Oramai avere uno smartphone o un tablet non è più un lusso di pochi, anzi sono in pochi coloro che non ne posseggono (almeno) uno…
Noi appassionati di Astronomia abbiamo infinite possibilità di portare sempre con noi un dispositivo ancora più potente ed utile per le nostre ricerche ed osservazioni.

Se andiamo ad analizzare il nostro smartphone, quante app possediamo di carattere Astronomico o per lo meno Scientifico? Al di là di quelle consuete che ci catapultano nel mondo dei social network, in tutte le salse possibili ed immaginabili e secondo i nostri gusti, della posta elettronica, dei messaggi, oltre che delle comunicazioni in voce o in video, come possiamo sfruttare al meglio la potenza di questi aggeggi infernali, indirizzandola nel campo della nostra passione, l’Astronomia?

Come per qualsiasi argomento dello scibile, dal sacro al profano, dall’inutile all’utile, dal serio al giocoso, esiste una fonte apparentemente inesauribile di app per tutti i gusti e di tutte le fatture ed allora succede che la prima cosa che si fa dopo aver acquistato un nuovo telefonino è inondarlo di app, giochi e passatempi fino a riempire tutta la memoria a disposizione. Ci si ritrova così con una marea di programmi che magari utilizziamo pochissimo, così come già facciamo con il nostro PC di casa.

Come è noto il mondo android è (fin troppo) aperto e libero, da costoso ad economicissimo, ma comunque potente, mentre il mondo Apple è chiuso, bloccato, indelebile, costosissimo in tutti i suoi aspetti. Esiste un altro pianeta, quello Windows Mobile, che sta emergendo (ormai da un po’ di tempo) e a mia sensazione non raggiungerà mai la potenza e dinamicità del primo, ponendosi a giusta distanza tra i due maggiori contendenti: abbastanza chiuso da un lato, ma con parecchie potenzialità dall’altro. Scegliere tra uno o l’altro è pura questione di gusti e di preferenze ed il tempo come al solito ci permetterà di conoscere tendenze, forza e caratteristiche di ognuno dei tre mondi principali.

Supponendo perciò che una volta acquistato il proprio smartphone ne siamo contenti se non entusiasti, sappiamo che il mondo dell’Astronomia è ben presente sul mercato (soprattutto gratuito) e c’è a volte solo l’imbarazzo della scelta, magari verificando in giro cosa ne pensa la gente, gli utilizzatori: sappiamo però che si va molto a gusti personali e per una stessa app siamo sicuri che su 100 commenti, 50 sono positivi e 50 sono negativi. Con questa serie di articoli mi sono prefissato lo scopo di presentare e testare quanto offra il mercato delle app: ovviamente i giudizi e le considerazioni sono strettamente personali e potranno sicuramente essere oggetto di dibattito tramite il nostro Forum.

Da appassionato di Astronomia, nel corso degli anni ho sfruttato e sfrutto appieno quanto di meglio esista nel mondo dei PC (desktop) con programmi che oggigiorno sono più potenti di quelli utilizzati vent’anni fa dalla NASA e da qualche anno a questa parte la stessa rivoluzione si ha nel modo del mobile, dove troviamo veri gioielli di grafica spinta, con possibilità di calcolo che fino a qualche anno fa erano possibili solo con il nostro PC di casa.

L’ovvia caratteristica degli smartphone è che si ha tutta questa potenza a portata di mano, sempre ed ovunque ed allora se ci si orienta verso un potente tablet le soddisfazioni crescono in modo esponenziale: sappiamo tutti che esistono app che consentono di capire quali sono le costellazioni che abbiamo davanti a noi, semplicemente puntando il nostro cellulare verso la stella desiderata… Ma quanto possono essere microscopici i display degli smartphone!

