Una recente ricerca ha mostrato che le galassie più antiche, pensate immerse nella materia oscura, hanno tre volte più massa “normale” del previsto. Di conseguenza, serve molto meno materia “strana”.

Il gruppo dell’Atlas3D, guidato dall’Università di Oxford, è riuscito a rimuovere l’alone di materia oscura nelle galassie più antiche. E’ stato, infatti, provato che i modelli che legano luminosità e massa di una galassia sono decisamente da rivedere.

Il risultato solleva un altro problema: “Come hanno fatto le galassie primordiali a crescere così in fretta?” Sembra che la massa ricavata dalla luminosità apparente sia solo la punta di un iceberg, che nasconde un numero ben maggiore di piccole stelle, pianeti e probabilmente buchi neri. Tutti oggetti invisibili, ma massicci.

Finora si pensava che dalla luminosità si potesse ricavare la massa totale. Ciò che non tornava rispetto alla gravità veniva attribuito alla materia oscura. Con le nuove analisi sembra proprio che non serva più questa aggiunta e nemmeno gli sforzi fatti per separare il contributo della massa barionica da quella invisibile.

L’ammasso di Omega Centauri: le stelle rosse (blu significa “caldo”, rosso “freddo”) sono proprio quelle che potrebbero in parte spiegare il disaccordo tra luminosità e massa. Esse sono visibili negli ammassi, relativamente vicini, ma non nelle galassie lontanissime e primordiali. (Fonte: NASA/ESA/Anderson/van der Marel)

L’ammasso di Omega Centauri: le stelle rosse (blu significa “caldo”, rosso “freddo”) sono proprio quelle che potrebbero in parte spiegare il disaccordo tra luminosità e massa. Esse sono visibili negli ammassi, relativamente vicini, ma non nelle galassie lontanissime e primordiali. (Fonte: NASA/ESA/Anderson/van der Marel)

In particolare, esiste una legge che lega massa e luminosità, variabile a seconda del tipo di galassia. In alcuni casi, si ottengono masse tre volte superiori a quelle previste dal modello unificato.

Piano, piano, tutto rientra nel modello standard senza nemmeno ritoccare la legge di gravità. Io, in fondo, sono molto contento! Comunque, aspettiamo ancora prima di scrivere la parola fine sulla materia oscura: Attendiamo che si schiarisca ancora un po’…

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Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli an ... pagina autore

  1. Caro Enzo, dai e dai si sta smantellando la necessità di una materia "misteriosa".
    Sta scomparendo come Houdini...

  2. caro Red,
    penso proprio di sì... e non mi dispiace poi tanto... E' sempre bello VEDERE chi hai di fronte...

  3. E allora tutte le problematiche relative all'incongruenza nella velocità di rotazione di astri più o meno lontani dal centro galattico nelle galassie più vicine a noi...? Non veniva attribuito anche quello alla materia oscura? e mo'?

  4. caro davide lampeggiante,
    il fatto che vi sia molta più materia barionica (non considerata prima) sta risolvendo i problemi legati alla troppa gravità presente attorno alle galassie e negli ammassi galattici. Abbiamo trovato materia non "visibile", ma che in realtà esiste ed è normale...

  5. Io intuitivamente e senza pretese (non sono uno scienziato) la parola fine l'ho scritta già anni fa e riportata in diversi commenti ad articoli sulla materia oscura, apparsi su questo sito.
    Il fatto è che, spesso, anche la Scienza tende alla spettacolarizzazione e, non c'è dubbio, la "Materia oscura" è molto intrigante e spettacolare...
    Sono contento per Einstein ed il Modello Standard!
    Ed ora tutti a caccia (ci piace l'enigma, lo spettacolo...) del bosone di Higgs e delle forme di vita Aliene...