Dove sta andando il Sole?

Il rivelatore spaziale IBEX (Interstellar Boundary EXplorer) ha il compito di controllare gli “alieni” che riescono a entrare nel nostro Sistema Solare. Non sobbalzate sulla sedia! Sono solo “particelle” aliene, quelle chi ci raccontano cosa vi è al di fuori del Sistema Solare.

L’eliosfera è quella “bolla” enorme che contiene il Sole e i suoi sudditi e che si forma per l’interazione tra il vento solare che cerca di scappare dal sistema planetario e il mezzo interstellare che preme in senso opposto. Le particelle cariche elettricamente o ionizzate, non riescono a penetrare all’interno di questa specie di scudo solare. Maggiore fortuna hanno le particelle neutre, che costituiscono circa la metà del materiale esterno alla eliosfera. Esse possono entrare e spargersi tra i pianeti.

IBEX, tra i suoi vari compiti, ha anche quello di rivelare queste particelle e quindi di tracciare un quadro di ciò che esiste al di fuori del Sistema Solare e della composizione del materiale che la nostra casa cosmica sta attraversando nel suo viaggio attorno al centro della Via Lattea. IBEX riesce a misurare molto bene l’idrogeno, l’elio, il neon e l’ossigeno interstellari.

Si sa che il neon e l’ossigeno esistono tra stella e stella, ma la loro distribuzione cambia di molto. Lo strumento ci permette di conoscerla e trarre alcune deduzioni. In particolare, può studiare la “zuppa” galattica nella quale si formano le stelle, i pianeti e la stessa vita. I dati elaborati finora indicano che il Sole è ancora ben al di dentro di una nube gassosa locale e che ci vorranno alcune centinaia o migliaia di anni prima che ne esca e si trovi a viaggiare in un ambiente completamente diverso.

La situazione nei dintorni del Sole

La situazione nei “dintorni” del Sole

Si è anche trovato che questa nube locale ha una composizione diversa da quella solare. In particolare mostra una carenza di ossigeno. I casi sono due: o l’ossigeno mancante è bloccato nella nube oppure l’ambiente in cui è nato il Sole era diverso da quello odierno. Inoltre sembra che il movimento del Sole e del suo corteo sia più lento di quanto pensato precedentemente. Non resta che aspettare nuove informazioni da questi piccoli messaggeri alieni.

Informazioni su Vincenzo Zappalà 971 Articoli
Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli anni '70, dedicandosi soprattutto alla determinazione dell'asse di rotazione e, più in generale, all'evoluzione collisionale della fascia principale. I suoi contributi hanno toccato vari risvolti innovativi sia di dinamica che di fisica, portando alla determinazione univoca, ormai globalmente riconosciuta, delle famiglie astroidali. Su queste ha svolto studi molto dettagliati. Ha al suo attivo più di 250 lavori pubblicati sulle maggiori riviste internazionali del settore. E’ stato varie volte membro di Consigli Scientifici di Congressi Internazionali, oltre che Presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerosi discorsi invitati in tutti i maggiori centri di ricerca europei e americani, oltre che in Giappone, in India e in Russia (presso l’Accademia delle Scienze di Mosca). Ha tenuto un corso di planetologia avanzata presso l'Università di Rio de Janeiro. Dal 1997 al 2000 è stato Presidente della Commissione 15 dell’Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro fin dal 1975. E’ stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul Sistema Solare della missione spaziale GAIA. L’asteroide 2813, scoperto nell’Osservatorio Lowell di Flagstaff (Arizona), gli è stato dedicato e porta il suo nome. Ha sempre avuto una grande passione per la divulgazione, cercando di far conoscere l'astrofisica e le sue meraviglie a tutti colloro dotati di volontà di imparare, indipendentemente dal titolo di studio e dall'età. E' autore di diversi libri dedicati all'Universo, che si possono trovare nell'apposita sezione del sito. Da parecchi anni collabora come esperto esterno a questo blog inserendo articoli che spaziano tra i diversi campi dell'astrofisica, sempre, però, condotti a un livello interpretativo comprensibile anche dai neofiti.

