Anche le galassie satelliti “contro” la materia oscura

Sembra fatto apposta. Abbiamo appena parlato di “problemi” per la materia oscura e adesso ecco che ci si mettono pure le nostre galassie satelliti. Che sia l’inizio di una revisione totale? Presto per dirlo, ma altre strade si stanno aprendo.

Prima di iniziare l’articolo, vorrei fare una considerazione generale. Appena si trova un “intoppo” sulla strada dei modelli scientificamente accreditati, ecco nascere immediatamente una serie esasperante di tentativi rivoluzionari. Non piace la materia oscura? E allora via con la revisione totale del modello standard. No, questa -a mio parere- non è vera Scienza. Prima bisogna investigare, approfondire, provare e riprovare, capire veramente la teorie odierne. Solo dopo aver preso in considerazione evidenze osservative, ipotesi, confronti, ecc., si potrà passare a revisioni, spesso non “catastrofiche”. L’enigma “materia oscura” potrebbe risolversi in modo semplice senza buttare al macero teoria della relatività e cose del genere. L’Universo è bello, misterioso, semplice e complesso, senza bisogno di volere introdurre a tutti i costi “sensazionalismi” gratuiti. Ci pensa da solo a meravigliarci continuamente!

Veniamo al dunque.

I sobborghi della nostra città cosmica, la Via Lattea, sembrano molto più popolati e ordinati del previsto. Lo attestano astronomi dell’Università di Bonn, attraverso un’analisi attenta e accurata di vecchie lastre fotografiche. Alla fine, appare uno scenario inaspettato. La nostra galassia è circondata da una “periferia” molto estesa piena di giovani ammassi globulari e di galassie nane, alcuni mai osservati precedentemente. Essa si estende fino a un milione di anni luce da noi.

La Via Lattea consiste di circa 300 miliardi di stelle, immerse in enormi quantità di gas e polvere che si sviluppano come braccia a spirale all’interno di un disco e che nascono da una barra centrale. Il diametro della parte centrale della galassia è pari a circa 100 000 anni luce, Attorno alla struttura principale si trovano varie piccole galassie satelliti (come le Nubi di Magellano) e un gran numero di ammassi globulari. Questi vicini di casa orbitano attorno al centro della Via Lattea e sono, quindi, legati a lei gravitazionalmente.

I ricercatori di Bonn hanno svolto un’analisi accurata come non mai per capire esattamente cosa esisteva attorno alla nostra galassia. Essi hanno analizzato vecchie lastre fotografiche del secolo scorso confrontandole e facendosi aiutare dalla nuova tecnologia dello Sloan deep sky Survey. Il quadro che ne è uscito ha mostrato che la nostra periferia è ben più popolata di quanto si pensasse finora.

Il fatto più “entusiasmante” è che tutti i nuovi oggetti trovati sono distribuiti su un piano perpendicolare al disco galattico. Questa struttura è estremamente “pesante” e si estende da circa 33 000 a un milione di anni luce dal centro della Via Lattea.

I vari oggetti mostrano notevoli interazioni. Come essi si muovono attorno alla galassia, perdono materia, stelle e gas, che vanno a formare estesi “strascichi” lungo il loro percorso. I nuovi risultati mostrano che queste nebulosità diffuse sono perfettamente complanari con le piccolo galassie e con gli ammassi globulari. Ciò dimostra che questa materia vagante non si trova casualmente nella posizione attuale, ma che si muove tutta assieme. In altre parole: è una struttura stabile.

I modelli che si basano sulla materia oscura non riescono a spiegare questa configurazione inaspettata. Nei modelli più recenti, le galassie satelliti dovrebbero essersi formate come oggetti singoli prima di essere catturati dalla Via Lattea. Provenendo da direzioni qualsiasi è assurdo che raggiungano una sistemazione finale perfettamente complanare.

