Kepler non molla! Dopo aver scoperto una super-Terra nella sua zona abitabile, riesce finalmente a localizzare due pianeti grandi come il nostro. E’ un momento storico, anche se in questo caso sono troppo vicini alla loro stella. Ormai è questione di mesi, forse di giorni, e una Terra della giusta grandezza e nella giusta posizione farà la sua definitiva comparsa.
I due nuovi arrivati si chiamano Kepler-20e e Kepler-20f e orbitano attorno a una stella simile al nostro Sole che si trova a circa 1000 anni luce nella costellazione della Lira. Entrambi sono probabilmente rocciosi, ma troppo vicini all’astro centrale per possedere acqua allo stato liquido.
Il primo (20e) ha dimensioni di poco inferiori a Venere (0.87 raggi terrestri), mentre 20f è di poco superiore a noi (1.03 raggi terrestri). Il primo orbita attorno alla stella in 6.1 giorni e il secondo in 19.6. In questa situazione le temperature al suolo dovrebbero aggirarsi sui 1400 gradi per 20e (temperatura sufficiente a sciogliere il vetro) e 800 per 20f (più o meno come su Mercurio).

Adesso non ci resta che attendere qualcosa di più lontano e con la stessa grandezza… Non sarà facilissimo, dato che Kepler cerca i “transiti” di un pianeta davanti a una stella e, ovviamente, più il pianeta è vicino e più è facile il suo transito, mentre più il pianeta è piccolo e meno luce della stella riesce a bloccare. Comunque sono convinto che ormai ci siamo vicini.
Al di là della scoperta di un’altra Terra (che poi probabilmente non ha mai visto la vita e nemmeno la vedrà), Kepler ci sta mostrando le diverse strutture planetarie in giro per la nostra galassia. Il caso di Kepler 20 è completamente diverso dal nostro. Intorno al Sole, prima ci sono quattro pianeti piccoli e rocciosi e poi quattro giganti gassosi. Su Kepler la serie a partire dal Sole dice invece: grande, piccolo, grande, piccolo, grande.
Infatti, orbitano la stessa stella anche tre pianeti più grandi dei due terrestri, anche se inferiori a Nettuno: Kepler-20b, 20c e 20d. Il primo è il più vicino alla stella (periodo di rivoluzione: 3.7 giorni), il secondo sta in terza posizione (periodo di 10.9 giorni) e il terzo si piazza in quinta ed è, per adesso, il più lontano dalla stella (periodo di 77.6 giorni). Una famiglia molto stretta se pensiamo che tutti e cinque sono interni all’orbita di Mercurio attorno al Sole.
Ormai, però, sappiamo che i pianeti spesso migrano dal luogo di formazione originaria e che i loro viaggi dipendono fortemente dalle interazioni con il disco proto planetario.

Divertitevi anche con questo filmato.
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32 Commenti a “Finalmente! Due Terre in un colpo solo”
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Fantastico!!! poi 1000 anni luce sono pure relativamente vicini!!!
dobbiamo solo costruire una nave per i viaggi (solo…) e finalmente avremo un nuovo posto dove abitare quanto questo pianeta smetterà di vivere (spero ce la faremo in suppergiù 5 miliardi di anni!!)
Enzo, sai per caso se l’orbita dei pianeti corrisponde a quella equatoriale della stella? E se la loro rivoluzione è nello stesso senso di rotazione dell’astro?
Grazie
cara Francesca,
Kepler non sceglie, ma colpisce a caso… Non vede distanze, ma solo abbassamenti di luce che poi tramette a telescopi terrestri per le conferme del caso. Può benissimo tralasciare stelle vicine che non abbiano segnalato transiti, ma che possono benissimo avere pianeti come la Terra… ![]()
Caro Marcello,
a parte il piccolo problema del viaggio, non mi sembra proprio che Kepler-20 sia un posto buono per starci (almeno per quello che sappiamo oggi). Meglio attendere qualcosa di meglio… ![]()
caro sandro,
dal filmato sembrerebbe proprio di sì. Riguardo a eccentricità e inclinazione, penso ci vogliano ulteriori osservazioni.. ![]()
Grazie mille, Enzo. Interessante questo aspetto…non si può scegliere dove guardare. Sarebbe bello poter iniziare da vicino. Vabbè, prima o poi li beccherà tutti! ![]()
volevo ricordare a tutti gli interessati che a suo tempo avevo scritto un articolo
http://www.astronomia.com/2010/01/19/la-sonda-keplero/
con tutti i dettagli della missione: la sonda puntava ad una zona fissa del cielo (tra il Cigno e la Lira), controllando le variazioni di luce di un numero enorme di stelle! ![]()
Pierluigi…
come va con il cono di luce? L’ho scritto quasi apposta per te… ![]()
Guardando il filmato mi ha colpito la distanza tra il quarto e il quinto, forse in mezzo c’è qualcos’altro che è sfuggito a Kepler.
Una domanda per Enzo: ammesso di poter resistere sull’orbita più interna, gli altri pianeti quanto si vedrebbero grandi? Penso sicuramente molto di più di Venere o Marte dalla Terra .
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Grazie Enzo!
E’ escluso che si trovino pianeti in grado di ospitare la vita attorno a stelle un po’ più vicine a noi? Sono già state tutte scandagliate?