Faccio un esempio concreto per il nostro amico Zappalà, spero d'esser chiaro e diretto per tutti.
Come molti di voi sanno, la Germania ha annunciato la rinuncia nel medio-lungo termine all’energia nucleare. Per tanti "profeti" della galassia ambientalista la Germania, patria delle energie pulite, capofila della svolta antinuclearista, si rivolgerà certamente al fotovoltaico e all’eolico (sorvoliamo sull'efficacia della cosa) per garantire energia costante e sicura alla popolazione e alle industrie di quella che un tempo era definita la locomotiva dell’Europa. Per me, invece, facilmente sarà... una locomotiva a carbone.
I crucchi possono contare su grandi riserve carbonifere, che con l’azzeramento delle richiesta per il riscaldamento domestico e la diminuita richiesta delle industrie pesanti risultano risorsa disponibile a basso costo e non sfruttata. Da qui l’idea della Sig.ra Merkel di prendere i cosiddetti due piccioni con una fava: consenso politico da parte dell’elettore medio e lo sfruttamento di una risorsa naturale di cui la Germania dispone, oggi poco utilizzata, e che libera la nazione dalla dipendenza estera, Russa o Mediorientale che sia.
Ma il carbone e la sua combustione con gli standard attuali, non è certo una scelta sicura per le popolazioni e gli animali che si trovano a vivere e alimentarsi nelle vicinanze di questi impianti per la produzione di energia. Ne sono esempi vari lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali che mettono in evidenza alcuni rischi connessi a questo tipo di tecnologia... ora mi riferisco alla radioattività da combustione del carbone.
Il 20 maggio 2011 Enviromental Health pubblicò un articolo (Environ Health. 2011 May 20; 10(1):43. [Epub ahead of print] Natural radionuclide of Po210 in the edible seafood affected by coal-fired power plant industry in Kapar coastal area of Malaysia Alam L, Mohamed CA) che analizzò l’inquinamento di prodotti ittici destinati ad alimentazione umana nella vicinanza della costa dove sorge una grossa centrale a Carbone. L’imputato si chiama Polonio 210. Il polonio 210 è un elemento alfa-emittente praticamente innocuo se si trova all’esterno del nostro organismo, letale se inalato o peggio ingerito... ricordate la morte di Alexander Litvinenko? .
Nell'articolo si dimostrò che il pesce pescato in prossimità della centrale a carbone aveva concentrazioni di Po210 superiori a quelle registrate in aree lontane dalla centrale in oggetto (certo non le dosi con cui venne ucciso Litvinenko) e che il rischio calcolato di sviluppare un tumore superava gli standard US-EPA. L'articolo concludeva:
Results presented here suggest that the area around the Kapar Power station is susceptible to some contamination and people living near the area are exposed to higher alpha radiation through seafood consumption. These findings suggest that appropriate action needs to be done to mitigate possible risks to human and environmental health.
Certo, la gran parte del Po210 è frutto del decadimento del Radon, andrebbe certo ricercata anche un'eventuale fonte naturale di radon in quella zona di oceano, peraltro in area geologicamente tormentata e con grande attività sismica e vulcanica; però.. però...
E non basta.Un altro studio (Am J Epidemiol. 2002 May 1; 155(9):798-809. Environmental arsenic exposure from a coal-burning power plant as a potential risk factor for nonmelanoma skin carcinoma: results from a case-control study in the district of Prievidza, Slovakia. Pesch B, Ranft U, Jakubis P, Nieuwenhuijsen MJ, Hergemöller A, Unfried K, Jakubis M, Miskovic P, Keegan T. Source Medical Institute for Environmental Hygiene at Heinrich Heine University of Düsseldorf, Düsseldorf, Germany. Ne volete copia? chiedete a
[email protected]) dimostra come si sia rilevata una netta maggior incidenza, rispetto ad una popolazione di controllo, di alcune neoplasie cutanee in un’area limitrofa ad una imponente centrale a carbone in Slovacchia. L’indagine epidemiologica è stata serissima, ha saputo tener conto di eventuali fattori in grado di creare un "rumore di fondo" confondente, quali altre industrie chimiche presenti nella stessa area della centrale; quelle stesse attività "confondenti" che son la classica scappatoia per negare i risultati delle valutazioni epidemiologiche dopo incidenti alle centrali nucleari.
Insomma, chi lotta contro il presunto riscaldamento globale accusando unicamente la CO2 deraglia sul piano scientifico anche se ha dalla sua spesso l'attenuante della buona fede (meno chi lo indottrina), non v'è dubbio, e grida contro lo zingarello che forse gli ha preso la monetina del carrello al supermercato, mentre una banda gli sta svuotando casa con un camion; ridurre troppo l'attenzione sulle emissioni di CO2 però potrebbe essere dannatamente pericoloso, perché di carbone ce n'è tanto, in Europa da quando è stato demonizzato (specie quelli ad alto tenore di zolfo come quelli del Sulcis) costa poco ed ottenere energia dal carbone è la modalità di produzione di energia che a parità di quantità di energia prodotta genera più CO2... ma se la CO2 viene assolta con formula piena da ogni cosa... stante la diffidenza crescente verso la fissione nucleare, molti governi potrebbero utilizzare ciò che ci sottolinea con grande lucidità Enzo come un alibi per gettarsi a capofitto di nuovo sulla combustione, e nemmeno di petrolio, proprio di carbone, con quel che ne deriva sul piano dell'emissione di radionuclidi, arsenico e PM10.
Enzo, in medio stat virtus. ...;)