Viaggi nel tempo: possibili, ma con riserva Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Francesca Diodati

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Cosa facciamo il prossimo weekend? Una gita rilassante in Spagna, per salutare le Caravelle in partenza per le Indie? O magari un giretto a casa del pronipote del nostro pronipote, per verificare se Enzo aveva poi ragione sul Global Warming? Niente da ridere, secondo la relatività un giorno potremmo pianificare così il nostro tempo libero! Il problema, oltre ovviamente alla sfida tecnologica, è rappresentato dalla miriade di paradossi che ne derivano; tuttavia la loro soluzione potrebbe essere vicina.

Macchina del tempo

Il senso comune ci suggerisce che viaggiare nel tempo è impossibile. Ciò che è stato è stato, ciò che verrà deve ancora arrivare, no? E invece l’opportunità di esplorare il nostro passato e il nostro futuro non è affatto esclusa dalla scienza. Al contrario, secondo la relatività generale sarebbe imprescindibile. Lo stesso Einstein, sorpreso e sbalordito da tutte quelle anomalie bizzarre che la sua teoria implicava - come i buchi neri, i wormholes, e soprattutto i viaggi temporali - per anni vi si oppose con forza, tentando di dimostrare che non avrebbero mai potuto verificarsi in natura. Eppure, oggi è ormai riconosciuto che queste anomalie fanno parte integrante della teoria della relatività generale. Ammettere i viaggi temporali però ci mette in difficoltà, in quanto implicano una serie di paradossi, che se confermati tali li renderebbero automaticamente impossibili. Diamo uno sguardo ai principali:

Il paradosso del nonno - alterare il passato rendendo il presente impossibile.
Immaginiamo di tornare indietro nel passato al tempo dei dinosauri, e di calpestare per caso un piccolo mammifero peloso, non sapendo che era in realtà il precursore dell’essere umano. Avremmo distrutto il nostro primo antenato! Cavolo! Logicamente, come conseguenza della nostra sbadataggine, noi non potremmo esistere. Ma allora, chi ha calpestato l’essere peloso se noi non esistiamo?

Il paradosso di informazione – trasmettere conoscenze dal futuro, pertanto informazioni senza origine.
Supponiamo che un vecchio scienziato inventi una macchina del tempo, e la usi per tornare nel passato e rivelare il segreto della sua invenzione a se stesso in gioventù, per garantirsi una vita gloriosa, piena di fama e ricchezze. Il segreto del viaggio temporale non avrebbe origini, in quanto la macchina del tempo che possiede il giovane scienziato non è stata costruita da lui, ma gli è stata data dal vecchio se stesso, che deve però ancora diventare abbastanza maturo e accumulare le competenze che gli permetteranno di escogitarla.

Il paradosso dell’imbroglione - conoscere il futuro e renderlo impossibile.
Pensiamo a un uomo che visita il futuro e scopre che sposerà Maria, donna bellissima che però ben presto si rivela una moglie bisbetica, spendacciona e frivola. Inorridito, l’uomo torna al suo presente, e decide senza indugi di corteggiare e sposare Elena, più brutta ma più saggia sorella di Maria…In questo modo il crononauta ha però reso il suo stesso futuro impossibile.

Paradosso del sesso - essere genitore di se stesso, una impossibilità biologica.
Ricordate il divertentissimo film “Ritorno al Futuro”? Nel primo della serie, Marty si ritrova nel passato e incontra la madre adolescente, che si innamora perdutamente di lui. Imbarazzi a parte, il grande problema per Marty è che se la madre rifiuterà il ragazzo buffo e imbranato che nel presente era suo padre, lui non nascerà!

Questi paradossi costituiscono un terreno fertile per la fantascenza, dove ci si può giocare senza preoccuparsi troppo di violarli, e rappresentano ottimi spunti per riflessioni filosofiche o esercizi mentali. Ma nella comunità scientifica vengono necessariamente presi molto sul serio. Qualsiasi soluzione a questi paradossi deve essere compatibile con la teoria della relatività e con la teoria quantistica. Ad esempio, la soluzione al paradosso non può presupporre la fine del tempo, che secondo la relatività generale è rappresentato da una superficie liscia e continua, che non può essere lacerata; può cambiare topologia, ma non può arrestarsi. Pertanto, se un figlio ribelle visitasse il passato e uccidesse i genitori prima di nascere, il paradosso che ne scaturisce non si può risolvere affermando che il figlio scomparirebbe, in quanto ciò violerebbe la relatività.

