In non sono religioso, lo ammetto, almeno nel senso che non seguo gli indirizzi e le convenzioni della Chiesa. Forse però a modo mio sono un credente. Mi basta l’armonia e la perfezione della Natura per pregare. E non chiedo altro…
Ogni tanto mi piace anche “umanizzare” gli oggetti dell’Universo, siano essi stelle, galassie, buchi neri o magari anche qualcosa di ancora più complicato e misterioso. Poi chiamiamolo come vogliamo …
Arrivò in un giorno di aprile, poco dopo l’alba, nei pressi di una qualsiasi cittadina di una qualsiasi nazione. La sua astronave era quanto di più lontano si potesse immaginare da un mezzo spaziale capace di superare anni luce di distanza e combattere contro le forze terrificanti dell’Universo. Sembrava quasi un gioco da bambini, un insieme di legno e latta, con tante belle luci colorate. Lo trovarono vicino alla sua navicella mentre si guardava intorno con aria tranquilla, quasi in attesa. Ci volle tempo prima che la pacifica e semplice gente del luogo capisse chi era e da dove veniva. Il suo aspetto fisico non era diverso da quello umano; indossava una lunga tuta senza maniche, che assomigliava più ad un mantello che ad una sofisticata veste spaziale. Respirava tranquillamente l’aria terrestre e si muoveva con circospezione guardando e toccando tutto ciò che incontrava, con gli occhi vivi e desiderosi di conoscere. Il suo volto esprimeva gioia e dolcezza. Ma non parlava. Lo sceriffo, accompagnato dal sindaco, dal parroco e dalle altre autorità del piccolo centro urbano, non sapeva che fare. Da prima la comunità fu presa da sgomento e da paura, tenendolo a debita distanza. Poi, viste le sue reazioni del tutto prive di segni violenti, fu invitato a seguirli, mentre il capo della polizia telefonava ai superiori per ricevere ordini sul da farsi. Non fu facile convincerli, ma alla fine decisero di mandare una pattuglia speciale con uno psicologo ed un astronomo.
Il nucleo d’azione lo trovò nella sala comunale, mentre era subissato da domande che gli piovevano dappertutto. I bambini lo guardavano con gli occhi spalancati, mentre le madri cercavano di lasciarli fuori da quella situazione ancora molto ambigua: magari era uno squilibrato, un matto, anche se non ne aveva l’aria. Lo psicologo si fece spazio e lo scrutò attentamente. L’alieno si fece visitare sommariamente senza cambiare il suo sguardo calmo e rilassato. Osservava tutto, ma non mostrava più grande meraviglia. Dopo essere tornati sul punto dell’atterraggio, la versione del “malato di mente” cadde del tutto. Si, l’astronave minuscola sembrava fatta per far passare il tempo ai bambini, ma certe caratteristiche dei sistemi propulsivi, dei materiali usati, del sistema di guida, fecero capire che non si trattava di una messa in scena. Quell’aggeggio sgangherato ed estremamente semplice aveva davvero attraversato il Cosmo. L’astronomo ne ebbe praticamente la certezza, quando vide una mappa della Via Lattea (non poteva che essere lei, accidenti!) da un punto di vista “esterno”. Non vi erano dubbi, quell’essere aveva viaggiato per milioni e forse miliardi di anni luce. Nel giro di un paio d’ore la notizia si sparse per tutto il mondo ed intervennero l’esercito e l’ONU, mentre i capi degli stati più importanti fecero organizzare in fretta e furia conferenze stampa trasmesse in tutte le televisioni del globo. L’uomo aveva avuto il primo, vero, sicuro contatto con una razza aliena! Si fermarono addirittura alcune delle solite e numerose guerre che esplodevano un po’ ovunque nel mondo. Si decisero delle tregue a tempo indeterminato e l’interesse dei mass media e dell’intero popolo terrestre si concentrò su quella insignificante figura proveniente dagli spazi intergalattici.
