Un giovane tra i vecchi

Il VLT Survey Telescope (VST) dell’ESO, a Paranal in Cile, ci ha regalato un’immagine straordinaria che mostra un affascinante gruppo di galassie che interagiscono tra loro nell’ammasso di Ercole. In tre sole ore di osservazione lo strumento ha ripreso con magnifici dettagli uno spettacolo tipico della gioventù dell’Universo in una zona, però, a noi relativamente vicina.

L’ammasso galattico di Ercole (anche conosciuto come Abell 2151) si trova relativamente vicino a noi, a circa 500 milioni di anni luce. Esso è veramente peculiare per un paio di ragioni: ha una struttura molto irregolare e contiene una varietà enorme di galassie, tra cui molte a spirale e nessuna gigante ellittica.

Molte galassie sono tra loro vicinissime e stanno fondendosi assieme. Sono ricche di gas e formano stelle a ritmo impressionante. In altre parole, uno scenario che sembrerebbe plausibile per un ammasso risalente ai primordi dell’Universo, quando queste strutture erano ancora giovanissime.

Probabilmente, l’ammasso di Ercole è realmente nato da poco e deve ancora raggiungere la maturità, quando le galassie si uniranno in strutture ellittiche gigantesche e l’intero ammasso assumerò una forma pressoché sferica. Questa situazione “evoluta” è quella che solitamente si vede nei paraggi della nostra galassia, dato che i nostri vicini di casa sono normalmente e logicamente molto vecchi. Essendo vicini, infatti, la luce che vediamo oggi, è partita da poche centinaia di milioni di anni e mostra lo stato già avanzato della loro evoluzione. In questi gruppi le galassie a spirale sono poco numerose perché ormai hanno sicuramente interagito con altre, trasformandosi in oggetti più estesi e irregolari. La più grande risiede normalmente al centro dell’ammasso.

L’ammasso di Ercole è quindi una rarità, mostrandosi giovanissimo quando invece dovrebbe essere ormai anziano ed evoluto. Una ghiotta occasione per vedere cosa capitava agli albori dell’Universo a distanza ravvicinata e quindi con dettagli eccezionali. Approfittiamone!

ercole.jpg

Fonte: ESO/INAF-VST/OmegaCAM. Ringraziamenti: OmegaCen/Astro-WISE/Kapteyn Institute

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4 Commenti

  1. Certo approfittiamone caro Enzo. Ma si riesce a capire come mai questa differenza con gli altri ammassi diciamo…vicini di casa?
    E questa resta una mia curiosità da appassionato, poi , per restare nell’ambito dei refusi presenti in questo bell’articolo (come lo sono i tuoi sempre), mi raccomando Enzo la forma pressochè sferica lasciala assumere all’ammasso di Ercole, evita di farlo personalmente forse può essere un tantino doloroso.
    Naturalmente stò scherzando ma non per la domanda iniziale.

  2. caro Mario,
    per tanto che uno rilegga, scappa sempre qualcosa… Col nuovo sito, potremo correggere da soli e velocemente. Ancora pochi giorni…

    Non so proprio dare risposta alla tua domanda. Se non dire che a volte l’Universo si diverte e ci aiuta… Niente è mai completamente prevedibile e perfettamente logico. 😉

  3. Scusate…una domanda banale: quindi la cosiddetta costellazione di “Ercole” che noi vediamo nel cielo è di fatto non un insieme di stelle ma di galassie?
    (forse banalmente dovevo guardare su internet x avere risposta..)

  4. caro Marcello,
    no, esistono entrambe… la costellazione è quella che è. Al suo interno vi è l’ammasso di galassie che prende il nome dalla costellazione…