Nell’Universo più antico per noi, ossia in quello più giovane dopo il Big Bang, si celano ancora oggetti che la nostra strumentazione più avanzata riesce soltanto a intravedere. Nemmeno lo Space Telescope riesce a scorgerli e a volte è necessario il telescopio infrarosso Spitzer.
Lo Spitzer, con i suoi occhi sensibili all’infrarosso, ha scoperto non una, ma quattro galassie immerse nella polvere e affievolite dall’enorme distanza che la luce ha dovuto percorrere in 13 miliardi di anni. Esse rappresentano una nuova specie di galassie, mai osservate in precedenza. La caratteristica più notevole è il loro colore rosso estremamente intenso. Le nuove quattro galassie sono sessanta volte più luminose nell’infrarosso estremo (visibile da Spitzer) di quanto non lo siano nella lunghezza d’onda del rosso a cui può arrivare Hubble. Una scoperta veramente sconcertante.
Una galassia può apparire rossa per diverse ragioni. Può essere piena di polvere; può contenere un gran numero di stelle vecchie; può essere così distante a tal punto che l’espansione dell’Universo ha spostato la sua luce verso lunghezze d’onda estreme del rosso, non più osservabili con telescopi “normali” come Hubble. Tutte e tre le ragioni possono essere applicate alle quattro galassie di Spitzer. Inoltre, esse sembrano essere legate gravitazionalmente.
Hubble ha già mostrato le prime proto-galassie che si sono formate, ma nessuna di loro assomiglia a questi nuovi oggetti. Si comincia a pensare che esse rappresentino una specie di “anello mancante” nell’evoluzione complessiva delle più grandi strutture dell’Universo.
E’ ora veramente necessario misurare il redshift di questi oggetti (ossia la loro effettiva distanza). per sperare di ottenerlo sarà necessario utilizzare strumenti come il Large Millimeter Telescope o l’Atacama Large Mmillimeter Array.
Raffigurazione artistica delle quattro galassie ultra-rosse scoperte da Spitzer. Una tra queste mostra segni di avere un nucleo attivo che è mostrato nell’immagine come un doppio getto lanciato nello Spazio dal buco nero centrale. (Credit: David A. Aguilar (CfA))
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20 Commenti a “Una strana specie di galassie ultra-rosse: l’anello mancante?”
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Caro Enzo se sono Galassie agli albori dell’universo, come sembrerebbe apparentemente dire la distanza attualmente misurata ed in attesa di conferma,come fanno ad avere stelle già vecchie? E perdipiù in gran numero?
Forse mi sfugge qualcosa, illuminami te …possibilmente non nell’infrarosso.
caro Vojager,
avrei voluto inserirla anch’io… ma non l’ho ancora trovata… accontentiamoci! Per adesso, almeno…
caro Mario,
se valgono tutte e tre le ipotesi, vorrebbe dire che le stelle formatesi erano molto massicce e che quindi nel giro di pochi milioni di anni sono arrivate alla … frutta… Comnuque, prendiamo tutto con le molle…
@vojager: non farti suggestionare dalla rappresentazione artistica… molto probabilmente nella foto si scorgono appena dei minuscoli puntini rossastri su uno sfondo non-proprio-nero, in mezzo a miriadi di altri puntini più luminosi, come nella foto pubblicata in quest’altro articolo. Come ha giustamente puntualizzato Enzo rispondendo ad un mio commento in quell’articolo, i dati che consentono agli scienziati di estrapolare queste informazioni nella foto non si vedono! ![]()
perfetto Bertupg! ![]()
Direi che, per capire quale delle tre ragioni le renda così peculiari, basta osservare il loro spettro.
Già dicendo che sono lontane 13 miliardi di a.l., si capisce che presentano un redshift
elevato, e quindi già di loro sono rossastre. (Però, alla fine dell’articolo si dice che il redshift deve essere ancora misurato….
)
Stabilito il redshift, le linee di assorbimento e di emissione daranno la misura di quanta polvere c’è, della temperatura del mezzo interstellare, della sua composizione media e della metallicità delle stelle (quest’ultima consente di stabilire se nella galassia ci sono o meno stelle vecchie).
Manca pero’ un’altro fattore che può rendere le galassie così rosse, e cioè un’insolita abbondanza di stelle molto piccole.
Il che renderebbe le galassie in questione molto più interessanti…. ![]()
A meno di non avere un’anomala concentrazione di polvere nel mezzo intergalattico che ci separa da loro… Altra ipotesi poco probabile e stimolante….
Se mi sbaglio mi corigerete…. ![]()
ben tornato Red!
è un po’ che mancavi…
ciò che dici è vero ed è anche accennato in parte nelle ipotesi che si fanno. Tuttavia, per vedere le stelle piccole bisognerebbe usare un’altra lunghezza d’onda (UV ad esempio), ma non è così facile… La polvere c’entra sicuramente, ma penso sia solo locale. Comunque, attendiamo novità…
e non lascirsi troppo da soli…. ![]()
Caro Enzo, ultimamente sono un po’ stanco e malaticcio, ma vedrò di farmi vivo di più… ![]()
Salve, volevo innanzitutto complimentarmi per il sito, da appassionato, dopo averlo scoperto, lo seguo assiduamente ed è sempre ricco di notizie interessanti.
Da appassionato anch’io mi diverto a sviluppare idee e possibilità per spiegare i tanti affascinanti segreti dell’universo ma non essendo uno studioso del settore, mi lascio ispirare dalla logica più che dalla teoria e devo dire che di punti di domanda ne ho accumulati molti.
Per esempio leggendo questo articolo mi sono chiesto, visto che il quesito è molto elementare sono sicuro di aver trascurato un dettaglio semplice, ma visto che il sito propone anche questo, cioè sciogliere degli interrogativi, la domanda la faccio ugualmente a costo di risultare un po ignorantello ![]()
Domanda: Se noi riusciamo a vedere la luce, anche se fioca, di galassie antiche quasi 13 miliardi di anni, vuol dire che oggi le stesse si troveranno ad una distanza molto superiore, non ho fatto i calcoli con la formula di espansione dell’universo, ma possibile che, visto i 13,7 circa di miliardi di anni che ci separano dal Big Bang, l’universo si sia espanso solo di 0,7 milioni di anni luce nel frattempo?
Magari chiarito questo dilemma poi amplierei con delle domande connesse.
Saluti. ![]()
@Bertupg
si, lo so, però vedere il vero risultato di una ricerca anche se è un puntino rosso sfocato e sapere che da ciò si possono supporre tutte queste cose a me entusiasma. ![]()
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Invece di una rappresentazione artistica sarebbe interessante poter vedere la vera immagine da cui hanno dedotto tutto questo.