Si parla tanto di ridurre le emissioni inquinanti, ma , in pratica, si costruiscono solo palliativi il cui vero scopo è di ingrassare le solite tasche. Il ritorno energetico delle cosiddette fonti alternative rimane trascurabile rispetto ai bisogni di una popolazione umana che cresce e che ha sempre più bisogno di energia. Si cerca, ormai, di imporre dogmi come il Riscaldamento Globale per dare forza a strategie ben poco risolutrici (se non per il potere e il denaro) e di parlare sempre più spesso a vanvera, usando frasi fatte e trascurando la vera scienza. Meno male che la ricerca, anche se con mezzi ridotti, riesce comunque a procedere.

Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW?


All’Università di san Diego, in California, un gruppo di ingegneri ha costruito una foresta in laboratorio. Gli alberi, però, composti di silicone e/o di ossido di zinco, altro non sono che strutture ultra-microscopiche il cui diametro è dell’ordine di un milionesimo di millimetro. Vengono chiamate “nanowire”. Questi “alberi” sono in grado di catturare l’energia solare senza utilizzare combustibili fossili. Essi, in particolare, offrono un metodo straordinario ed economico (questo forse sarà il loro vero problema?) per produrre idrogeno, il più pulito combustibile naturale. D’altra parte è quello che usa il nostro Sole da ben 4,5 miliardi di anni.

Nano alberelli

Una foresta di nano-alberelli. Il colore verde è stato inserito per evidenziare il contrasto con lo sfondo. (Fonte: Wang Research Group, UC San Diego Jacobs School of Engineering)

Gli alberi super microscopici hanno ramificazioni complicate che permettono di catturare il massimo di energia solare. La loro particolare struttura permette di assorbire quasi completamente la luce senza rifletterla come fanno, invece, le superfici piane. In fondo, si cerca di imitare la natura che ha creato le cellule fotoricettrici della retina dell’occhio umano. Basta, anche, guardare le immagini della Terra vista dallo Spazio: la luce si riflette sulle superfici come quelle degli oceani e dei deserti che appaiono chiare, mentre viene assorbita dalle foreste che appaiono scure.

Il primo risultato delle nano-strutture è stata l’applicazione alla scissione dell’acqua per la produzione di idrogeno. E’ ben noto che basta separare l’ossigeno dall’idrogeno. Tuttavia, questo risultato viene comunemente ottenuto attraverso l’utilizzo dell’elettricità e quindi con un uso massiccio di carburanti fossili. I piccolo alberi di san Diego vi riescono in modo naturale e senza bisogno di altra energia che non quella solare. Oltretutto, sono molto più rapidi ed efficienti. Essi hanno una superficie chimicamente attiva che è 400 000 volte superiore a quella di una struttura normale.

Questo è, comunque, solo il primo passo. Il vero scopo delle nano-foreste artificiali è ben più ambizioso e accattivante: simulare la fotosintesi clorofilliana. In questa reazione naturale, le piante assorbono la luce solare e catturano la “terribile” anidride carbonica (per le piante, invece, è una vera delizia) e l’acqua dall’atmosfera, per trasformarle in carboidrati che donano l’energia sufficiente alla crescita. I nano-alberi potranno fare lo stesso: catturare CO2 e convertirla in idrocarburi combustibili.

In fondo, basta imitare l’efficienza perfetta della natura, senza pale mostruose e carissime o pannelli solari con un rendimento ridicolo. Umiltà e intelligenza. Queste sono le vere forze dell’uomo, che sembrano ormai beni rarissimi e inutili rispetto ai soldi e al potere.

I ricercatori di san Diego, vorrebbero solo vedere i loro alberelli competere con quelli giganteschi delle foreste. Il prossimo passo è quello di sostituire l’ossido di zinco, che ha qualche problema di stabilità, con altri composti chimici ancora più efficienti ed economici. Gli daranno i fondi sufficienti o questi continueranno a scivolare verso le tanto mediaticamente amate energie alternative, che di alternativo hanno ben poco? Chiedete al terzo e quarto mondo per avere la risposta.

Guardandosi attorno, temo che -al pari della fusione dell’idrogeno- tutto finirà in un cassetto per mancanza di fondi. In fondo le pale eoliche non sono tanto brutte e per farle girare -se manca il vento- si può sempre usare il petrolio, come già fatto spesso e volentieri…

Comunque sia, un grazie e una stretta di mano a chi ancora sta cercando di usare l’intelletto per fare ricerca “vera”. E un “coraggio!!” ai nano-alberelli!

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Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli an ... pagina autore

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  1. @ Enzo
    Condivido le tue preoccupazioni per una “scienza” asservita agli interessi economici dominanti e manipolata dai mass media: Il reclamizzato Riscaldamento Globale è, oggi, il massimo esempio di questa manipolazione.
    Il risparmio energetico e la ricerca di fonti energetiche alternative è necessaria, però, per lo sviluppo dell’umanità perché:
    - Le fonti energetiche fossili sono limitate e destinate ad esaurirsi;
    - Queste sono portatrici di fattori di rischio e di inquinamento che vanno, nella misura del possibile, ridotti.
    La ricerca di fonti energetiche alternative, meno rischiose e meno inquinanti, è dunque giusta e l’esempio che qui ci esponi mi sembra esemplare. Speriamo di poter, un giorno, sfruttare l’energia solare (pressoché inesauribile) con sistemi che non prevedano alcun consumo energetico fossile.

    A proposito di fusione fredda… Che ne pensi dell’E-Cat?

  2. caro Antonio,
    gli alberelli avrebbero anche un altro vantaggio: non sporcherebbero il panorama con mostruosi mulini a vento (spesso messi vicini a meraviglie naturali) e non distruggerebbero i campi coltivati per far posto a pannelli solari infiniti… Viva gli alberelli, quindi, e forza e coraggio alla ricerca.