Nelle prossime puntate…

Tanto per dare un’idea di cosa ci aspetta in questa serie di articoli, nel mio tablet Lenovo da 10″ ho attualmente una collezione di almeno una ventina di app scientifico-astronomiche una più bella dell’altra e delle quali voglio parlarvi diffusamente, presentando screenshot, diagrammi, tabelle e quant’altro possa essere utile. Per semplificarmi la vita di redattore, mi avvalgo di un programma su PC uscito recentemente e che rappresenta una sorta di trait d’union tra il mondo desktop (Windows) ed il mondo mobile (android). Si tratta del programma chiamato Nox APP Player (in breve Nox), del quale i creatori dicono “Best Android emulator, enable mobile game playing on PC”. Dopo averlo utilizzato da parecchio tempo e considerato che c’è tutta una comunità di utilizzatori che ne chiedono continuamente miglioramenti e funzionalità aggiuntive, devo proprio ritenermi soddisfatto e vedremo che è alquanto riduttivo utilizzarlo solo per i giochi (cosa che io tra l’altro non ho mai fatto!).

L’Emulatore Nox

Si tratta di un programma che gira sotto Windows, gratuito, abbastanza semplice da utilizzare, ma davvero potente e che permette di aprire uno o più mondi android in parallelo e finché il nostro PC ce la fa, come se avessimo altrettanti tablet o smartphone a disposizione, potenti e gratuiti!! Come per Celestia e Stellarium, ovviamente non ricevo alcun contributo da parte degli autori cinesi… le mie sono solo personalissime impressioni dovute all’uso.

Il trucco, quello che c’è dietro le quinte, è che Nox crea per ogni istanza del programma una Virtual Machine (VM, una macchina virtuale Virtual Box della Oracle) in cui gira un moderno sistema operativo android, pronto ad eseguire app, giochi e quant’altro , il tutto in modo personalizzabile a cominciare dalle dimensioni della finestra utilizzata, verticale od orizzontale che sia: cellulari da 4″, phablet da 7″ oppure ancora tablet da 8″, 10″, 15″ in su fino alla dimensione dello schermo del PC (e oltre). Il tutto ovviamente all’interno di comuni finestre, dotate di una sfilza di iconette in verticale per effettuare i comandi più disparati e necessari. Per ogni macchina virtuale (cioè ogni dispositivo android) possiamo scegliere anche altre caratteristiche tecnicissime, quali il numero di Core del processore da  utilizzare: il numero di dispositivi virtuali contemporanei dipende solo dalla potenza del PC, del suo processore e dalla RAM a disposizione.

Detto che il programma Nox si trova in questo sito, possiamo scaricarne l’ultima versione e lanciarne l’eseguibile: dopo una quindicina di secondi avremo nel PC un mondo android perfettamente funzionante (vabbé, qualche bug qua e là esiste ancora, inevitabilmente). All’atto del caricamento si ha una schermata di questo tipo

schermata di caricamento del programma Nox

schermata di caricamento del programma Nox

che prelude (nella mia configurazione) ad un tablet le cui dimensioni del display sono 1440 x 900: l’aspetto del tablet android è questo

schermata 1440 x 900 del mio tablet virtuale

schermata 1440 x 900 del mio tablet virtuale

se invece desideriamo lavorare con uno smartphone (e lo possiamo fare contemporaneamente al tablet!) otterremo, alla fine del caricamento, la seguente schermata 480 x 800

schermata 480 x 800 di uno smartphone

schermata 480 x 800 di uno smartphone

Nelle due schermate abbiamo come detto in verticale tutta una serie di icone rappresentanti di altrettanti comandi da poter eseguire: le ultime tre in basso sono quelle che conosciamo bene per essere presenti nel nostro cellulare e che usiamo mille volte al giorno.

All’interno della finestra vediamo le icone delle app già presenti nella macchina android: troviamo ad esempio la fotocamera (che è proprio quella eventualmente connessa al PC), le app, il browser di default ed una cartellina chiamata “astronomia” che si sta cominciando a popolare!
Tecnicamente parlando, la versione di android è la 4.4.2, ben rodata anche se non recentissima, con due launcher ed una dotazione di app contenente gli indispensabili File Manager (della CyanogenMod Project), la Galleria, il Play Store (ufficiale!), una versione lite di FB, il tutto rootabile (se lo si desidera e se si sa cosa si stia facendo!).