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13 Commenti

  1. Oh Sole, oh Sole mio…ma dove vai???
    Quindi il Nostro Beneamato quando è nato era in un’altro ambiente e viaggiando con il Suo Seguito (noi piccoli uomini compresi) , con la Sua Bolla “personale” , naviga in una nube con la prospettiva di lasciarla magari frà 5000 anni ed unirsi in “atrimonio” con un’altra, con altre interazioni? Ho capito bene o forse no, caro Enzo? Comunque sempre fantastico!

  2. @Mario Fiori: Diversi scienziati ritengono che il Sole sia nato all’interno di un ammasso (e quindi in compagnia di altre stelle) non troppo denso.
    Col tempo l’ammasso si sarebbe disgregato in una specie di “stream”, ed il Sole si sarebbe ritrovato “solo” nella galassia.
    In questo periodo, si stanno cercando le eventuali “sorelle” del Sole: dovrebbero avere una composizione chimica e un’età simile a quella del Sole, e viaggerebbero all’interno della galassia più o meno alla nostra stessa velocità….

  3. se è vero che le stelle si formano in una nube cosmica perché la stessa non dovrebbe “accompagnare” le sue stelle nel movimento galattico… e se la misurazione della presenza di ossigeno è tra l’interno dell’eliosfera e la parte esterna potrebbe essere dovuta all’interazione della nostra stella, cosa che all’esterno non avviene….
    Le mie sono, chiaramente, delle domande non affermazioni 😉

  4. caro Max71,
    il Sole non può trascinarsi dietro le nubi molecolari di enormi dimensioni: può solo attraversarle. Il confronto è tra l’abbondanza solare e abbondanza della nube, ossia di ciò che riesce a passare. A meno che non ci sia un filtro speciale… ma quale? Al limite, è più valida l’idea che sia bloccato nella nube sotto forma magari di ghiaccio… Speculazioni…

  5. Oddio ragazzi, a noi la cosa forse è chiara, ossia lo è con i limiti che hanno i profani della scienza, ma se ci sentono parlare i giac…obini e C. che si cercano intorno stelle “sorelle” del Sole, capendo i soliti fischi per fiaschi, ci sparano nuovamente Nemesis e giù con il 21.12.2012, i Maya, il Lungo Computo e mettiamoci pure (anche se sarebbe un pianeta) Nibiru che fa sempre la sua figura.
    Non ci voglio nemmeno pensare. Oh Sole…oh Sole mio salvaci tu e fai scoprire presto altri tuoi segreti.

  6. @ Enzo
    come ho detto fin da principio non essendo uno studioso del settore cerco di sopperire alla mancanza di nozioni specifiche con semplici ragionameti,magari anche sbagliati, e così colmare la mia ignoranza da profano… la curiosità poi è tanta :mrgreen: quindi continuo col rischiare di fare domande elementari, magari molti ne approfitteranno per riuscire a capire qualcosa in più, come me.
    Quando parlavo di “accompagnare” non volevo riferirmi al sole che trascina la nube ma mi chiedevo se la nube non fosse anch’essa parte del walzer cosmico attorno alla galassia, cioè non ferma.. magari queste nubi lo sono, quindi buono a sapersi :mrgreen:
    L’interazione del sole voleva essere il “filtro”, pensavo per fare un esempio al vento solare che interagisce con il decadimento atomico, pare… quindi c’è motivo di pensare che possa avere anche un’interazione sull'”ossigeno mancante”?
    Sto dicendo delle fesserie? :mrgreen:

  7. Scusate la mia domanda, magari idiota, ma non ho capito una cosa: c’è più ossigeno nell’eliosfera e meno nella nube circostante.. oppure il contrario? Oppure dalla nube sembra non arrivare (se non molto meno) ossigeno (di quanto ci si aspetterebbe se il sole si fosse formato nella nube che sta attraversando)? ❓
    Dubbio notturno (e innevato) 🙄 😆

  8. caro Alessandro,
    è proprio quello che si vorrebbe capire… se è un problema reale tra nube e Sole oppure è la nube che trattiene in modo strano… fatto sta che il Sole ne ha di più…