Attualmente esistono due principali correnti di pensiero su come risolvere questi paradossi temporali. Una sostiene il cosiddetto “Principio di Autoconsistenza”, proposto dal cosmonauta russo Igor Novikov. L’idea è che una forza invisibile, una legge della fisica non ancora scoperta, interverrebbe per prevenire qualsiasi azione atta a generare paradossi temporali; in altre parole, saremmo obbligati ad agire in modo da evitare i paradossi. Questa soluzione tuttavia pone il problema del libero arbitrio: se un viaggiatore nel suo passato non può uccidere i genitori per volere di una legge fisica, questa legge fisica gli impedisce di agire liberamente (in questo caso meno male, forse!). Secondo Novikov, questo limite al libero arbitrio è strano, ma non così unico. Ad esempio, spiega Novikov, potremmo desiderare di camminare sul soffitto, ma la legge di gravità ce lo impedirebbe, limitando perciò la nostra possibilità di scelta. E’ importante tener presente che anche oggetti inanimati spediti nel passato potrebbero cabiare la storia; la più piccola interferenza potrebbe essere suficiente a modificare il corso degli eventi. Il principio di autoconsistenza si applicherebbe anche a oggetti inanimati, evitando che anch’essi modifichino in alcun modo la storia.

In alternativa, i paradossi temporali si potrebbero risolvere considerando il tempo come un fiume che si biforca in diversi rami, formando universi distinti. Questa seconda ipotesi, proposta da Hugh Everett III nel 1957, è detta “la teoria dei molti mondi”, e si basa sui principi della meccanica quantistica. Anche se la realtà che ci circonda ci appare ben definita (sappiamo con certezza dove ci troviamo, se siamo in piedi o seduti, ec.), a livello subatomico le cose sono diverse. Particelle come gli elettroni, infatti, possono esistere in più punti simultaneamente, in diversi stati energetici. I fautori di questa interpretazione sostengono che le proprietà osservate a livello subatomico si applichino anche all’universo (che in fin dei conti alla sua nascita era ben più piccolo di un elettrone), o per meglio dire, al multiverso.

Nella teoria dei molti mondi, ogni volta che prendiamo una decisione, ogni volta che si verifica il più piccolo evento, basta anche l’impatto di un raggio cosmico, possono generarsi molteplici universi, che differiranno solo per quel determinato evento; universi paralleli, che non comunicano tra di loro. Secondo questa visione, dunque, il crononauta che torna al passato e assassina il padre avrebbe ucciso una persona geneticamente identica al genitore, ma che vive in un universo alternativo, un universo in cui l’assassino non nascerà. Il padre che vive nell’universo a cui appartiene l’assassino rimarrebbe invece illeso.

Che dire: back to the future, o back to the past…chissà magari un giorno ci sarà il boom delle “agenzie viaggi spaziotempo”! Intanto, la scienza ci autorizza a sognare.

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51 Commenti a “Viaggi nel tempo: possibili, ma con riserva”

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bellissimo articolo Francesca! E adesso via con le fantastiche idee dei nostri lettori….. :razz:

Chissà perchè ma personalmente penso molto di più alla seconda ipotesi. Più flussi temporali ,più ipotesi con gli stessi attori.
Ipotesi che naturalmente coinvolgerebbe tutto l’Universo, compresi eventuali ed ipotetici altri esseri senzienti. Sarebbe meraviglioso.

Mario Fiori scrive il 24 Gennaio 2012 alle 11:10

e sai, Mario, che confusione se si potesse trasferirsi da un Universo all’altro… mamma mia!!!! :shock:

Concordo con il Sig. Fiori.
Una specie di frattale cosmico,dove ogni decisione genera una realta’ diversa.
So che in questo modo si creerebbero miliardi di universi paralleli,ma mi piace pensarlo.

Domenico scrive il 24 Gennaio 2012 alle 11:37

Complimenti Francesca, una semplice analisi completa. Il mio prof. di Italiano diceva sempre:”Meglio un ditino di caffè che una tazza di acqua sporca.”
L’argomento mi ha sempre affascinato e, elucubrando, mi sono sempre chiesto: se il tempo fosse parte integrante di questo universo e, tra miliardi di anni, quest’ultimo dovesse cessare di espandersi per poi contrarsi, il tempo andrebbe a ritroso? La nostra causa-effetto diventerebbe effetto-causa? Così ogni azione verrebbe ripetuta all’infinito tra un Big Beng ed un Big Crunch? Miliardi di miliardi di deja-vù e di vù-deja?

Oppure il tempo non è parte integrante del nostro universo ed è indipendente? In questo caso avrebbe solo una direzione e così anche il nostro universo, suppongo.

