Trovato il buco nero mancante…

Finalmente è stato individuato un buco nero di dimensioni intermedie tra quelli stellari e quelli supermassicci posti al centro delle galassie. La scoperta è fondamentale per spiegare la creazione di questi ultimi.

In una galassia a 290 milioni di anni luce da noi (ESO 243-49) è stato scoperto un buco nero con una massa pari a circa 500 volte quella del Sole. Non troppo grande, ma nemmeno troppo piccolo. Fino ad ora si conoscevano soltanto buchi neri super-massicci, posti al centro delle galassie, con masse dell’ordine di milioni o miliardi di volte quella della nostra stella, oppure di dimensioni stellari (da 3 a 20 volte il Sole). La nuova scoperta è stata possibile attraverso le osservazioni del XMM-Newton X-ray space telescope.

Qual’è la vera importanza della nuova identificazione? Si sa ormai molto bene che I buchi neri “piccoli” si formano per collasso gravitazionale di una stella particolarmente massiccia. Alla fine della sua vita la stella esplode come supernova e quello che resta al centro si comprime fino a densità talmente alte da far sì che nemmeno la luce possa uscire dal residuo stellare. Il classico buco nero, insomma. Invece niente di sicuro si sapeva ancora sulla formazione dei buchi neri galattici posti al centro delle galassie, veri e propri motori energetici dell’intera struttura. Si pensava che essi si creassero attraverso l’unione di molti buchi neri di dimensioni intermedie. Ma per provare la teoria era necessario prima trovare questi oggetti! HLX-1 (così si chiama il nuovo arrivato, che significa Hyper-Luminous X-ray source 1) è proprio l’oggetto che fa al caso nostro per compiere un passo in avanti nella spiegazione dell’origine dei “mostri” che si posizionano al centro delle galassie. E’ proprio l’anello mancante che si cercava.

La sua luminosità nella radiazione X (lunghezze d’onda pari a frazioni di milionesimo di millimetro) è stupefacente, fino a 260 milioni di volte quella del Sole. La mancanza di una controparte ottica (ossia non si vede niente nel visibile) esclude la possibilità che l’oggetto sia una stella più vicina o una galassia molto più lontana. La sua posizione nella galassia che lo ospita non è centrale, ma periferica, per cui non è sicuramente il motore della struttura. L’unica spiegazione possibile è quindi quella di un buco nero 500 volte più massiccio del Sole. E’ doveroso ricordare che già nel 2008 si era trovato un buco nero che poteva essere intermedio, posto però al centro della galassia REJ1034+396. Non era stato comunque possibile determinarne la massa. Gli scienziati avranno adesso di che divertirsi! Queste sono notizie … altro che fine del mondo!!!

Una visione artistica della galassia ESO 243-49. Il buco nero HLX-1 appena scoperto è la macchia azzurra sulla sinistra della parte centrale della galassia

Una visione artistica della galassia ESO 243-49. Il buco nero HLX-1 appena scoperto è la macchia azzurra sulla sinistra della parte centrale della galassia

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13 Commenti

  1. @ vincenzo
    Io credevo che dai buchi neri non potesse uscire la luce. Quella luce azzurra è la radiazione ultravioletta o la foto risale a tempi anteriori la formazione del buco nero? Mi è sfuggito qualcosa? ❓

  2. I buchi neri emettono raggi X al momento che stanno inglobando gli oggetti vicini? Un buco nero che non ha niente intorno da tempo, non emette niente?

  3. @Enzo
    e i buchi neri più piccoli di questo? Ci dovrebbero essere o sbaglio?
    Nel visbile si è mai visto niente? Parlo del disco esterno formato dalla materia che dovrebbe essere fagocitata dal buco nero.
    Notizia interessante comunque.

  4. Immagino che al centro di ESO 243-49 ci sia un buco nero di massa molto più grande di quella di HLX-1: si conosce la massa di questo buco nero?

  5. @elisabetta
    Ai buchi neri non sfugge nulla, in effetti, nemmeno la luce. La radiazione “X” rilevabile dai telescopi è quella prodotta, per quanto ne sappia, da ammassi di gas e polveri che spiraleggiano intorno al buco nero attirati dalla sua enorme massa. E’ come l’acuqua che entra nello scarico di un lavandino; gira a spirale prima di finirvi dentro.

