che nemmeno ce ne accorgessimo…

Ci fossero dei compagni galattici con cui condividere le reciproche conoscenze! Che bello, sarebbe… magari l’uomo cambierebbe anche la propria visione egocentrica, boriosa e megalomane del Cosmo. Oppure no? Forse è meglio non rovinare gli altri…

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14 Commenti a “Una coppia molto vicina”

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Questa volta è il turno di una coppia di buchi neri, molto vicini (160 milioni di chilometri da noi),

Chilometri o anni luce? Se sono chilometri possiamo precipitare dentro

Sandro scrive il 17 Novembre 2011 alle 10:46

giustissimo!
condivido tutto, soprattutto la “filosofia” del paragrafo finale!

Enzo, forse c’è una correzione da fare in testata: (160 milioni di chilometri da noi / 160 milioni di anni luce da noi?).

Sandro scrive il 17 Novembre 2011 alle 12:19

eh beh credo proprio…. :cool:

Bellissimo articolo… magari potessimo avere qualche compagno galattico che violasse la I^ direttiva.. magari venendo in pace! :lol:

:neutral:

martino scrive il 17 Novembre 2011 alle 14:17

grazie Sandro!!!!
AIUTO Stefano… intervieniiiiiiiiiiiii…….!!!!!!!!!!!!!

Si tratta ovviamente di anni luce. Grazie per la segnalazione!

Affascinante Enzo, allora le galassie attive di Seyfert forse avranno tutte questa situazione?
Chandra si dia da fare ed esplori l’inesplorabile per darci risposte.
Non denigriamo il nostro povero Hubble, però, il fascino delle meraviglie che ci ha fatto vedere, e spero continui ancora un po’ a farci vedere, resta intatto; non vorrei apparire troppo conservatore o nostalgico (non è nel mio carattere) ma certe visioni tradizionali mi meravigliano sempre, anche se è ovvio che si deve esplorare con strumenti più perfezionati e in grado di vedere oltre l’occhio umano.

Mario Fiori scrive il 18 Novembre 2011 alle 08:33

L’Universo e tutto ciò che lo compone mi affascinano troppo. Non ci sono parole per descrivere la sua maestosità e bellezza, è per questo che amo tutte quelle discipline che attraverso studi complessi cercano di capirne l’orgine. E’ straordinario come una Supernova può arrivare a diventare un buco nero (da me sempre amato profondamente), è così affascinante con le sue sconosciute caratteristiche.
In confronto a tutti gli enti galattici mi sento così piccola e inutile ma è una sensazione bellissima

Ludovica scrive il 1 Dicembre 2011 alle 19:59

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