La spiegazione potrebbe essere diversa. Le galassie satelliti e gli ammassi globulari si potrebbero essere formati tutti assieme in un evento gigantesco: la collisione tra galassie. Sappiamo che questi eventi sono piuttosto frequenti e portano a distorsioni notevoli causate dalle forze mareali, dando luogo a filamenti molto estesi che sarebbero i luoghi di nascita delle galassie satelliti e degli ammassi globulari.

La Via Lattea si sarebbe scontrata con una “sorella” minore in un lontano passato. Quest’ultima avrebbe perso parte della sua materia, che sarebbe andata a formare le galassie nane, gli ammassi più recenti e il “bulge” della nostra galassia. Ciò che vediamo oggi sono probabilmente i residui di un evento accaduto circa 11 miliardi di anni fa.

Il responsabile della ricerca conclude con una frase molto indicativa che dovrebbe far riflettere molto il nutrito gruppo di “scienziati” improvvisati, sempre pronti a creare nuove teorie rivoluzionarie. La riporto letteralmente: “Il nostro modello sembra non aver bisogno della materia oscura e mette in grave crisi un pilastro centrale delle teorie cosmologiche più moderne. Tuttavia, proprio per cercare di valutare gli effetti della materia oscura, noi siamo riusciti ad aprire una nuova possibile porta verso la comprensione dell’Universo”. Aggiungo io: “Solo le ricerche umili, accurate e basate su dati di fatto concreti possono lentamente portare verso la verità, in un gioco continuo di comprensione e di interrogativi, di sicurezze e di dubbi. La rivoluzione non ci interessa se nasce solo da spirito egocentrico e da convinzioni basate su una scarsa comprensione di quanto costruito finora”.

Probabilmente (e con mia personale soddisfazione) la materia oscura subirà un continuo ridimensionamento. Forse scomparirà del tutto. Non lo sappiamo ancora. Ma guardiamo sempre con maggiore meraviglia la bellezza del Cosmo e fidiamoci di quei molti scienziati che usano mente e strumenti per l’unico scopo di gettare nuova luce su ciò che ci circonda e non per voglia di apparire ad ogni costo.

La bellissima coppia di galassie  UGC 9618 / VV 340

La bellissima coppia di galassie UGC 9618 / VV 340, sta iniziando un incredibile balletto che creerà filamenti, ammassi globulari, galassie satelliti e porterà a un’unica struttura gigantesca. (Credit: NASA, ESA, the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration, and A. Evans (University of Virginia, Charlottesville/NRAO/Stony Brook University))

L’articolo originale lo potete trovare qui

Informazioni su Vincenzo Zappalà 971 Articoli
Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli anni '70, dedicandosi soprattutto alla determinazione dell'asse di rotazione e, più in generale, all'evoluzione collisionale della fascia principale. I suoi contributi hanno toccato vari risvolti innovativi sia di dinamica che di fisica, portando alla determinazione univoca, ormai globalmente riconosciuta, delle famiglie astroidali. Su queste ha svolto studi molto dettagliati. Ha al suo attivo più di 250 lavori pubblicati sulle maggiori riviste internazionali del settore. E’ stato varie volte membro di Consigli Scientifici di Congressi Internazionali, oltre che Presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerosi discorsi invitati in tutti i maggiori centri di ricerca europei e americani, oltre che in Giappone, in India e in Russia (presso l’Accademia delle Scienze di Mosca). Ha tenuto un corso di planetologia avanzata presso l'Università di Rio de Janeiro. Dal 1997 al 2000 è stato Presidente della Commissione 15 dell’Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro fin dal 1975. E’ stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul Sistema Solare della missione spaziale GAIA. L’asteroide 2813, scoperto nell’Osservatorio Lowell di Flagstaff (Arizona), gli è stato dedicato e porta il suo nome. Ha sempre avuto una grande passione per la divulgazione, cercando di far conoscere l'astrofisica e le sue meraviglie a tutti colloro dotati di volontà di imparare, indipendentemente dal titolo di studio e dall'età. E' autore di diversi libri dedicati all'Universo, che si possono trovare nell'apposita sezione del sito. Da parecchi anni collabora come esperto esterno a questo blog inserendo articoli che spaziano tra i diversi campi dell'astrofisica, sempre, però, condotti a un livello interpretativo comprensibile anche dai neofiti.

