Le super giganti nascono per ultime

Le stelle super massicce di classe O sono piuttosto rare. Tuttavia esistono e se ne osservano in varie parti della nostra galassia. Il meccanismo che porta alla loro creazione è sempre rimasto poco chiaro e incerto. Lo Spitzer Space Telescope sembra finalmente aver gettato nuova luce su questo problema.

La nebulosa M17, detta anche Cigno, occupa una vasta ragione della nostra galassia ed è ben nota per possedere al suo interno un ammasso di stelle estremamente brillanti, tra cui una bella percentuale di stelle super massicce di classe O che risplendono magnificamente. Molto più elusiva è sempre stata una nube oscura ad esso vicino chiamata M17 SWex. Le capacità infrarosse di Spitzer sono riuscite però a leggere la vera essenza di questa zona buia e nascosta e il telescopio spaziale ha scoperto che si tratta di una giovanissima regione di formazione stellare, che manca ancora però di stelle gigantesche. Molto probabilmente esse non sono ancora nate e lo studio della loro “nursery” è di straordinaria importanza.

La M17 SWex appare essere una fabbrica stellare estremamente attiva in cui si sono già contate 488 nuove stelle. Tra queste più di 200 diventeranno di classe B, più grandi e calde del nostro Sole. Avendo localizzato solo le più luminose si stima che il numero totale di stelle in formazione sia dell’ordine di diecimila.

Come già detto, stupisce l’assenza di stelle giganti blu, caldissime, di classe O. Quasi sicuramente non sono ancora nate, data l’estrema gioventù della “nursery”. Esse hanno forse bisogno di una “spinta” particolare, come ad esempio quella data dalle onde di shock prodotte dalle esplosioni legate alla nascita delle stelle meno massicce. Queste onde d’urto innescherebbero una specie di reazione a catena nella concentrazione di massa nei nuclei vicini e scatenerebbero la formazione di oggetti giganti, con effetto domino.

Inoltre, l’architettura stessa della nostra galassia gioca un ruolo fondamentale nell’evoluzione di zone così attive. Durante la rotazione attorno al centro della Via Lattea, la nebulosa M17 sta attraversando il braccio a spirale del Sagittario. L’alta concentrazione di gas e polvere del braccio aiuta a condensare materiale nella zona di M17, innescando la formazione stellare come in una reazione a catena. In realtà, l’età delle stelle in M17 segue proprio il movimento della nube all’interno del braccio della spirale. Nella zona a sinistra della figura che segue, si trovano proprio le stelle più vecchie, poi le più giovani e massicce e infine la zona scura giovanissima, dove le vere giganti si devono ancora formare.

La nebulosa M17

La nebulosa M17 e la direzione del suo moto nel braccio a spirale (verso sinistra). Le stelle più antiche si trovano in M17 EB, le più giovani e gigantesche nella zona centrale, mentre in M17Swex non è ancora iniziata la formazioni delle super giganti blu. (Fonte: NASA/JPL-Caltech/M. Povich (Penn State))

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2 Commenti

  1. volevo sapere, se attorno alle stelle giganti ruotano dei pianeti e, se ne siano stati osservati prima. 😕 😕

  2. @Carmelo,
    la nascita di un sistema planetaria sembra del tutto scollegato alla massa della stella. la rarità di questi oggetti rende però difficoltosa la ricerca dei possibili pianeti.