Come faremmo con uno smartphone o un tablet vero, possiamo accedere al Play Store con il nostro account di Google, ritrovando così magicamente tutte le app che avevamo scaricato su nostri dispositivi non virtuali: Nox utilizza le OpenGL per la grafica e finora quasi tutti i programmi che ho provato funzionano molto bene…

Una cosa che non funziona (ovviamente!) è il telefono: le app relative non esistono nemmeno, ma poco importa.

Come dicevo, è facilissimo fare le screenshot di un’app, premendo sull’iconina con le forbici a destra in alto, dopodiché è Nox stesso a salvare l’immagine in un’apposita cartella del PC, in modo del tutto automatico: molto più semplice ed immediato che non fare una foto sul tablet e poi trasferirla sul PC via WiFi o tramite USB.

Appuntamento alla prossima puntata dove parlerò della prima app astronomica, la splendida LunarMap HD, che magari potete già iniziare a scaricarvi dal market e del quale questo è un assaggio

la zona di Clavio in alta risoluzione

la zona di Clavio in alta risoluzione

mentre questi sono i crateri centrali all’interno di Clavius alla massima risoluzione disponibile! Niente male!

il dettaglio dell'interno del cratere di Clavius

il dettaglio dell’interno del cratere di Clavius

Traduzioni scriteriate

È un vecchio argomento che ogni tanto torna alla ribalta, il problema delle traduzioni in italiano delle app di solito create in lingua inglese. Visto che il nostro dispositivo è in genere in italiano, sappiamo che già il Play Store si ostina a tradurre in modo incredibilmente errato e ridicolo quasi tutte le spiegazioni delle app che uno vorrebbe scaricare: mi capita tantissime volte che la traduzione è così oscena che non si capisce nemmeno che cosa voglia dire.

Purtroppo mi sembra di poter dire che non c’è possibilità di evitare la traduzione, a meno di non settare la lingua del dispositivo in inglese (tramite le Impostazioni): tante volte sarei proprio tentato di farlo.

Il fatto è che anche le singole app vengono tradotte automaticamente ed i risultati sono alquanto sconcertanti.

Uno dei vari programmi che analizzerò ha una paginetta di “impostazioni” (tra virgolette, perché di certo leggerla non aiuta!) di questo genere

traduzione insensata di una paginetta di impostazioni

traduzione insensata di una paginetta di impostazioni

ovviamente “spettacolo fps” vorrebbe essere una traduzione di “show fps” e cioè “mostra fps” (fps sono i frame per second delle animazioni), mentre l’inquietante “tenere svegli schermo” è la traduzione malvagia di “keep screen awake”, che già in inglese suona male.

Un altro esempio che mi è capitato proprio in questi giorni riguarda il giochino Tangram, la cui interfaccia è stata “tradotta” però già dall’autore

menu del giocho Tangram per android

screenshot del menu e delle impostazioni del gioco Tangram per android

confesso che all’inizio mi sono trovato davvero a disagio nelle impostazioni: avrei provato lo stesso disagio se le scritte fossero state, che so io, in russo…

Il mio suggerimento? Usate i programmi in inglese: non fa male … E se non sapete l’inglese, allora che aspettate ad impararlo? Non vi sentite un tantinello fuori dal mondo?

Comunque sia, rimanete sintonizzati!

 

 

 

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Info Autore

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Classe 1955, è nato e vive a Roma, è laureato in Ingegneria Elettronica e lavora come sviluppatore software, ma avrebbe voluto laurearsi in Astronomia. Coltiva la passione per l’astronomia dal giorno dopo lo sbarco dell’uomo ... pagina autore

  1. Mah?! Io ho provato a scaricare Sky Safary (di cui posseggo due versioni,4 e 5, regolarmente acquistate e utilizzate su dispositivi android) ma non mi consente di installarle. Se provassi anche queste, fammi sapere...o meglio attendo le puntate successive

  2. per non togliere il gusto della sorpresa, non anticipo ulteriori dettagli sulle prossime puntate!

    laddove ci siano problemi con qualche app oppure semplicemente per segnalarne qualcuna che vi piace in particolare, indicate possibilmente oltre al nome, la versione ed in quale mondo (android, Apple o WM) vengono eseguite ...

    abbiate pazienza, perché di app astronomico-scientifiche ce ne sono davvero tantissime!