Giove e dintorni

La seconda tappa del nostro viaggio ci porta su Giove, il pianeta più grande del Sistema Solare. Vi siete mai chiesti come apparirebbe visto dai suoi quattro satelliti principali? Buona visione!

Eccoci nella seconda tappa del nostro viaggio con l’astronave “Stellarium” (dal nome del programma con cui ho realizzato l’idea e le figure), alla ricerca di immagini e panorami mozzafiato qua e là per il Sistema Solare. Stavolta girovagheremo tra i quattro satelliti principali di Giove, che ricordo essere i famosissimi Io, Europa, Ganimede e Callisto, scoperti da Galileo Galilei e tutti e quattro accomunati dalla caratteristica veramente peculiare di avere un’orbita sincrona (periodo di rotazione su se stessi uguale al periodo di rivoluzione attorno a Giove) e cioè di mostrare sempre la stessa faccia a Giove, così come fa la Luna nei confronti della Terra e come fanno i due satelliti di Marte, Phobos e Deimos.

Mi sono limitato ai quattro satelliti principali di Giove, mentre ho volutamente trascurato gli altri 59: il nostro viaggio sarebbe durato troppo!

Uno sguardo dal gigante

Lasciato Marte, ci dirigiamo verso il pianeta più grande del Sistema Solare. In meno di un secondo eccoci dunque nei pressi di Giove: dato che però il pianeta non è roccioso, dove possiamo “aggiovare”? Dobbiamo planare sopra le sue nuvole caotiche: andiamo a dare uno sguardo nelle vicinanze e cerchiamo i quattro satelliti…

Io da Giove

Eccolo laggiù, Io, guardando bene potremmo vedere anche i pennacchi dei vulcani attivi: il fatto che Io sia un satellite ricco di vulcani e geologicamente attivo è dovuto all’attrazione dei suoi “fratelli” medicei, che ne alterano l’orbita con piccole e periodiche variazioni allontanandolo e avvicinandolo a Giove. Questo comporta un riscaldamento interno dovuto all’effetto mareale risultante, e il calore generato è talmente elevato che parte della massa del satellite viene liquefatta, innescando fenomeni di eruzioni vulcaniche; caso più unico che raro nel Sistema Solare.

Visto da Giove, Io è grande praticamente come la nostra Luna, una trentina di primi di diametro, con una magnitudine più bassa (-7 e qualcosa): ma la Luna è intrinsecamente più bianca quindi riflette molto di più.

Io

Apro e chiudo un aneddoto italiano riguardante Io: anni fa, quando le sonde Voyager per prime ne avevano mostrato l’aspetto, il satellite (figura) era subito sembrato molto strano, differente da qualsiasi altro satellite esistente solitamente butterato di crateri… Qualche burlone, laggiù negli States, la prima cosa che ha detto è che gli ricordava una italian pizza. A guardar bene forse non aveva tutti i torti, specie perchè le prime foto pubblicate sulla rivista Sky & Telescope erano molto più rossicce…

Europa da Giove

Europa invece (figura) ha un diametro di meno di 20’, ma è più luminoso di Io, con una magnitudine di circa -8, proprio per il fatto che ha una superficie maggiormente riflettente. Dalla sonda Voyager prima e dalla Galileo più recentemente, è apparsa una superficie piena di striature che lasciano presupporre la presenza di oceani ghiacciati.

Ganimede da Giove

Anche Ganimede, visto dalla nostra postazione (figura) ha quasi lo stesso diametro apparente di Europa, ma in realtà ciò avviene perchè pur essendo più distante, ha un diametro maggiore. Infatti Ganimede è il satellite più grande di tutto il Sistema Solare e con i suoi 5262 Km di diametro è di gran lunga più grande del pianeta Mercurio (che viceversa ha un diametro superiore a 4800 Km).

Callisto da Giove

Eccoci dunque ad osservare Callisto (figura), che con un diametro apparente di meno di 10’ è il più piccolo dei quattro, seppur anch’esso luminoso, con una magnitudine intorno a -6. Callisto è anche lui molto grande, tanto da essere praticamente gemello del pianeta Mercurio, e presenta una superficie ricchissima di crateri.