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10 Commenti

  1. Non posso che essere d’accordo con te, Enzo.
    Solo l’umiltà ti dà la capacità di vedere al di là delle tue convinzioni, e di scorgere la Verità.
    L’egocentrismo all'”ipse dixit” ha sempre e solo combinato guai…

  2. Sono un neofita e il mio pensiero potrebbe essere una cavolata ma mi viene da fare un raffronto con un atomo: la nostra galassia il nucleo e gli ammasi globulari e galassie nane gli elettroni. Forse l’immensamente piccolo è molto più simile dell’immensamente grande più di quanti si pensi. Ciao

  3. caro Armando,
    la tua similitudine è esatta e ricorrente. Pensa al Sistema Solare. Alla stessa galassia, in cui le stelle ruotano attorno al centro. Le stesse galassie rutano in qualche modo attorno al baricentro del loro gruppo. L’unica diversità fondamentale è che per gli oggetti grandi questo fatto significa FORZA DI gravita’, per l’atomo FORZA ELETTROMAGNETICA.
    😉

  4. “Il nostro modello sembra non aver bisogno della materia oscura…”

    Sarà che sono mezzo cieco, per cui mi risulta naturale non vedere tante cose… ma io, istintivamente e senza pretese scientifiche, continuo a pensare che “l’enigma” della materia oscura si risolverà semplicemente “vedendo” e giustificando gravitazionalmente materia ordinaria che oggi non riusciamo a vedere o per limiti osservativi o per errori di calcolo…

  5. Solo una curiosità, utile anche per ricevere i commenti: il piano perpendicolare attraversa la Via Lattea nella parte stretta in modo che l’insieme assume un aspetto romboidale?

  6. Mi unisco al coro di coloro che diffidano delle rivoluzioni e delle grandi revisioni a cuor leggero. Mi piace ricordare che materia ed energia oscura hanno questo nome non tanto per le loro proprietà fisiche ma soprattutto perché non spiegate, quindi oscure soprattutto in quanto “non conosciute”. Non mi stupirei certo se una cosa una volta sconosciuta e oscura divenisse poi chiara e comprensibile attraverso l’evoluzione e il miglioramento delle equazioni (e quindi delle teorie) attualmente accreditate, come è praticamente sempre successo nella storia della Scienza (con la S maiuscola).

  7. caro Gaetano,
    la Via Lattea ha una forma quasi circolare vista dall’alto (chiamiamolo così). Per cui qualsiasi piano perpendicolare ha le stesse caratteristiche. Quale sia il suo azimut rispetto al piano del disco non è ancora riportato.

    caro Nicola,
    ovviamente sono perfettamente d’accordo con te!!!

  8. Daccordo con Nicola, caro Enzo, ma daccordo anche con Armando, forse perchè anche io neofita.
    Carissimo Enzo mi viene un ragionamento da fare: se la somiglianza tra piccolo e grande è così marcata (perchè lo è eccome), la similitudine tra forza di gravità e forza elettromagnetica lo è altrettanto.
    Forse sono 2 facce della stessa medaglia? Forse sono la stessa cosa? Ed allora avremmo trovato già l’unificazione delle forze tanto agognata.
    Facile è? A dirsi naturalmente, soprattutto se lo dice un personaggio comre il sottoscritto . Mah!! ❓ 😐

  9. Ed anche le equazioni di forza gravitazionale e forza di Coulomb sono “terribilmente” simili! sono convinto che i nostri Veri scienziati riusciranno a risolvere questo dilemma senza modificare eccessivamente le teorie esistenti, anche perchè bisogna tenere conto che in un grande numero di applicazioni queste teorie funzionano eccome!

  10. @enzo
    “touchè”,colpito e affondato,mi arrendo.
    Umiltà e solo umiltà.
    😳
    Buona giornata!