Secondo Hawking i viaggi del tempo sono permessi solo nel futuro, grazie alla distorsione temporale in prossimità dell’orizzonte degli eventi di un buco nero super massiccio. Tutto ciò che ruota intorno ad esso, senza esserne inghiottito, godrebbe di un rallentamento temporale rispetto al resto del cosmo prolungando la propria esistenza e una volta allontanatosi, sarebbe testimone di eventi futuri.

Che storia! :mrgreen:

Molto interessante! il tema del viaggio nel tempo viene sempre affrontato in piena libertà e leggerezza, questo articolo è una altra cosa, molto lucido e serio; la realtà è in effetti più interessante e avvincente della fantasia!

Cara Francesca,il tuo articolo mi intriga molto sai!
Ma ho da farti una domanda eccola: Ma modificare il corso di eventi storici ad esempio andando in spagna con cristoforo colombo,oppure impedire che atrocità si compiano ad esempio uccidendo Hitler prima che scateni il finimondo in europa non è un pò pericoloso? non si potrebbe perdere la freccia del tempo? come si distinguerebbe poi la realtà se a piacimento ognuno andasse a modificare il passato?
A parte queste serie domande sulla possibilità di evitare disastri all’umanità,la tesi e molto affascinante ad esempio a me piacerebbe tornare all’epoca delle grandi scoperte geografiche,ma sarebbe possibile anche un ritorno al tempo zero,all’epoca della nascita dell’universo?
Ciao a tutti! :mrgreen:

Raffaele scrive il 24 Gennaio 2012 alle 14:01

Un altro espediente tipico della letteratura e della cinematografia fantascientifica per impedire i paradossi temporali è la polizia del tempo. Semplice e sbrigativo.
Volevo però buttarla un po’ sul pratico e sdrammatizzare un po’: in fin dei conti, osservare il passato, è un’esperienza quotidiana per tutti noi, no? La luce ci fa un grosso favore da questo punto di vista. E se passiamo ai fenomeni acustici, sono ancora più frequenti gli eventi che cogliamo con un certo ritardo. Quindi si può dire che, un certo maggior dettaglio nell’osservazione di fenomeni temporali passati da tempo e, pertanto, di veri e propri viaggi temporali, sia solo una questione di potenza degli strumenti di osservazione. Quando e se mai si potrà raggiungere la capacità telescopica di osservare un fenomeno di scala “umana” su un pianeta ad alcune centinai di anni da qui e, al tempo stesso, sarà possibile raggiungere tale destinazione in tempi brevissimi, potremo scegliere di osservare gli eventi umani in un qualunque periodo di tempo passato. Niente paradossi, niente problemi. E il futuro…mah…in fin dei conti è quello che stiamo preparando adesso, no? :mrgreen:

andrea scrive il 24 Gennaio 2012 alle 16:01

Questo articolo è molto interessante e stuzzica decisamente la fantasia!
Anche io “a naso” direi che la seconda ipotesi è la più logica (sempre ammesso che si possa applicare una qualsiasi forma di logica in questo settore). Ma se fosse veramente così e se per ogni minuscola variazione si generasse un nuovo universo, il numero di universi paralleli sarebbe praticamente infinito!!
E se invece fosse possibile un solo universo alla volta? Nassuna legge fisica che impedisce di cambiare il passato o il futuro, ma una volta cambiato la “versione precedente” smette di esistere e viene rimpiazzata da quella nuova… in stile Ritorno al Futuro, per intenderci..
In effetti mi sembra plausibile che viaggiando nel passato si possa raggiungere solo il passato che conosciamo e non una qualsiasi variante nel multiverso…e allo stesso modo se dovessimo cambiare qualcosa nel passato e poi tornassimo al nostro presente potremmo raggiungere solo un presente che deriva direttamente dalle modifiche cha abbiamo fatto e non il nostro presente originario…che quindi a tutti gli effetti non esisterebbe più!
Immagino che se ci fosse davvero una misteriosa legge fisica che impedisce i paradossi temporali, nel caso tornassi nel passato e uccidessi mio nonno, io e mio padre verremmo semplicemente cancellati dall’esistenza e l’universo si riaggiusterebbe producendo un presente dove mio nonno è morto e nessuno dei suoi discendenti è mai esistito…
Ok, adesso mi fuma il cervello… :shock: :shock: :shock:

Xander scrive il 24 Gennaio 2012 alle 16:02

cari tutti,
l’argomento tempo è sempre “stuzzicante”. Avevo scritto un raccontino su questa problematica… Magari qualcuno non l’ha letto… lo richiamo….
http://www.astronomia.com/2009/11/28/lenergia-totale-si-conserva/

attendo obiezioni! :mrgreen:

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