Tutti i dettagli nella pagina seguente

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12 Commenti

  1. 😯 e quindi Ganimede e Callisto sono grandi quasi come Marte, ovvero un pò meno della metà della Terra. Allora sarà relativamente facile camminare, per la gravità, sulla superfice di questi satelliti per i futuri astronauti, e lavorarci, ovviamente, per estrarre tutte le risorse :mrgreen: dal sottosuolo

  2. Premesso che Stellarium è un gran bel programma e mi salva la vita nelle serate nuvolose, aggiungo che quest’articolo è una gran fig..a!
    Bravo Pierluigi…eh si…ogni giorno mi dai sempre più soddisfazioni!!! 😆
    Appena possibile andiamo a prendere una pizza su Ganimede?!!!
    E’ quello che mi piace di più! anche se per una pizza forse sarebbe più indicato Io!!!
    😀
    besitos a todos!

  3. grazie arranita! 😳 😉
    in effetti quando il cielo è nuvoloso (ultimamente molto spesso… 😈 ) stellarium mi permette di continuare a fare osservazioni!
    ok per la pizza su ganimede, ma pare che la facciano davvero meglio su Io: ma si sa, è questione di gusti… Per ottime grigliate di pesce invece mi dicono che bisogna andare su Nettuno! 😆 😆
    Torniamo seri… La prossima puntata sarà su Saturno: che spettacolo!
    a presto!

  4. Mi avete fatto venire fame! Deciso: stasera pizza, anche se sulla Terra…
    bravo PierLuigi, bell’articolo! Non vedo l’ora di leggere la descrizione di Saturno. 😎 Esiste qualcuno che ipotizzi vita marina su Nettuno?

  5. @Maurizio
    La mia battuta era ovviamente legata al fatto che Nettuno era il dio del Mare e tutti i suoi satelliti (passati e recenti) sono stati battezzati con nomi di divinità marine o comunque legate all’acqua…
    Più seriamente 😎 , Nettuno è ricoperto da una coltre di nubi principalmente formata di gas (idrogeno, elio) e idrocarburi (metano) per cui vita marina, così come la concepiamo noi, non è così probabile: forse in qualche satellite, chissà…

  6. Salve Pierluigi, io non ancora riesco ad utilizzare Stellarium come te, ovvero non riesco a spostarmi dalla Terra..mi puoi aiutare? comunque ho la versione 0.9.1. che penso sia l ultima…grazie

  7. @Mattia e @tutti gli interessati:
    ho già scritto un articolo, una mini guida, in cui spiego brevemente come usare Stellarium.
    Nell’attesa che questo articolo venga pubblicato, consiglio vivamente di studiare il manuale (è in italiano!): leggetelo un po’ per volta dato che è abbastanza lungo e difficile, ma completo!

  8. Ecco il link ai manuali utente, in Italiano siamo fermi alla versione 0.7.1, ma sono presenti la maggior parte delle funzioni.

    @Pierluigi
    Fino ad ora, per le mappe del cielo del mese, ho sempre usato la versione 0.8.2 e non l’ultima (sebbene la utilizzi offline), perchè nella versione 0.9.1 le stelle principali delle costellazioni appaiono troppo puntiformi e non demarcano bene la costellazione stessa.

    Ecco quindi che sono andato a spulciare il file di configurazione del software (0.9.1) e mi si è aperto un mondo! Praticamente è possibile cambiare tantissimi parametri non presenti nell’interfaccia. Ad esempio il colore delle linee delle costellazioni, del cielo e dei punti cardinali. Tra questi ho trovato anche la gestione della “puntiformità”, e ho praticamente replicato il setup della vecchia versione.

    Tutto questo per dire che una guida avanzata su Stellarium, che apporterebbe valore aggiunto a quella già esistente, potrebbe proprio essere la personalizzazione del software. Che ne dici, facciamo un sunto dei parametri più importanti e li pubblichiamo insieme alla guida già scritta da te? 😛

  9. Sì stefano! Sono pienamente d’accordo, così facciamo un favore a tutti i nostri amici astrofili! 😉
    Trovo che per pianificare una serata di osservazioni e di foto astronomiche, oppure semplicemente per volare nel sistema solare, stellarium è proprio indispensabile!