Ma lui continuava a non parlare. Sorrideva, scrutava ogni cosa e non chiedeva niente, nemmeno a segni. Gli offrirono da mangiare, da bere, da dormire, nell’attesa delle decisioni dei potenti: con un debole cenno della testa e della mano l’alieno declinava ogni offerta. Il giorno dopo iniziò il suo viaggio in giro per il mondo. Fu invitato alle Nazioni Unite, dal Presidente degli Stati Uniti, al Vaticano, nella Moschea di La Mecca, ma la situazione non cambiava. Lui guardava tutti negli occhi e sorrideva. I mezzi di comunicazione di massa erano molto imbarazzati. Era la notizia dell’anno, del secolo, del millennio, forse, anzi sicuramente, la più importante di tutta la razza umana, ma non riuscivano a sfruttarla adeguatamente. L’alieno non faceva spettacolo! Ed anche i capi di stato ne furono contrariati e delusi. Non riuscivano a dimostrare la loro vera posizione gerarchica nel delicato quadro delle relazioni internazionali. L’essere venuto da così lontano sorrideva a tutti nello stesso modo, ai potenti ed ai loro servitori, alle alte cariche ed ai bambini. E rifiutava le offerte di chiunque. Non mangiava, non beveva, non dormiva, non riposava, e sembrava non averne bisogno. I medici, i biologi, i chimici, gli astronomi, ecc., pensarono che forse nella sua navicella avrebbero trovato la spiegazione a quel mistero, forse poteva cibarsi solo di qualcosa di introvabile nella Terra.
La girarono in lungo ed in largo, di sopra e di sotto, ma senza alcun risultato. Ed intanto, non sapendo cosa fargli fare, l’alieno veniva trasportato da un luogo all’altro del globo. Attraversò metropoli, entrò nei luoghi di culto più diversi, partecipò a feste sfrenate negli alberghi di New York e nelle lussuose tende degli emiri arabi. Fu portato sui campi di battaglia del Medio Oriente, delle Filippine, dell’America del Sud. Gli furono mostrate le più grandi scoperte della tecnologia, le armi più sofisticate, gli ospedali, i musei, le opere d’arte di qualsiasi tipo. Il mondo pensava: “un po’ alla volta si renderà conto di dove è giunto e comincerà ad interagire”. Osservò le meraviglie della Natura e dell’abilità dell’uomo. Non aveva un momento di riposo, anche perché sembrava che non gli fosse necessario. Di fronte alle cose più belle ed alle atrocità più sconvolgenti, la sua espressione non cambiava. Un eterno sorriso, solo leggermente più accennato in certe situazioni, ma praticamente indistinguibile. Gli si mostrò il piacere più sfrenato, la ricchezza più splendente, ma anche le carceri più lugubri e la povertà più drammatica. I ricchi e i potenti gli offrivano di tutto, i derelitti ed i miseri gli chiedevano ancora di più.
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54 Commenti a “Un alieno venuto da lontano”
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@Elisabetta…già fatto !!! Tratterà di nuovo di “macchie solari” ….. e non sarà una cosa …seria… ![]()
grande Mario (come vorrei venissi a Pienza…) e grande anche Mauro (tu vieni?).
@Enzo
Grazie, verrei volentieri, purtroppo gli impegni di lavoro non mi permettono di allontanarmi troppo, aprirò una Falanghina e brinderò da lontano.
grande la falanghina, Mauro!! ma quella “vera” che si coltiva alle falde del Taburno…non quella dei supermercati… Ci capiamo vero?
Certo Enzo, La Falanghina del Beneventano sicuramente è la migliore di quelle fatta in Campania, ossia dei Campi Flegrei e dell’ irpinia, la si distingue dal colore giallo paglierino con un riflesso verdognolo. La zona produce anche un ottimo Aglianico fatto utilizzando le tre uve bianche più pregiate della campania, La Falanghina, il Fiano ed il Greco. Maggiori notizie a questo link http://www.positanonews.it/dettaglio.php?sez=L%27-EnoGastroNauta&id=17 368
@ Enzo
Purtroppo penso che non ci sarò ad assaggiare il buon succo d’uva.
Avrei portato anche un mio amico siciliano appassionato conoscitore dei vini della sua regione (Nero d’Avola e Grillo in particolare).
Comunque continuiamo a sentirci e poi vedremo.
Il racconto è molto bello ed interessante, peccato che nel lontano 1975 fecero un film simile. Dove Gesù girava in Ferrari ed andava a cristianizzare la gente col Concorde. Non ricordo il titolo, ma era un bellissimo film.
@Gianni,
ops
giuro che non lo conoscevo…. Di chi e con chi era? ![]()
@Enzo
http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/01/29/mino-reitano-ha-fatto -un-film-blasfemo-contro-gesu/ (un film blasfemo) mi spiace che a quanto pare Mino Reitano ne era attore protagonista. Enzo lo sai che tra te e Gesù ci sono molte affinità? Lui era un ottimo intenditore di vini ed era il più Grande Astronomo nonchè Fisico, hum!… non è che ci nascondi qualcosa? ![]()
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@ enzo
I tuoi racconti sono molto stimolanti perchè toccano in profondità quella che è l’umanità.Io credo che la fantascienza ( che può apparire una lettura leggera)abbia questa capacità.
La prossima volta però voglio ridere. Mi raccomando.