Supernove tra neonati

Una celebre “fabbrica” stellare ha iniziato la produzione di supernove. Lo ha mostrato Chandra, osservando a lungo nella regione della nebulosa della Carena.

La nebulosa della Carena è un luogo popolato di giovani stelle, la cui massa è, però, talmente grande che molte hanno già cominciato a trasformarsi in supernove e a inondare lo spazio circostante di elementi pesanti. Essa si posizione nel braccio del Sagittario-Carena a una distanza di 7500 anni luce da noi. Chandra non poteva farsi scappare una ghiotta occasione come questa e ha prodotto una straordinaria immagine nella lunghezza d’onda dei raggi X, identificando più di 14000 stelle, un alone diffuso e chiare evidenze di supernove in azione.

La straordinaria immagine ottenuta da Chandra

La straordinaria immagine ottenuta da Chandra. I raggi X a bassa energia sono rappresentati in rosso, quelli a media energia in verdolino e quelli ad alta energia in azzurro. Gli ammassi più noti sono segnalati insieme alla celebre Eta Carinae.

La nebulosa è uno dei posti migliori per vedere contemporaneamente stelle che nascono e che muoiono. L’ultima fase di vita è chiaramente dimostrata dal deficit di sorgenti a raggi X in almeno uno dei dieci ammassi stellari che si trovano al suo interno (Trumpler 15). Le prime esplosioni si riferiscono a stelle tra le 20 e le 40 masse solari, e dovrebbero essere avvenute non più di qualche milione di anni fa. L’emissione diffusa nell’X conforta questa idea, dato che -almeno in parte- essa deriverebbe dai residui delle esplosioni.

Chandra ha anche rilevato la presenza di sei possibili stelle a neutroni. Data la grande difficoltà nel “vederle”, a causa dell’assorbimento causato nell’X dalla polvere e dal gas, il numero limitato è probabilmente solo una piccola frazione della popolazione completa.

Contemporaneamente, Chandra, con le sue 300 ore di osservazione effettuate durante 9 mesi, ha scoperto una nuova popolazione di stelle massicce molto giovani. Non dureranno molto, però, avendo anch’esse masse decisamente molto grandi.

Possiamo quindi dire che la famosa Eta Carinae, già in un periodo altamente instabile, non sarà l’unica a mostrarsi in tutta la sua potenza quando diverrà visibile come una spettacolare luce nel cielo terrestre.

Eta Carinae osservata da Chandra nei raggi X

Eta Carinae osservata da Chandra nei raggi X

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6 Commenti

  1. Enzo a proposito di supernove e stelle morenti a me risultano che anche stelle ormai super giganti rosse come Betelgeuse o arturo e Big Pistol la stella più grande della galassia debbano fare per cosi dire il botto,ma quando toccherà a una di queste?
    La terra correrrà pericoli? Visto che cmq Eta Carinae e lontana 7500 anni luce dovremmo solo vedere un bello spettacolo ma cosa mi sai dire di queste stelle sopra menzionate?
    Ciao e grazie! :mrgreen:

  2. @Mario Bioletti e Raffaele: Le esplosioni delle stelle sono eventi che possono accadere entro un lasso di tempo piuttosto ampio per gli standard umani, quindi non si può dire se e quando noi ne vedremo una a occhio nudo.
    Fate conto che le supernove otticamente osservate e registrate storicamente sono in tutto sei….
    Comunque, tutte le stelle citate (ad eccezione di Arturo, che comunque evolverà in una nana bianca, e dunque non dovrebbe esplodere) sono a distanza di sicurezza, e non dovrebbero dare problemi alla vita sulla terra (almeno, per quanto se ne sa).
    In ogni caso, saranno sicuramente visibili anche di giorno, con una luminosità paragonabile a quella della Luna piena. Un bello spettacolo, senza dubbio…. 🙂

  3. Red ha ragione!
    siamo a distanza di sicurezza e non possiamo certo dire quando e come… Betelgeuse, ad esempio, dovrebbe esplodere in un periodo di circa 10000 anni, poco per lei e tantissimo per noi… 😉

  4. scusate nel 1843 Eta Carinae aveva una magnitudo visibile di -1 e stando al Maffei una magnitudo assoluta di – 13 circa, se esplodesse per essere visibile come la luna piena dovrebbe raggiungere una magnitudo assoluta di -24 non e’ un po’ troppo?