La straordinaria accoppiata Spitzer-Hubble ha permesso di osservare una lontanissima galassia che mostra una produzione stellare enormemente alta, inaspettata per strutture così antiche.
La galassia (GN-108036) non è la galassia più lontana mai osservata, ma è sicuramente la più luminosa tra queste. La sua luce ha impiegato 12.9 miliardi di anni per giungere a noi. Pur essendo tra i primi oggetti dell’Universo sta fabbricando stelle a un ritmo forsennato: cento all’anno contro le trenta della Via Lattea. Eppure la nuova arrivata è cinque volte più piccola e cento volte meno massiccia della nostra.
GN-108036 ha un redshift di 7.2 (la terza finora accertata in termini di antichità) è brilla essenzialmente nell’infrarosso, a causa dello spostamento enorme delle sue righe spettrali. E’ nata in un periodo in cui le galassie erano molto più piccole di adesso e la loro luce era immersa in una nebbia che permeava tutto l’Universo. Si era nella cosiddetta “era oscura”, in cui lo spazio era essenzialmente composto da atomi neutri d’idrogeno, del tutto opaco alla luce ultravioletta. Solo la luce delle prime stelle e galassie aveva iniziato a ionizzare gli atomi circostanti e a creare zone trasparenti alla luce. L’Universo si era un po’ alla volta illuminato, permettendo a quegli “antichissimi” fotoni di giungere fino a noi. La GN-108036 è sicuramente uno tra gli oggetti che ha contribuito a rischiararlo. E’ veramente sorprendente che, malgrado piccola e inesperta, fosse già così attiva. E’ un caso peculiare o solo la prima di una serie di galassie estremamente efficienti nel costruire i prototipi delle gigantesche galassie odierne?
Comunque sia, è bello scorgere le prime luci nella nebbia cosmica…
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36 Commenti a “Una luce nella nebbia”
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Da quel puntino rosso sono riusciti a capire massa, dimensioni e tasso di formazione stellare?!?
Io nemmeno avrei detto che è una galassia! ![]()
Effettivamente, caro Enzo, mi domando anche io ma non siamo agli albori dell’universo? Cerano già galassie così ben formate ? Meraviglioso comunque avvicinarsi sempre più al “fuoco” dell’inizio.
Come già avevo evidenziato in altra circostanza, a mio modo di vedere questo è un’altro tassello che la teoria del Big Bang non è corretta e che il calcolo delle distanze atrraverso il redshitf lascia molto a desiserare (vedi le numerose galassie discordanti del catalogo di Harp).
Solo punti di vista personali naturalmente.
caro Alessandro,
la fase oscura è durata fin verso il miliardo di anni dopo il Big Bang. Diciamo quindi fino a circa 12.7 miliardi di anni fa, milione più milione meno. siamo quindi perfettamente in zona e tempo…
caro Bertupg,
le VERE informazioni non si vedono nelle immagini… ma ci sono!
caro Mario,
Eh sì, l’Universo si è dato da fare in fretta…sembrerebbe!
caro SANDRO,
bastasse così poco a smontare le teorie. E poi bisogna sempre dare delle alternative credibili e altrettanto solide… Non basta cercare di demolire, bisogna anche costruire. Se no è meglio attendere…
Ma si sa perchè queste galassie “giovani” sfornano stelle a tutt’andare??
per la loro maggiore “concentrazione”?
@Enzo
Perché le galassie più antiche dovrebbero avere una bassa riproduzione stellare rispetto a quelle più giovani?
A me, a naso e da incompetente, mi viene da pensare che, avendo più “cibo” a disposizione (Nubi galattiche più cariche di materiale e più dense) dovrebbero produrre più stelle rispetto a quelle più giovani…
caro Marcello e Antonio,
è ovvio che per concentrazione o scontro di materiale si formino nuove stelle a raffica, ma date le dimensioni è sorprendente il valore eccezionale raggiunto.
quindi calcolando la vita di una stella come il Sole in 10 miliardi di anni, queste stelle appena “nate”, sono già “morte”…
e da mò…(tanto
)
So che è una svista e chiedo perdono per la puntualizzazione… ma
“La sua luce ha impiegato 12.9 miliardi di anni luce per giungere a noi.”
non è proprio corretto
I’m bastard ![]()
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Ma 12,9 miliardi di anni fa, la fase opaca dell’universo non era già finita?