Si parla spesso, in questo sito, di viaggi verso le stelle. E’ il sogno di molti e la fantasia dilaga verso le tecnologie che potrebbero essere usate per superare le barriere del tempo e dello spazio. Si è tenuto un Congresso internazionale proprio su questo tema e vediamo quali sono, al momento, le idee meno fantascientifiche.

Il prof. Sidney Perkowitz dell’Università di Atlanta, ha fatto il punto di cent’anni di studi e di ricerche e ha presentato le strategie meno “fantascientifiche” che potrebbero (forse) essere messe in cantiere tra qualche decennio.
Con la tecnologia presente siamo in grado di raggiungere solo lo 0.005% della velocità della luce. In queste condizioni, per arrivare alla stella più vicina a noi (Alpha Centauri), sarebbero necessari ben 80 000 anni. Una vera eternità rispetto ai poco più di quattro anni che impiega la luce per coprire lo stesso percorso.
Ovviamente, non darebbero un grande aiuto a superare questa distanza, tecnologie come le vele a fotoni o i motori a reazione nucleare: la velocità della luce rimarrebbe un miraggio troppo lontano.
L’idea forse più realistica che è stata discussa sarebbe quella di contrarre lo Spazio-Tempo davanti all’astronave e dilatare quello posteriore. In tale modo si creerebbe una bolla spazio-temporale che spingerebbe il velivolo spaziale a velocità altissime senza violare le leggi della relatività. Gli studi teorici sono già stati fatti, ma rimane un problema al momento insormontabile: bisognerebbe sfruttare la massa negativa, che, al momento e per quanto ne sappiamo, non esiste.
L’alternativa sarebbe quella di accettare la bassa velocità raggiungibile dall’uomo e prepararsi alla solita animazione sospesa dell’equipaggio. Magari in modo molto più moderno. Basterebbe inviare una nave contenente solo il DNA umano e altri reagenti chimici in grado di “creare” l’equipaggio al momento dell’arrivo.
Perkowitz conclude auspicando che si cominci veramente a pensare alle strategie scientifiche “realistiche” per superare le distanze stellari. La scoperta di centinaia di pianeti che orbitano attorno ad altre stelle, fa venire veramente l’acquolina in bocca. Tanti pianeti a disposizione ed essere incapaci di raggiungerli è una specie di supplizio di Tantalo.
Magari il prossimo Concorso per i lettori sarà quello di trovare un sistema SCIENTIFICAMENTE valido per raggiungere in breve le stelle. Le formule relative all’attuazione del marchingegno sarebbero benvenute, ovviamente…
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46 Commenti a “In viaggio verso le stelle”
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Caro Enzo,
perchè un universo così grande se possiamo solo guardarlo ![]()
Se ho capito bene tu saresti per il sistema “Enterprise” ed anche con una certa fiducia
Sicuramente bisognerà inventare qualcosa che modifichi lo spazio-tempo localmente… solo con la velocità non andremmo più lontani di Marte!
caro Gaetano,
e perchè mai dovremmo pensare che l’Universo è stato fatto solo per noi???
Siamo già fortunati nel poterlo guardare.
Io non ho soluzioni preferite (sono solo risultati di un congresso) e penso che bisognerà aspettare ancora molto, molto tempo. Nel frattempo, sarebbe meglio che la razza dominante si dia una bella ripulita morale e razionale prima di prepararsi a incontrare gli … “altri”. Che ne dici? ![]()
Mi risulta che le particelle con massa negativa esistano, per lo meno nel cosiddetto “mare di Dirac” o all’interno di un buco nero. Non si potrebbero sfruttare?
Prof, chiedo scusa, vorrei fare solo un piccolo O.T.: sempre in “quel” sito che le ho segnalato, c’è la notizia che i flare solari, come quello di ieri, e che arriverà domani
con forti tempeste (ma non ci mette 8 minuti la luce?) facendo “ribollire” l’atmosfera, ripuliscono dai detriti spaziali facendoli cadere + in fretta! Ma sarà vero?
Secondo il mio personalissimo parere l’animazione sospesa con DNA o senza è una pirlata. Cosa ce ne viene in tasca quando dopo 80.000 anni degli astronauti vengono sintetizzati su Alfa Centauri se noi sulla Terra siamo tutti morti da millenni? E magari mentre l’astronave lenta viaggia, se nel frattempo salta fuori il genio che inventa quella veloce, quando la prima arriverà troverà un sistema già abitato (anche) da uomini. O motore a curvatura o niente, poche storie.
P.S. e se Roddenberry, come a volte capita per gli artisti, ci avesse azzeccato? Se gli “altri” aspettassero che noi si inventi un motore a curvatura per contattarci? Magari è una cosa così complessa che solo le civiltà ripulite, come dice Enzo, ci possono arrivare e quindi è una garanzia contro brutti incontri.
Moreno
la luce sì, ci mette 8 minuti, ma la materia no!! ![]()
se così fosse anche noi potremmo metterci 8 minuti: è tutto qui il nocciolo della questione…
e poi c’è sempre in agguato l’effetto PLP… ![]()
comunque mi sta venendo una bella ideuzza per i viaggi interstellari…
ora ci penso un po’ su… ![]()
Pier, in effetti mi confondo
: la luce solare c’impiega 8 minuti ma i flare? 2 giorni? Ma non sono radiazioni??
caro Moreno,
due giorni vuol dire viaggiare a 75 milioni di km al giorno… ossia a circa 3 milioni di km all’ora… non ti sembra una bella velocità per delle particelle, anche se piccole… Non saranno fotoni, ma fanno del loro meglio… ![]()
La massa negativa non esiste!? Strano, c’è tanta negatività in giro!!!
Forse è nascosta come la materia oscura: ma c’è caro Enzo, ti assicuro che c’è!
Se dovessi scrivere un racconto su questo argomento, punterei sulla trasformazione e l’uso della massa negativa… ![]()
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Formule..
va beh…vedremo…la “bibolla-spazio-temporale” davvero si può considerare l’idea forse più realistica? C’entrano forse i tachioni? Quelle cose che sarebbero a massa o energia immaginaria? Mhm…beh, altroché se posso scriverle delle formule…immaginarie…
quando parte il concorso?