    Sull’E-cat ho molti dubbi. Il modo di procedere sembra molto più mediatico che scientifico… purtroppo. E poi andrebbe contro le basi della fisica nucleare… Ma nessuno spiega niente… Non credo sia la strada giusta… ma… chissà!

    Io comunque preferisco il tentativo di imitare qualcosa che in natura funziona benissimo, riducendo enormemente le dimensioni. In fondo anch’essi usano l’energia solare. Anzi, ne è la base!

  3. Da tempo guardo questo sito solo ed esclusivamente per gli articoli sulle costellazioni (mi piace in particolare “vedere” il Sole dalle varie stelle).
    Con questo intervento avete però superato il limite della tolleranza e della decenza intellettuale: ormai assomigliate anche voi a quei bar della domenica dove tutti parlano di tutto senza saper nulla di nulla

  4. capisco Saverio,
    puoi sempre evitare di leggere gli altri articoli… Se poi non ti interessa una vera rivoluzione energetica, ti qualifichi abbastanza… Ti consiglio anche l’astrologia: è molto stimolante e non crea problemi intellettuali!

  5. Caro Enzo, primo commento, forse il più importante: ottimo articolo e buona notizia, sorvegliamo però lo sviluppo, sia perchè giustamente bisogna avere conferme e poi sviluppare ingegneristicamente le aplicazioni, sia ,come ben dici, se c’è qualcosa di buono che contrasta con gli interessi, non comuni ma di pochi noti, sparisce dal panorama pubblico e , se va’ bene, se ne parla ancora in qualche rivista specialistica. Viene a proposito comunque che proprio in questi giorni che con mia figlia abbiamo (per studio suo naturalmente) quella meraviglia della fotosintesi clorofilliana, toh guarda il caso!
    Secondo commento: mi viene spontaneo, quando sento certi commenti ( per carità liberi di essere fatti), pensare a quando parlavi delle stelline sugli articoli che venivano continuamente manomesse: chissà perchè mi verranno in mente! Speriamo di sbagliarmi, forse stasera sono un po’ cattivello, mi scuso con chi se la potrebbe prendere ma…

  6. Scusa Enzo e scusate tutti : intendevo che con mia figlia abbiamo affrontato la fotosintesi clorofilliana …mi è sfuggita la parola.
    A presto.

  7. caro Mario,
    hai ragione… sembra quasi assurdo pensare che nessuno ci avesse mai pensato… Basta guardare la natura e cercare di imitarla al meglio con la nostra tecnologia (buona, in questo caso). Copiando l’occhio abbiamo creato i telescopi. Non saranno mai raffinati come i nostri, ma riescono a essere più grandi e a vedere dove i nostri non possono. Anche questi alberelli non saranno mai perfetti come un albero vero, ma con la loro piccolezza potrebbero veramente fare grandi cose…
    Questa è vera scienza, utile e d’avanguardia. Pensare solo a diatribe, a lottare per il proprio “credo” anche in questi casi, è veramente avvilente per il genere umano… Dovremmo gioirne tutti, GW o non GW che sia… Se fosse vero, sarebbe veramente una rivoluzione non solo tecnologia, ma intellettuale ed etica! Forse molti preferiscono gli sprechi, le lotte, le crisi, ma mantenere alte le proprie convinzioni… Un bacione a tua figlia, che penso sia molto giovane ( posso mandarglielo da nonno…) e che si appassioni come il papà alla natura con spirito innocente e sempre entusiasta!!! :razz: :razz:

  8. Buona sera,
    ottimo articolo,anzi ottima l’idea di questi ricercatori,geniali e intelligenti.
    Comunque rimango a favore della pubblicità GW.
    Essa è sensazionale,è un ottimo strumento comunicativo per dare a noi piccoli esseri (poco umili) la paura e il rispetto che la natura deve avere.
    Poi come si sà,tutto il mondo è paese e nel paese alle benintenzioni dei pochi si aggiungono le maleintenzioni dei molti.Purtroppo è sempre stato così,forse anche per fortuna.Poi d’accordo sul fatto che la propaganda nonscientifica abbia promosso degli assoluti capolavori di ignoranza,ma se non ci fosse stata ?forse qualcuno ora si domanderebbe perchè fare ricerca sulle energie alternative?Perchè destinare fondi per i ricercatori che fanno bene il loro lavoro(come dimostrato dall’articolo sopra) visto che con centrali atomiche e petrolio ho energia a basso costo?
    Vallo a spiegare a quelli ,i quali non pensano a un possibile benessere collettivo ,che queste ricerche saranno utilissime in futuro.Bensì vorrà in dietro quei soldi a forza di “manganellate” o “P38″!Ora a me sembra chiaro che uno spaventapasseri è utile per quegli uccelli che si abbagliano,agli altri nulla gli può fregar di meno.
    Bene se poi il metodo sia alquanto discutibile a me sta bene,se sia utile posso pure metterci la mano sul fuoco,se (ripeto) molti ne approfittano è un dato di fatto.Ahimè a mio modo di vedere “il fine giustifica i mezzi”.
    Buona serata

  9. idea geniale! finalmente qualcuno che proprone una vera alternativa!Putroppo ho il presentimento rimarrà solo una bozza , e nessuno potrà veramente beneficiarne!
    una domanda il colore vero di questi nano-alberi sarebbe il colore del silicone?

  10. Non è che silicone è solo una cattiva traduzione e in realtà si tratta di silicio?
    Due riflessioni personali: e le alghe su cui ho letto lavorano i francesi? Questi nano alberi sono completamente artificiali e sicuramente solo alla portata di paesi tecnologicamente molto avanzati, le alghe forse sono più abbordabili per tutti.