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a cura di Vincenzo Zappalà

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Uno studio di meccanica celeste, nemmeno troppo difficile da effettuare, ha ridotto di molto le condizioni abitabili per eventuali compagni alieni. Le piccole stelle difficilmente potrebbero ospitarli e “mantenerli”…

Sappiamo benissimo che cosa s’intende per “zona abitabile” relativa a una stella. E’ quella fascia di possibili posizioni attorno ad essa che, per le condizioni di temperatura, potrebbero permettere la presenza di acqua allo stato liquido. Essa, infatti, sembra il requisito fondamentale per qualsiasi forma di vita biologica superiore, sempre che si basi (come sembra assodato dalle molecole complesse trovate nell’Universo) sul ciclo del carbonio.

Abbastanza recentemente, si è visto che vi sono numerose nane rosse (stelle di massa inferiore al Sole) che ospitano sistemi planetari e in essi cominciano a trovarsi oggetti inseriti nelle zone abitabili. Essendo le nane rosse numerosissime, anche se difficilmente osservabili fino a pochi anni fa, ci si era illusi che la vita poteva avere a disposizione molte più stelle, anche ben più piccole del nostro Sole. Per queste, ovviamente, la zona abitabile si situa ben più vicina all’astro centrale, date la minore luminosità ed energia, regalate al corteo planetario. Poco male si diceva… anche se vicini è meglio che niente.

E invece no! Basta, infatti, fare pochi calcoli sugli effetti mareali che una stella del genere può causare sui pianeti relativamente prossimi a lei, per distruggere molte speranze. Gli effetti sono essenzialmente tre:

1) la marea tende a portare l’asse di rotazione del pianeta verso una direzione perpendicolare al piano dell’orbita. Senza inclinazione (nel nostro caso è di 23°) non vi sarebbero stagioni (per orbite circolari, ma questo è anche un effetto secondario legato alla marea). Senza stagioni alcune zone del pianeta sarebbero al freddo più intenso ed altre in una continua estate. Non basta, però. Il caldo torrido dell’equatore comporterebbe una rapida evaporazione dell’atmosfera, mentre la notevole variazione termica tra poli e zone tropicali causerebbe spaventosi venti e tempeste.

2) La marea, come nel caso del satellite Io di Giove, causerebbe un riscaldamento notevole dell’interno planetario (sempre che l’ipotetica Terra sia accompagnata da altri fratelli più lontani che tenderebbero a perturbare leggermente la sua orbita) e la formazione parossistica e continua di vulcani su scala globale.

3) Forse addirittura il più grave. L’azione della marea comporta una perfetta sincronizzazione tra periodo orbitale e periodo di rivoluzione, come è capitato per la Luna rispetto alla Terra. Questo vorrebbe dire che il pianeta volgerebbe sempre la stessa faccia alla stella. Metà del mondo vivrebbe costantemente con il Sole sopra l’orizzonte e l’altra metà non lo vedrebbe mai. Lascio a voi immaginare le differenze di temperatura tra i due emisferi e i gradi che si raggiungerebbero in un caso e nell’altro.

I tre effetti renderebbero la vita molto problematica, oltre che agire pesantemente sull’atmosfera e sul mantenimento di acqua liquida e non solo ghiacciata o vaporizzata.

Doccia fredda per gli alieni!

Il nostro Gl581g è troppo vicino alla

sua piccola stella rossa… Niente

alieni su di esso (molto

probabilmente).

Un test compiuto su GI581g (un esopianeta candidato per essere un corpo situato nella zona abitabile), ha proprio mostrato che la sua orbita è sincronizzata con la rotazione e che l’asse è perpendicolare al piano orbitale.

Nessuna stagione, troppo caldo o freddo, e quindi niente acqua liquida, oltre a tutto il resto.

Mi sa che dobbiamo accontentarci di stelle di tipo solare… Peccato!

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40 Commenti a “Doccia fredda per gli alieni!”

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:grin: Mai disperare,se non sappiamo cosa avverrà stasera.

grazie! interessantissimo!!!! Ciao

Difficile chiaramente ma…non so’ mi sento lostesso ottimista.
Forse troppo sognatore Caro Enzo.
Preciso ed interessante come sempre, carissimo.

Mario Fiori scrive il 25 Novembre 2011 alle 10:30

Non preoccupatevi!!!
Le stelle di tipo solare sono, comunque, miliardi di miliardi di miliardi…
Presenze aliene sono più che possibili: direi certe!!!
Solo che non abbiamo alcuna possibilità di comunicare con questi amici alieni: almeno per il momento!

Antonio scrive il 25 Novembre 2011 alle 13:31

Secondo me è sarebbe una grossa limitazione della mente umana e, aggiungo, un grosso errore, pensare che i pianeti che possano (o hanno) ospitato la vita intelligente esistano solo su stelle di tipo solare.
Del resto noi abbiamo conosciuto solo questa e, franacamente, è un po poco…

Sandro scrive il 25 Novembre 2011 alle 13:55

Va beh, insomma, non che è che stiamo sgomitando in mezzo ad una galassia piena di alieni…a dire il vero troverei molto più interessante scoprire delle forme di vita estremamente semplici (virus) su un asteroide o una cometa, o chissà, su marte ( anche se, mi pare, che di batteri fossili su marte ci sia già il dubbio concreto ).

andrea scrive il 25 Novembre 2011 alle 18:02

di nuovo la riprova che la vita non è un gioco ed è un’estrazione più che fortunata..dobbiamo ancor di più apprezzare ciò che siamo !

Caro enzo bellissimo articolo,voglio scusarmi con te e i blogger per aver alzato di molto il tono,nel precedente post,in particolare con bertu pg,giustamente ognuno la vede a modo suo.
Adesso riguardo all’articolo odierno,mi trovo d’accordo con la tesi di antonio che le stelle di massa solare sono miliardi di miliardi e la vita anche intelligente troverà il modo di svilupparsi e sopravvivere.
Ciao a tutti!

Raffaele scrive il 25 Novembre 2011 alle 20:12

Magari mondi del genere non potrebbero sostenere vita intelligente, ma forme di vita molto semplici come batteri o alghe perchè no? Ci sono batteri sulla Terra che vivono in condizioni tali da uccidere all’istante un essere umano, eppure per loro quei posti sono ottimali. Sappiamo ancora troppo poco sulla vita nell’universo per decidere dove può o non può svilupparsi, per ora abbiamo potuto esaminare solo il nostro pianeta eppure abbiamo trovato una varietà enorme di specie. Ritengo Enzo che, come scrivi sovente tu, anche in questo caso vadano usate cautela ed umiltà: in fondo a noi la Terra pare un paradiso perchè ci siamo evoluti su di essa, ad un alieno potrebbe sembrare il peggiore dei mondi possibili.

Mario Bioletti scrive il 25 Novembre 2011 alle 22:21

mi pare che le stelle simili al nostro sole siano circa un terzo del totale cioè almeno 70 milioni solo nella galassia e ci sono altre centomila galassie nell’universo…quanto alla possibilità di alieni credo ce siano abbastanza!

michele scrive il 25 Novembre 2011 alle 22:29

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