  6. Non c’era bisogno di ricercare il buco nero intermedio per dimostrare la teoria, bastava cucinarsi un bel piatto di pasta con pomodorini pachini e mozzarella!
    In effetti ieri mi sono cimentato nel piatto di cui sopra e dopo aver cucinato i pomodorini e aver scolato la pasta, ho unito il sugo alla pasta e poi ho aggiunto le mozzarelline (quelle piccole a forma di pallina).
    Ho ripassato il tutto sul fuoco mescolando velocemente con un mestolo di legno e…….. magia delle magie eccole là, le mozzarelline hanno iniziato ad avvicinarsi l’un l’altra formando degli ammassi di mozzarella e dopo un po’ che continuavo a girare si sono raggruppate tutte al centro formando un mozzarellone gigante 😯
    Il primo pensiero è stato il collegamento con questo articolo, il pensiero successivo è stato quello di cercare di capire come ridistribuire il mozzarellone tra i piatti….Ora passando dalla pasta alle stelle il mio consiglio sarebbe quello di non utilizzare i telescopi per ricercare i buchi neri, ma di ricercare il mega mestolo spaziale di legno che fa girare i buchi neri e li ammassa al centro delle galassie 😆

  7. Eheheh…quando si cominciano a vedere stelle e buchi nere nel piatto al posto della mozzarella…vuol dire che si è arrivati già ad un buono stadio
    della “mallattia da astronomia”…

  8. da qualche parte ho letto che gli scienziati americani spiegano la struttura delle galassie guardando quello che succede alla panna nel caffè, mentre si gira il cucchiaino… Per me è un errore di traduzione… la panna resta bella che compatta…
    Meglio invece se prendete un bel cappuccino con la schiuma e girate ora con il cucchiaino: questa che viene fuori, sì che è una bella galassia a spirale!
    provateci! 😉
    questa è astronomia con una bella “g” davanti! 😳
    vabbè… però ora ritorniamo seri… 😯

  9. Pier, scherzi a parte: io sapevo che la struttura di una galassia a spirale è più complessa di un semplice vortice, l’esempio del cappuccino lo avevo letto già altrove ma era stato riportato per dire che in effetti NON è così che si forma la spirale; nel senso che se fosse così dovremmo avere spirali molto più ‘avvolte’ su se stesse, fino a sparire del tutto diventando un disco compatto, invece le spirali galattiche sono ‘rigide’, nel senso che non si avvolgono ulteriormente su se stesse, no? Dove sbaglio? Inoltre, se la materia che compone la spirale è ‘rigida’ l’insieme di stelle e corpi galattici invece ruota attraversando la spirale, questo almeno nella nostra Galassia, giusto? ❓
    Tornando agli esempi: io prendo almeno due – tre cappuccini al giorno, e -giuro- ogni dico ogni volta che verso lo zucchero e giro mi viene in mente la formazione delle galassie; questo già da tempo, adesso figuriamoci, non mi passerà mai più dalla mente finché campo!

  10. @elisabetta et al.
    dice bene Gaetano. Non è il buco nero che emette radiazione, ma la materia che vi cade dentro e che acquista energia per la velocità raggiunta e per l’eccitazione dovuta al campo magnetico. L’emissione avviene pRIMA dell’orizzonte degli eventi. Mai dopo, ovviamente!!! I buchi neri più piccoli si conoscono bene (quelli singoli, fatti da una sola stella), ma esistendo quelli intermedi, vuol dire che probabilmente essi si possono unire come le mozzarelle di Andrea 😆 😆

  11. Ho una crisi d’identità, ho scoperto un commento di Gaetano e non sono Io. Saluto il mio omonimo e d’ora in poi mi chiamerò gaetanodue. I precedenti commenti sono riconoscibili dalla g minuscola 😐
    Saluti

  12. @ enzo
    ho trovato questa rappresentazione grafica che mi sembra fortemente esplicativa…. ma magari lo è solo per me 😉

    http://www.spacetelescope.org/images/html/opo9943e.html

    riguarda il buco nero che si trova all’interno della galassia M87 ma il
    meccanismo delle emissioni, se non ho capito dovrebbe essere il medesimo…
    o mi sbaglio??? attendo lumi 🙄 😀

    sorrisomoltitantithankyou 😀

  13. @Paola,
    perfetto! Sia per i grandi che per i piccoli il processo è lo stesso … Bravissima!
    😆 😆